VITTORIA. LE TRIVELLAZIONI ADESSO DIVENTANO DI COMPETENZA REGIONALE


Abbiamo intervista il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia sulla questione delle trivellazioni petrolifere e sulla sua idea di sviluppo economico.

sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha bocciato il vostro ricorso in merito alle trivellazioni, ma Lei ha dichiarato più volte di voler continuare nella sua battaglia, come?

Iniziamo col dire che la bocciatura del C.G.A. non entra nel merito della questione, anzi la sua decisione assomiglia tanto alle sentenze del giudice Carnevale con cui la Prima Sezione della Cassazione annullava, per vizi di forma, le sentenze contro i mafiosi, naturalmente non stiamo parlando né di Cassazione né di mafia, ma di una mera interpretazione di un aspetto procedurale. Infatti la stessa questione analizzata dal Tar di Catania ha avuto tutt’altro risultato, lì il tribunale pose l’accento sul fatto che il Comune di Vittoria è ente contro-interessato alle trivellazioni, in quanto veniva messo a rischio un bene primario come l’acqua. La battaglia che abbiamo intrapreso non era e non è delle più facili e non solo perché un piccolo Comune, quale è Vittoria, ha sfidato un colosso come la Panther Oil, ma sopratutto perché la Regione Sicilia e l’Avvocatura dello Stato, piuttosto che difendere l’interesse pubblico, si sono schierati in favore della multinazionale texana, sia dinnanzi al TAR di Catania sia dinnanzi al C.G.A. di Palermo.

Sono convinto di essere nel giusto, sono convinto che prima di tutto viene l’interesse generale e perciò continuerò e continueremo nella nostra battaglia, forti di un consenso sempre crescente. Abbiamo registrato, quanto meno da un punto di vista formale, anche l’appoggio dei deputati del MpA e del Partito democratico, oltre a a quello del Consiglio Comunale e dell’onorevole Granata, che si è mostrato particolarmente sensibile alle questioni di tutela ambientale, ed infine, cosa che ci inorgoglisce enormemente, abbiamo il pieno sostegno del clero di Vittoria, nella persona del Vicario del Vescovo.

Naturalmente quest’ultima sentenza ci obbliga a organizzare la nostra strategia di contrasto su un piano squisitamente politico, vedremo già da gennaio quanto i nostri parlamentari e la Regione sono disposti a lavorare in tal senso. Nel frattempo abbiamo trasmesso alla presidenza della Regione questo corposo pacchetto di adesioni unitamente alla richiesta di annullamento delle autorizzazioni, allora concesse dal governo Cuffaro e perciò dall’ARS revocabili. Le premesse per un futuro successo ci sono tutte anche alla luce di un certo cambio di mentalità che ci pare sia avvenuto a Palermo, mi riferisco ad una attenzione crescente nei confronti della tutela del territorio, ad esempio con l’adozione del Piano Paesistico, e alla difesa della legalità, vedasi i no a tutte quelle imprese in odor di mafia.

Come Lei stesso ha ammesso però il C.G.A. ha rigettato il vostro ricorso per il ritardo con cui la domanda è stata presentata….

Si, però bisogna fare un passo indietro. L’iter per le autorizzazioni è iniziato nel 2000 con il Governo Cuffaro e l’Assessore all’industria Maria Noé. Nel 2004 furono rilasciate le autorizzazioni e nell’autunno del 2007 iniziò la procedura per il rilascio della valutazione di impatto ambientale. Questa la storia ed è qui che si gioca o si è gioca la partita, ovviamente da un punto di vista giurisprudenziale.

Il Comune di Vittoria ha preso atto di queste autorizzazioni e sopratutto del luogo interessato dalle trivellazioni solo grazie ad una lettera inviataci dall’Arpa, che ci informava che sarebbero iniziate una serie di analisi delle acque della sorgente di Sciannacaporale, sorgiva sita nel territorio di Ragusa, ma dalla quale dipende il 70% dell’approvvigionamento idrico dell’utenza vittoriese. Secondo noi da questo momento decorrono i 60gg. stabiliti per legge per il ricorso, mentre secondo la Panther essi decorrerebbero dal momento del rilascio delle autorizzazioni (2004).

