Emendamento a perimetrazione disposta dall’Amministrazione Provinciale di Ragusa


PROVINCIA REGIONALE di RAGUSA

La perimetrazione disposta dall’amministrazione provinciale e dal Comune di Ragusa è assolutamente
carente e contraddittoria rispetto al Piano Territoriale Provinciale, alle ingenti risorse Comunitarie,
Nazionali e Regionali che sono state erogate nel corso degli anni per progetti ed iniziative a salvaguardia
dell’ecosistema, a tutela delle risorse naturali, alla valorizzazione dell’ambiente, allo sviluppo economico
legato all’esercizio di attività e fruizione delle aree di interesse naturalistico e sia in rapporto agli obiettivi
prioritari delle politiche di protezione della natura della Comunità Europea . Nella proposta avanzata dalla
Provincia e dal Comune di Ragusa vengono incredibilmente ed irrazionalmente escluse le aree a maggiore
valenza naturalistica, paesaggistica, ambientale, archeologica, storica della Provincia di Ragusa ( Risultano
escluse le superfici con habitat naturali (quali le Cave, gli altopiani di carrubeti, la vallata dell’Irminio, le
cave d’Ispica, ecc.) la cui importanza della conservazione e tutela viene affermata dalla direttiva 92/43/CEE
detta Direttiva Habitat che ha introdotto l’obbligo di tutela degli habitat e degli habitat di specie, per il loro
valore intrinseco e la loro rarità a livello Europeo e in quanto ecologicamente e funzionalmente
determinanti per la conservazione delle specie. La valenza paesaggistica, naturalistica, culturale delle zone
escluse dalla delimitazione del Parco viene affermata dalla Provincia stessa nella Carta dei Valori di
interesse Naturalistico e Culturale del Piano Territoriale Provinciale. Siamo dinanzi ad un ossimoro, ad una
contraddizione in termini e in fatto. Nel PTP si sostengono tutta una serie di azioni e di progetti nelle aree
ritenute, “strategicamente”, di primaria importanza per il territorio e nella delimitazione del Parco, le
stesse aree, vengono totalmente e deliberatamente escluse, non prese in considerazione. Nelle aree iblee
indicate nella nostra cartografia allegata sono invece incluse tutte le aree iblee riportate nella carta dei
Valori del PTP e dove sono presenti elementi faunistici che le Direttive Comunitarie tutelano, in particolare :
· La Direttiva 79/409/CEE che contempla specifiche misure di protezione per alcune specie ed i
relativi habitat;
· Della Convenzione di Berna, per la conservazione della vita selvatica e de suoi biotopi in Europa,
elaborata nel 1979 e divenuta esecutiva dall’ 1 giugno 1982;
· Della Convenzione per la Conservazione delle specie migratrici (CMS – Convenzione di Bonn)
appartenenti alla fauna selvatica.
In particolare le cave Iblee, sono veri e propri “serbatoi” e laboratori per la conservazione del territorio, del
paesaggio, degli ecosistemi, degli habitat e delle specie. E’ una assoluta assurdità escludere le cave dalla
delimitazione del Parco Nazionale degli Iblei anche in ragione della valenza idro-geologica e
dell’approvvigionamento idrico dell’intero sistema Ibleo.
Nei tipi di habitat naturali perimetrali nella nostra proposta sostitutiva (v. allegato) sono presenti i seguenti
tipi di habitat naturali :
codice natura 2000
9340 Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
9320 Foreste di Olea e Ceratonia
6220 Percorsi sub steppici di graminacee e piante annue dei Thero-Bracypodietea
8210 Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica- Dianthion rupicolae
5330 Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici
\
8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico con fauna ipogea
92CO Foreste di Platanus orientalis
92AO Foreste e galleria di Salix alba e Populus alba
2250 Dune con Juniperus spp.
1240 Vegetazione con Limonium spp. Endemici
7220 Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi
92D0 Gallerie e forteti ripari meridionali (Nerio-Tamaricetea)

Specie animali e vegetali d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone
speciali di conservazione (Cervone – Elaphe quatuorlineata, Elaphe situla, Trota macrostigma, Garofanino
rupestre, Orchidee). Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono, per la Convenzione
di Berna, una protezione rigorosa e delle specie minacciate (airone cenerino, airone rosso, falco pellegrino,
lunario). Sono inoltre presenti formazioni rupestri definite secondo il Decreto Pres. Regione Sicilia del
28.06.2000.
Nelle aree escluse dalla perimetrazione della Provincia e del Comune di Ragusa negli anni scorsi sono stati
finanziate molti progetti. Uno per tutti con fondi del P.O.R. Sicilia 2000-2006 il PIT :”Quattro città e un parco
per vivere gli Iblei” che mirava alla valorizzazione delle risorse locali nel campo dei beni culturali, dei siti
archeologici, del turismo, dell’agricoltura e della zootecnia”. Il progetto ha coinvolto i quattro Comuni di
Ragusa, Chiaramonte G., Giarratana, Monterosso Almo. L’idea forza del PIT era quella di realizzare un Parco
che comprendeva oltre all’alto corso del fiume Irminio e le pendici del Monte Lauro anche i centri storici dei
Comuni coinvolti. Le somme sono state spese in gran parte delle zone che risultano oggi, inspiegabilmente,
escluse dalla perimetrazione della Provincia Regionale e del Comune di Ragusa. Nelle zone oggi escluse
(cave naturalistiche e vallata dell’Irminio) si attuò l’azione di recupero dei percorsi e della sentieristica
minore del “Parco” con un finanziamento di € 3.500.000 ebbene le “azioni” tese a individuare il “ parco”
sono state finanziate ed attuate a livello carellonistico(vi sono diversi cartelli che ancora indicano l’azione)
ma adesso il “Parco” “non c’è più”.

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