LE MACERIE DELLA SCUOLA PUBBLICA.‭ ‬TRA PRECARI IGNORANZA E FUTURO


La riforma Gelmini (Legge 133/08) è strutturata, secondo le dichiarazioni dello stesso ministro su tre principi fondativi: merito, autonomia e valutazione.

Tralasciando la valutazione e l’autonomia, la prima perché  non è chiaro chi deve giudicare chi e sopratutto come, mettendosi al riparo da eventuali accuse di favoritismo, e la seconda perché appare improbabile qualsiasi capacità di manovra con tagli che sfiorano gli 8 miliardi di euro in soli tre anni ed il consecutivo taglio di 133 mila posti di lavoro (di cui 87.500 cattedre e 42.700 amministrativi, tecnici e ausiliari), proveremo a spiegare in cosa consiste questo merito secondo il ministro Mariastella Gelmini e per far ciò abbiamo contattato il “Comitato a difesa della scuola pubblica di Ragusa”, un gruppo formato da precari, personale amministrativo e genitori. Perché come ci ripetono, quasi in modo ossessivo, questa riforma non riguarda solo ed esclusivamente i precari, ma coinvolge in toto la scuola, chi in essa lavora e cosa forse più importante l’offerta formativa.

Iniziamo col parlare di sicurezza. Col decreto del 18 dicembre del 1975 si stabilì una proporzione tra il numero degli studenti presenti in un’aula e la metratura dell’aula medesima, asserendo che ogni studente delle scuole medie superiori doveva avere a sua disposizione 1,96 m², mentre i metri² sarebbero scesi a 1,80 nelle scuole dell’obbligo.

La metratura è un elemento fondamentale per due motivi, quello della sicurezza e quello della didattica, certamente in un’aula sovraffollata è molto più difficile ottenere l’attenzione degli alunni. L’accorpamento delle classi e i tagli previsti dalla riforma 133, riducono lo spazio a disposizione degli alunni delle scuole medie inferiori ad 1,20 m²a fronte dell’1 e 80 previsto nella riforma del 1975. Ma ancora nel 1992 la normativa antincendio stabilì che ogni classe poteva ospitare sino ad un massimo di 26 alunni più un portatore di handicap ed il suo insegnate di sostegno, oggi con la riforma meritocratica della Gelmini il numero degli alunni sale di media sino a 30. Nella provincia di Ragusa vi sono aule con 40 alunni ed un caso dove i portatori di handicap sono addirittura 5 in una sola aula (Istituto alberghiero Principi Grimaldi di Modica).

Merito, valutazione e sicurezza. Se si parla dei portatori di handicap la situazione si complica ulteriormente, prima della riforma la legge stabiliva un massimo di 18 ore settimanali con un rapporto alunno insegnate di 1 a 1, con la riforma meritocratica della Gelmini il monte ore settimanale è stato praticamente dimezzato, con l’ovvia conseguenza che gli studenti vengono lasciati soli, condizionando così l’offerta didattica, visto che l’insegnate deve pure supplire la mancanza del collega di sostegno.

Aveva ragione allora l’assessore alla pubblica istruzione di Chieri (TO), lo scorso 24 settembre, quando dichiarò: “Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano. Meglio per tutti una comunità (?)”.

Chiudendo col tema della sicurezza ricordiamo che i tagli della Gelmini riguardano anche i collaboratori scolastici, che oltre ad avere il compito di pulire aule e corridoi devono pure vigilare su tutti gli spazi al di fuori delle classi.

Parlando dell’offerta formativa non possiamo non ricordare come licei, istituti professionali, medie inferiori e scuole elementari pagano pesantemente il disegno economico del ministro Tremonti, l’intellettuale che vuol farsi un panino con la Divina Commedia.

In base a questa razionalizzazione degli istituti professionali c’è stata, ad esempio, una parificazione di tutti i bienni, in fondo frequentare un istituto commerciale o un istituto nautico è la stessa cosa, inoltre il monte ore settimanale da 36 è sceso a 32. E così alcune materie sono scomparse, altre sono state accorpate, stiamo parlando di materie tecniche e peculiari agli indirizzi di studio. Ad esempio un Istituto tecnico ad indirizzo informatico si è visto ridurre le ore di informatica, quello nautico di Pozzallo, “G. La Pira”, oltre a vedere la scomparsa nel biennio di una materia fondamentale come Esercitazioni Marinaresche, un insegnamento pratico e primo vero contatto con il mondo dei natanti, ha visto la cancellazione della geografia, in fondo esiste il navigatore, gli è stato risposto da Roma. Ma le sorprese non sono finite nei licei è nata la geo-storia un aborto nato dalle ceneri di storia e di geografia, una commistione che ha permesso di tagliare, non si sa come, altre due ore. Ma la professionalità e la meritocrazia è qualcosa che sta veramente a cuore alla Gelmini ed ecco i master per la didattica (For.com e Unimarconi, solo per ricordarne due) che non servono praticamente a nulla, costano mille euro  ognuno, ti danno da uno a tre punti sino ad un massimo di dieci e consistono in una serie di dispense correlate da relative risposte, un po’ come i quiz della patente.

Nel frattempo nel gennaio scorso Lucia Longo all’età di 61 anni e dopo 29 anni di onorata carriera da precaria va in pensione, un destino migliore di quello capitato, l’8 febbraio scorso, a Giovanni Vano (56 anni) che esasperato da una vita da precario ha deciso di farla finita, lascia una moglie e due figli.

 

 

 

 

 

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