Il problema riguarda il diritto amministrativo, il quale stabilisce, è un criterio noto, che i contro-interessati possono far ricorso nel momento in cui hanno effettiva e legale conoscenza dell’atto che arreca danno. La giurisprudenza in materia è florida e come spesso capita nel nostro codice contraddittoria, problema superato dal TAR che aveva affermato il nostro essere parti contro-interessate. Inoltre va aggiunto che la stessa pubblicazione effettuata dalla Panther e richiesta dalla procedura di valutazione di impatto ambientale, pubblicata su quotidiani e gazzette, era semplicistica e generalizzata a tal punto che non permetteva l’individuazione esatta del luogo interessato dalle trivellazioni, infatti le autorizzazioni parlavano genericamente della valle del Tellaro e dell’Anapo, che vuol dire tutto e nulla ovvero da Ragusa a Siracusa, il Val di Noto in sintesi. Comunque la lettera dell’Arpa ci fu spedita nel marzo del 2008 e noi presentammo ricorso nell’aprile dello stesso anno.

Il T.A.R. a differenza del C.G.A. entrò nel merito della questione nominando dei periti, i quali attestarono con la loro perizia non solo il rischio concreto di inquinamento della falda acquifera, ma addirittura il rischio della perdita della stessa a causa del suo sprofondamento visto le peculiari caratteristiche orografiche del territorio in questione. Infine sempre nella stessa perizia erano indicate le metodologie e i materiali più adeguati ad una attività estrattiva per il nostro territorio, qualora fosse stata avviata, elementi ignorati e disconosciuti sia dal Governo Cuffaro che dalla Panther stessa.

Ci si rende conto dell’enorme pericolo che Vittoria ha corso e continua a correre se queste autorizzazioni non vengono revocate. Un danno incalcolabile e praticamente irrisarcibile, di certo una volta che una sorgete scompare non la si può sostituire con qualche piazzettina o rotatoria o con qualche royalties.

Per inciso non sono aprioristicamente contrario alle trivellazioni, ma le contrasto così come ogni altra cosa quando queste diventano una minaccia della salute pubblica e della cosa pubblica, l’interesse generale ha sempre la priorità su quello particolare.

Ci sono richieste di risarcimento da parte della Panther Oil?

Al momento no anche se le hanno annunciate. Prima cercarono di blandirmi con proposte diciamo ridicole, la solita piazzetta e/o i 100 mila euro di royalties, ma non mi sono fatto abbindolare da queste regalie. In un secondo momento invece sono passati a vere e proprie intimidazioni ecco la minaccia del risarcimento, il quale naturalmente avrebbe ricadute gravose su tutti noi, me compreso in quanto sono l’amministratore che ha preso una posizione ben precisa, convinto dell’importanza fondamentale ed inalienabile di un bene primario quale è l’acqua. E proprio per questo credo che non ci sia giudice o tribunale in Italia tanto iniquo da voler condannare un Ente solo perché ha voluto difendere l’interesse generale. Ho un enorme fiducia nella magistratura che è e rimane uno dei baluardi in difesa della nostra Repubblica e dei nostri valori costituzionali.

La sua posizione, se rapportata a quella dei suoi omologhi in provincia, è una posizione di minoranza è d’accordo? O no?

Sono convinto dell’inestimabile valore del nostro patrimonio paesaggistico. Un valore che è sinonimo di ricchezza e che ci obbliga a tutelarlo e a non perpetuare gli errori del passato, per fare solo un esempio come possiamo dimenticare il danno che le precedenti amministrazioni hanno arrecato a Scoglitti con quell’abusivismo selvaggio che ne aveva compromesso le sue potenzialità turistiche? Gli altri amministratori facciano quello che vogliono, che scelgano pure il loro modello di sviluppo economico. Se parliamo del Piano Paesistico, ad esempio, non credo proprio che esso sia un legaccio che noi mettiamo al territorio anzi esso è uno strumento di fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio stesso, necessariamente però questo strumento si deve rapportare positivamente con le caratteristiche proprie del territorio. Ad esempio è innegabile che la serricultura per Vittoria è la colonna portante della sua economia e questa non può essere pregiudicata in alcun modo. Ci siamo resi conto, analizzando il Piano paesistico, che alcune sue interpretazioni in senso restrittivo potevano portare a effetti distorti, che a lungo termine potevano penalizzare la nostra economia e perciò abbiamo avanzato delle proposte in difesa della stessa, che sono state immediatamente tutte accettate, da qui si è visto che quelli non erano errori del Piano ma una interpretazione errata dello stesso.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...