PRECARI DELLA SCUOLA: IL CODACONS RACCOGLIE LE ADESIONI ALLA CLASS ACTION FINO AL 31 GENNAIO


FINORA QUASI 39MILA LE ADESIONI GIUNTE ALL’ASSOCIAZIONE

Cresce di giorno in giorno il numero di lavoratori precari del settore scuola che hanno deciso di aderire alla class action del Codacons finalizzata alla definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, e la conseguente conversione dei contratti di lavoro a tempo determinato.
“Questa mattina – spiega il presidente Carlo Rienzi – le adesioni raccolte sfioravano quota 39mila, e siamo certi che il numero salirà ancora nei prossimi giorni’.
Il termine per partecipare all’azione del Codacons, infatti, scadrà il prossimo 31 gennaio. Per questo l’associazione invita tutti i precari della scuola a seguire le indicazioni riportate sul sito www.codacons.it e partecipare alla class action contro il Ministero della Pubblica istruzione, così da far valere i propri diritti di lavoratore e ottenere il risarcimento del danno da mancata stabilizzazione.

 

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Grazie Belpietro!


riceviamo e pubblichiamo.

di Paolo Flores d’Arcais

Voglio ringraziare pubblicamente Maurizio Belpietro per il gigantesco spot pubblicitario a MicroMega (per il quale, lo giuro, non ho sborsato né denaro né “altra utilità”) con cui ha riempito per intero le prime tre pagine del suo quotidiano “Libero”.
Se il più efficiente e lesto capo-tifoseria del bunga-totalitario di Arcore ha deciso che il numero di MicroMega dedicato a “Berlusconismo e fascismo” è infinitamente più importante della strage dell’aeroporto di Mosca, della crisi in Albania, delle manovre intorno al “Corriere della Sera”, delle esternazioni della Marcegaglia, anzi di tutto questo messo insieme, vuol dire che forse il lavoro che abbiamo fatto con questo numero speciale non è stato inutile. Ha colpito nel segno.
Belpietro pensa che descrivere uno dei più popolari scrittori italiani nel mondo, Andrea Camilleri, e una delle più lucide e capaci giornaliste (anche rispetto ai colleghi maschi), Natalia Aspesi, come degli “odiatori di professione del Cavaliere” assomigli anche vagamente ad una stroncatura. Buon per lui.
Mi auguro che nessuno dei suoi lettori sia indotto in curiosità e vada a leggersi il numero di MicroMega. Potrebbe infatti scoprire, se è un elettore leghista, le quantità industriali di regali di impunità a “Roma ladrona” e alle cricche di regime, che il quasi centinaio di leggi ad personam (minuziosamente catalogate da Marco Travaglio) ha elargito. E se è un elettore che teme le intercettazioni illegali, il mare di “balletti” intrattenuti dal regime con ogni deviazione e soperchieria di apparati segreti, ricostruiti da Gianni Barbacetto. E se è un fautore della “american way of life”, capire grazie a Marco d’Eramo come Berlusconi abbia preso dagli Usa il peggio del passato e rifiutato il meglio del “nuovo” che lì si sperimenta. E se è un elettore cattolico leggere per intero le parole vere e terribili di un vescovo che prende sul serio il Vangelo, monsignor Nogaro, contro i nuovi “mercanti del Tempio”. E molto altro ancora.
Perciò, di cuore
grazie Belpietro!

IL SOMMARIO DEL NUOVO NUMERO DI MICROMEGA DA OGGI IN EDICOLA

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Vittoria Teatro Colonna – 29 gennaio. DESIDERANZA


 

Vittoria Teatro Colonna – 29 gennaio

di e con Ugo Giacomazzi, Luigi Di Gangi

 

In un desolato paese della Sicilia, nel giorno di Sant’Antonio due fratelli salgono fino alla stanza soprasopra. Pino, primo fratello, e Sergio, handicappato, mezzo cervello, fardello più che fratello. Qualche piano sotto qualcosa di terribile è accaduto. Centocinquanta chili di madre-padrona giacciono nella vasca da bagno.

La giornata di Sant’Antonio è giorno di liberazione, di volo. I due fratelli, dopo essersi liberati dalla zavorra materna, sognano di arrivare dritti nella casa dell’Orsa Maggiore, su nel cielo. Ma serve un ultimo gesto: estremo, calcolato e spettacolare, da compiere proprio mentre la processione con la banda e la statua del Santo passano sotto la loro finestra: “Sergio, tudei io e tu veri femus!”. In scena basta una tenda a fiorellini. L’intensa interpretazione dei due attori è sufficiente a creare attorno a quel lembo di stoffa non solo tutta la casa ma il paese intero, con il buio, i vizi e le superstizioni. I fratelli si passano il ruolo del coraggioso come un testimone nella staffetta, e continuano ad amarsi e ad accudirsi a vicenda anche nel momento estremo.

Per l’acquisto di biglietti e abbonamenti, vi ricordiamo che i posti sono NUMERATI e quindi vi invitiamo ad affrettarvi per riservarvi i posti migliori.

