EUTANASIA. LE FANTASIE ELETTORALISTICHE DELLA ROCCELLA


I registri comunali sul biotestamento sono una «presa in giro dei cittadini». Lo afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. Simpatica impiegata del Vaticano prestata segretamente al Parlamento. La Roccella ha dichiarato in un momento di slancio repubblicano, a proposito di questi registri, che: “Rappresentano solo una provocazione politica e prendono in giro il cittadino poiché sono regolamenti di una legge, quella sul biotestamento, che non c’è … è evidente che non essendoci una legge in materia, il medico non può ottemperare ad alcuna richiesta di tipo eutanasico indicata nei registri. Il medico, cioè, non può che riferirsi alle normative esistenti, che vietano ogni attività eutanasica”.

eugenia roccella

Mentre in Europa si discute seriamente di eutanasia, come ad esempio nel Regno Unito, o si approva una legislazione che legalizza la dolce morte o l’accompagnamento di fine vita (ne sono esempio nazioni quali l’Olanda, la Svizzera, l’Albania, il Belgio, la Danimarca, la Germania, il Lussemburgo e la Svezia), in Italia tra divieti, accuse e stigmatizzazioni di ogni tipo, spesso aberranti ed imbarazzanti, il Parlamento ha deciso di chiudere in un cassetto la questione del testamento biologico, sperando che il problema venga cancellato dalle periodiche dichiarazioni di uno Stato estero, il Vaticano.

Ma come spesso accade il popolo di una nazione, in questo caso gli italiani, sono più consci e preparati dei propri rappresentanti. Infatti sull’onda emotiva dei casi Welby ed Englaro assistemmo ad una silenziosa e pacifica rivolta popolare, fu quello il periodo infatti dell’istituzione, in tanti comuni, dei registri sul testamento biologico. In una situazione di vacatio legis, si sono moltiplicate le iniziative locali: Bologna, Pisa, Genova, La Spezia, Lecco, Gorizia, Massa, Firenze, Torino, ma anche piccoli comuni come Calzano, Fiesole, Ciampino, Cerveteri, Polistena. Inoltre, anche dove i sindaci sono o erano contrari non sono mancate le iniziative: a Roma alcuni municipi hanno varato un proprio registro (il X Municipio vanta il primo registro istituito in Italia), a Udine i notai della provincia si sono offerti di registrare gratuitamente la volontà dei cittadini, mentre a Milano la Chiesa Valdese ha istituito un registro aperto a tutti gli abitanti, e altrettanto le Chiese Valdese e Metodista hanno fatto a Trieste.

welby

In fondo che cosa è questo registro? Iniziamo col dire che è la più bella manifestazione di volontà popolare e civile, grazie alla quale un cittadino, nel pieno possesso delle sue capacità, dichiara che venga posta in forma ufficiale una sua precisa volontà riguardante un ipotetico caso specifico della sua vita. Molto probabilmente questi registri non hanno valore legale, ma è innegabile che questi sono un chiaro messaggio, da parte della società civile, al Parlamento affinché questo si adoperi concretamente per risolvere una volta per tutte una questione delicatissima, che non abbisogna di ulteriori mistificazioni ideologiche e teleologiche.

Ma siamo in periodo elettorale ed una certa maggioranza non può apparire insensibile o distratta nei confronti dei temi cari al mondo clericale. Ecco, dopo tanta accidia, la veemenza e lo sberleffo di una circolare a firma della Roccella e dei ministri Fazio, Sacconi e Maroni. I quattro definiscono: “L’intervento del Comune in questi ambiti esorbitante rispetto alle competenze proprie dell’ente locale, che si traduce in provvedimenti privi di effetti giuridici”.

“Le sentenze Welby, Englaro e Nuvoli – spiega il segretario dei Radicali Marco Cappato – stabiliscono in modo chiaro il diritto costituzionale a interrompere le terapie anche attraverso le dichiarazioni anticipate (con buona pace della Roccella ndr.). Prosegue la tecnica ricattatoria, la stessa con cui il ministro Sacconi ha ricattato la clinica che si era proclamata disponibile a rispettare la legge nel caso Englaro”.

Non è ammissibile che una parte della società civile italiana decida del futuro di un popolo, è inammissibile vedere le speculazioni di certi personaggi che, in nome di una qualche idea o morale, si ergono a giudici capaci di scindere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, sempre alla luce di un ipotetico esclusivo possesso della Verità. Civiltà dovrebbe essere, e forse lo è,  anche sinonimo di autodeterminazio il proprio futuro, di poter decidere liberamente sulla propria persona (inteso come concetto dell’Illuminismo).

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