CENTOXCENTO RAGUSA, A GENNAIO IL TUO NUOVO PUNTO DI RIFERIMENTO


Col nuovo anno un nuovo nato si affaccia sulla scena editoriale della nostra provincia. Un giornale nuovo voluto fortemente dalla passione di un gruppo di cittadini, che ha fatto dell’impegno, della liberà e dei principi democratici il proprio orizzonte di riferimento.

“CentoxCento Ragusa”, questo il nome della testata web, promette di dar vita a una nuova idea del giornalismo. In un mondo dove i giornali e il giornalismo sono sempre più asserviti alle logiche di partito e del politico di turno CentoxCento Ragusa promette di essere una voce pluralista, libera e fuori dal coro, capace di dar spazio a chiunque e perciò di tenerti informato ad ogni ora del giorno e in ogni momento grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, al suo carattere spiccatamente web 2.0 ed a una redazione giovane e dinamica.

Un giornale generalista che si occuperà, e come potrebbe essere altrimenti, di politica, di ambiente, di attualità, ma anche di cultura e di sport. CentoxCento è tutto questo, ma non solo, infatti sarà lo strumento totalmente gratuito, al servizio e a disposizione del variegato mondo dell’associazionismo, una galassia eterogenea ed in continuo movimento che troppo spesso, per un motivo o per un altro, non trova la giusta visibilità.

Un contenitore di notizie certo, un giornale naturalmente, ma anche un’agorà, una piazza, uno spazio pubblico e virtuale dove potersi incontrare e scambiare opinioni, idee e sensazioni sulla nostra provincia.

 

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CLASS ACTION. ALTROCONSUMO CITA IN GIUDIZIO LA RAI


Nel corso del 2010 la RAI è stata inadempiente agli obblighi di realizzare un’informazione obiettiva, corretta ed equilibrata, obblighi assunti attraverso il Contratto di servizio pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.

Di fronte alla violazione da parte della RAI dei diritti e delle prerogative dei propri abbonati, Altroconsumo ha proposto dinanzi al Tribunale di Roma una class action per consentire a tutti gli abbonati che vi aderiranno di ottenere un risarcimento per la lesione del diritto, costituzionalmente garantito, a una informazione libera, plurale e obiettiva. Le adesioni sono raccolte attraverso il sito www.altroconsumo.it.

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LA SCELTA D’IMPERIO SULLA FERROVIA DEL SUD-EST SICILIANO


Due chiacchiere con Giuseppe Stella della FILT-CGIL responsabile per la provincia di Ragusa sulle politiche di Trenitalia nel sud-est siciliano

stazione di Ragusa Ibla

Era il 1° luglio del 2001 quando l’Italia recepì le direttive europee sulla separazione fra il gestore della rete e il produttore dei servizi dei trasporto, completando il processo di societarizzazione del Gruppo FS.

L’ennesimo capitolo sulle liberalizzazioni decretate in questi anni dai governi di centrosinistra e di centrodestra, o più semplicemente emblema del fallimento della politica italiana in merito alle liberalizzazioni del mercato. Non a caso lo scorso 21 dicembre l’Antitrust ha avviato ancora una volta un’istruttoria per abuso di posizione dominante nei confronti di Trenitalia.

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VITTORIA. LE TRIVELLAZIONI ADESSO DIVENTANO DI COMPETENZA REGIONALE


Abbiamo intervista il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia sulla questione delle trivellazioni petrolifere e sulla sua idea di sviluppo economico.

sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha bocciato il vostro ricorso in merito alle trivellazioni, ma Lei ha dichiarato più volte di voler continuare nella sua battaglia, come?

Iniziamo col dire che la bocciatura del C.G.A. non entra nel merito della questione, anzi la sua decisione assomiglia tanto alle sentenze del giudice Carnevale con cui la Prima Sezione della Cassazione annullava, per vizi di forma, le sentenze contro i mafiosi, naturalmente non stiamo parlando né di Cassazione né di mafia, ma di una mera interpretazione di un aspetto procedurale. Infatti la stessa questione analizzata dal Tar di Catania ha avuto tutt’altro risultato, lì il tribunale pose l’accento sul fatto che il Comune di Vittoria è ente contro-interessato alle trivellazioni, in quanto veniva messo a rischio un bene primario come l’acqua. La battaglia che abbiamo intrapreso non era e non è delle più facili e non solo perché un piccolo Comune, quale è Vittoria, ha sfidato un colosso come la Panther Oil, ma sopratutto perché la Regione Sicilia e l’Avvocatura dello Stato, piuttosto che difendere l’interesse pubblico, si sono schierati in favore della multinazionale texana, sia dinnanzi al TAR di Catania sia dinnanzi al C.G.A. di Palermo.

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IL PIANO TERRITORIALE PAESISTICO È OSTEGGIATO PER SNOBBISMO ISTITUZIONALE?


Abbiamo intervistato il Sovrintendete ai Beni Culturali di Ragusa, Alessandro Ferrara, a proposito del Piano Territoriale Paesaggistico.

Il Piano Paesistico (da ora in poi PTP) è uno strumento di tutela delle risorse ambientali ed antropiche istituito nei suoi principi fondativi nel 1939 e mai attuato. L’iter che ha condotto alla realizzazione dello stesso risale a più di dieci anni fa. Nel 1999 fu redatto il Testo Unico che armonizzava la Legge n.1497 del 1939, che tutelava le bellezze paesaggistiche, e la Legge n.1089, sempre dello stesso anno, che tutelava il patrimonio artistico culturale. Così nel 2000 la Regione Sicilia pubblicò le linee guida per la redazione del PTP. Dal Testo Unico del ’99 nacque, nel 2004, il Codice dei Beni Culturali della Regione Sicilia, penultimo passo per la redazione definitiva del PTP.

L’ innegabile che la presentazione del PTP ha suscitato, specie nelle Istituzioni locali, tutta una serie di critiche e di stigmatizzazioni, a volte veramente aspre, che sin da subito hanno avvelenato il dibattito.

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“NON HANNO PANE? DATEGLI LE BRIOCHE!”


La riforma universitaria è stata approvata e non c’erano dubbi. Ma non voglio occuparmi di questo, piuttosto della reazione del mondo politico e dei cosiddetti intellettuali, all’indomani delle manifestazioni di Roma del 14 dicembre scorso.

Premesso, in una retorica sempre più stantia, che ogni forma di violenza va rigettata fermamente, non si può sottacere il senso ultimo dell’intera protesta come il contraltare dell’arroganza miserrima con cui gli esponenti del governo e il mondo degli intellettuali, ad esso organico, hanno trattato l’intera vicenda. Echeggiano ancora le dichiarazioni di chi come Gasparri ha definito i manifestanti “un pugno di assassini” o quelle di La Russa che li etichetta come dei “fifoni e vigliacchi”, un complimento per uno che preferisce un fascista ad un analfabeta, ma ancora il radicale Teodori che non capisce il motivo della protesta o il tuttologo di Radio 24, Giuseppe Cruciani, che ad Agorà, programma mattutino di Rai 3, dall’alto del suo proverbiale insulso qualunquismo di ex giovane rampante dai capelli sempre in disordine, sentenzia: “Non ha mai avuto alcun senso la protesta, la si è sempre fatta e nulla è cambiato, io infatti non ho mai manifestato”.

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