Per info. www.santabriganti.org o tel. 0932.1910889 

La Cassazione conferma la condanna a 7 anni a Totò Cuffaro


totò cuffaro

Fonte Ansa

Confermata, a carico dell’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio nell’ambito del processo ”talpe alla Dda”. Lo ha deciso la seconda sezione penale. E’ diventata quindi definitiva la condanna di Salvatore Cuffaro a sette anni di reclusione per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio. L’ex governatore della Sicilia rischia di andare in carcere.

Entro cinque giorni sarà notificato l’estratto della sentenza a Salvatore Cuffaro. Cuffaro, comunque, potrebbe decidersi di costituirsi in carcere anche prima dello scadere dei cinque giorni. In passato, dopo la condanna definitiva, l’ex parlamentare Cesare Previti si costituì spontaneamente nel carcere romano di Rebibbia.

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Trivellazioni iblee. I consiglieri del PdL chiedono a Dipasquale di riaprire il pozzo Tresauro


COMUNICATO STAMPA.

Pozzo Tresauro, dai consiglieri del Pdl la richiesta di sblocco dei lavori Chiedere all’Amministrazione comunale di Ragusa di impegnarsi presso il Presidente della Regione Raffaele Lombardo affinché si possano sbloccare i lavori del pozzo Tresauro. E’ il senso di un ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale di Ragusa dai consiglieri del Popolo della Libertà Ilardo, Occhipinti, Chiavola, Celestre, Distefano e Dipasquale.“I lavori di ampliamento del pozzo di estrazione di proprietà della Enimed Spa – spiega Ilardo – sono stati bloccati ad agosto dalla Soprintendenza di Ragusa che ha deciso di seguire le norme di salvaguardia del Piano Paesistico, ignorando il fatto che l’adozione del piano stesso era (ed è tutt’ora) contestata dalla stragrande maggioranza delle forze politiche ed economiche del territorio provinciale e che persistono dei ricorsi presso il Tribunale Amministrativo Regionale che impugnano il decreto di adozione. Gli operai che erano impiegati presso il pozzo Tresauro hanno sostanzialmente perso il loro lavoro e in più occasioni è sembrato che si arrivasse ad una soluzione senza raggiungerla veramente”.“La nostra volontà – aggiunge il capogruppo Ilardo – è quella di richiedere ancora una volta l’intervento diretto del Presidente Lombardo affinché si possa restituire un futuro a queste persone. Daremo mandato al sindaco Dipasquale ed al Presidente del Consiglio La Rosa di impegnare il governatore manifestando nuovamente le nostre perplessità sulle motivazioni per cui i lavori sono stati interrotti e confidiamo che l’odg venga accolto anche dalle opposizioni. Un tale argomento, infatti, non ha un colore politico, ma va nella direzione di aiutare le tante famiglie che per via di questioni puramente burocratiche hanno visto le basi della loro stabilità economica frantumarsi per via dell’applicazione di norme che contrastano con le storiche politiche di sviluppo di Ragusa”.“Le attività di estrazione di idrocarburi nel territorio comunale di Ragusa – conclude Ilardo – sono state e sono ancora oggi importantissime per il nostro sviluppo economico e la loro presenza non ha impedito di far diventare la nostra città Patrimonio dell’Umanità, nonostante qualcuno sostenga il contrario. Speriamo che almeno per questi lavoratori, l’incubo dell’incertezza economica possa interrompersi al più presto”.

l’isteria mafiosa della santanché


Fonte: Coisp – Sindacato indipendente della polizia

“Ed ora, signori superiori, richiamateci tutti! Ci spiace parafrasare lo slogan di un’associazione di giovani, ma ci sembra il modo più efficace per condannare, senza se e senza ma, i metodi intimidatori messi in atto in perfetto stile mafioso dalla signora (signora per titolo e non certo per merito) Santanchè che in pubblico, durante la puntata di Anno zero, ha minacciato Alessia F., componente della struttura nazionale del Coisp, ma prima di tutto una donna ed un poliziotto”.


E’ sdegnata la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole di Daniela Santanchè che, non avendo argomentazioni forti per controbattere civilmente e democraticamente a quanto affermato da Alessia, è passata alle minacce ed agli insulti pronunciati con protervia ed arroganza.
“Berlusconi minaccia i magistrati nel silenzio più totale del ministro della giustizia e per parlare con gli italiani e raccontare solo le sue verità il premier utilizza lo stesso metodo di Bin Laden, i video messaggi – continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – i parlamentari avvocati del Pdl pretendono che il Capo della Polizia riferisca di indagini in corso senza che il ministro competente spenda una sola parola per dissociarsi, la Santanchè minaccia un poliziotto. Ma questo che Paese è? Qualcuno ce lo dica per favore perché questa nazione non ha più nulla della Repubblica democratica fondata sul lavoro dove tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, come è sancito nei primi articoli della costituzione”.
“Siamo indignati – dice ancora Maccari – delusi ma soprattutto angosciati all’idea di far crescere i nostri figli in questo Paese. Signor Presidente Napolitano riteniamo a questo punto che sia improrogabile, nelle more dei suoi poteri, intervenire prima che le follie della politica si trasformino in una pericolosa miccia sociale che deflagrando lascerà sul campo molte vittime dal punto di vista etico, morale e istituzionale”.