IL FLI E LE AMMINISTRATIVE A RAGUSA


 

Due chiacchiere con Enzo Pelligra

Perché la nascita di Futuro e libertà?

Non dobbiamo paragonare i due partiti, anche se ciò che proponevamo prima, ciò che prima ci caratterizzava in quanto AN, continua ad essere la nostra cartina di tornasole. In quel contesto (all’interno del PdL, ndr.) noi eravamo impossibilitati, però, ad esprimere la nostra volontà a perseguire i nostri valori. Noi non riuscivamo più a fare politica e la nostra gente non capiva più. Eravamo compressi da una leadership soffocante, perciò abbiamo deciso di viaggiare da soli, forse troppo tardi? Forse.

La politica è caduta veramente in basso. La gente ha sempre meno fiducia nel mondo politico, la crisi economica, la disoccupazione in continua ascesa e la mala sanità, in primis. E noi politici abbiamo il dovere di lavorare per affrontare e risolvere questa situazione ed invece, da mesi, parliamo di scandali di donnine e di case a Montecarlo. Vogliamo parlare di Ragusa? Qui, nell’ultimo periodo 360 famiglie hanno perso il lavoro e questo è un dramma di proporzioni immani, se un giovane di 20 anni viene licenziato un altro lavoro lo trova, ma se ad essere licenziato lo è una persona di 50 anni? E poi ci sono i problemi atavici del nostro Stato, occorre una stretta, contro gli enti inutili, bisogna ridurre i parlamentari, accorpare gli Ato ed eliminare tutti quegli organismi inutili. Qualcosa è stata fatta, ma bisogna avere coraggio e voglia di cambiare le cose. Bisogna ricominciare da capo.

Parliamo di amministrative e del Polo della nazione.

I vertici di Palermo, in una primissima fase, avevano detto che il Polo, in tutti i comuni al di sopra dei 15 mila abitanti, doveva avere un suo candidato. Il territorio ragusano, però, è rappresentante di una specificità molto particolare. In fondo noi per cinque anni abbiamo governato con il Pdl. E’ vero che dai vertici regionali ci furono date indicazioni precise, ma il diktat di Lombardo contro Dipasquale ha sconquassato tutto. Quello che ho cercato di far capire ai miei alleati è stato che una rottura con Dipasquale non sarebbe stato un buon affare politico, noi dobbiamo partecipare con i nostri progetti e con le nostre idee allo sviluppo di questa città se ci fossimo separati non avremmo partecipato a tutto ciò. Noi vogliamo concorrere allo sviluppo di questa città ed eventualmente prenderci le critiche per il mancato sviluppo.

Possiamo fare una critica a Dipasquale?

Che Dipasquale stia cambiando il volto di questa città è indubitabile. Da un punto di vista politico Dipasquale è stato un valido interlocutore, certo ha preso qualche decisione affrettata, direi alla Berlusconi, ma è stato un gioco a cui abbiamo partecipato e di cui eravamo consapevoli. Se una critica gli va fatta questa riguarda il suo aver condizionato la vita politica per interessi squisitamente politici, penso ai repubblicani o al Movimento per l’autonomia, senza magari tenere in debito conto le posizioni degli alleati, anche se col senno di poi non possiamo negare la sua lungimiranza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...