GLOBAL GENDER GAP. UN ALTRO TRISTE PRIMATO PER L’ITALIA Le pari opportunità e la progressiva discesa negli inferi delle italiane


All’interno del Forum Economico Mondiale, che è una fondazione senza fini di lucro, lo scorso ottobre è stato presentato il quinto Global Gender Gap, sulla situazione di genere nel mondo. Il Forum altro non è che una fondazione composta da giornalisti, tecnici, intellettuali e dirigenti politici che ogni anno si riuniscono a Davos, in Svizzera, per discutere delle questioni scottanti che il mondo deve affrontare quotidianamente. Economia, ambiente, salute pubblica e sociale sono naturalmente i temi principi di questo Forum.

Il Report Global Gender Gap 2010, una sezione del Forum, ha recensito la situazione di genere in 134 nazioni. Lo studio è articolato su quattro aree tematiche: partecipazione economica, successi scolastici, partecipazione alla vita politica e quindi presenza delle donne nei luoghi decisionali ed infine le aspettative di vita della donna. Come era facile preventivare il nord Europa occupa la testa della classifica; Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia si attestano nelle prime quattro posizioni, mentre il fondo della classifica vede il Mali (131esimo posto), il Pakistan, il Ciad ed ultimo lo Yemen.

In via preliminare si può dire che esiste una forte relazione tra l’uguaglianza dei sessi, da un lato, e la crescita economica, il progresso sociale e quello politico di una nazione, dall’altro.

Il Report, inoltre, ha dimostrato come l’86% delle 114 nazioni, passate sotto la lente di ingrandimento del Forum negli ultimi 5 anni, ha fatto registrare un miglioramento della condizione della donna, il 14% ha visto un suo peggioramento. L’Italia tristemente fa parte di questa minoranza.

Il Bel Paese quest’anno ha “raggiunto” il 74esimo posto, dopo il 72esimo posto del 2009 e il 67esimo posto del 2008. L’Italia è preceduta dal Paraguay (69° posto), dal Ghana, dalla Slovacchia, dal Vietnam e dalla Repubblica Dominicana…

Ricordiamo tra gli altri la discesa della Francia al 46% posto, a causa della riduzione delle donne in politica da quando Sarkozy è Presidente della Republic, e l’ingresso degli States, per la prima volta, nella Top 20, grazie al Governo Obama.

La progressiva discesa dell’Italia nel fondo della classifica è stata determinata principalmente dalle difficoltà che le donne incontrano ad entrare nel mercato del lavoro, un punto che getta lo stivale addirittura al 95esimo posto (sui 134), e la differenza dei salari tra uomini e donne, che vede queste ultime percepire in media il 50% in meno dei loro colleghi uomini.

Il 74esimo posto italiano scaturisce, per esempio, dalla partecipazione economica e dalle opportunità fornite alle italiane, che vede l’Italia occupare il 94esimo posto (la precedono il Nicaragua, le Maldive e l’Honduras) o dal 49esimo per il macro-tema dell’educazione (vanno meglio il Paraguay, la Costa Rica e l’Argentina).

Questa tendenza, tutta italiana, che getta la nostra nazione ultima tra gli ultimi nella avanzata e progredita Europa è un trend vecchio di decenni, che può essere invertito solamente a patto che vi sia “uno sforzo da parte di tutti gli attori – scrive la redazione di Donne al Volante -affinché le cose possano migliorare. In questo senso anche interventi, in via preliminare, simbolici possono essere un importante segnale che, per quanto appunto simbolici, possono però creare dei precedenti e riportare l’attenzione sulla questione della disparità tra i sessi, troppo spesso sbandierata come battaglia, ma mai affrontata concretamente”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...