IL CUCITORE DI TENDE. IL PROFUMO DEL MONDO NELL’ALBUM DEI CARUANA MUNDI


La presentazione del cd avrà luogo venerdì 19 novembre al Cinema Lumiere di Ragusa alle 21


E’ uscia l’ultima fatica dei Caruana Mundi, “Il Cucitore di Tende“. Un albun composto da 13 brani vera e propria antologia del gruppo folk siciliano. Un lavoro lungo sei anni.

Il gruppo nato nel 2004, ha all’attivo l’EP “Zuleima” (2006) e il singolo “Radio Tunis” (2008) con cui, nel luglio 2008, ha vinto il premio come migliore band etno italiana al M.E.I. Demofest di Lamezia Terme nella sezione “Best Demo Etno“. Michael Pergolani e Renato Marengo, nel programma “Demo Rai” in onda su Rai Radio1, hanno definito i loro brani «una miscela di spezie che regala emozioni».

Già il titolo dell’album, Il Cucitore di tende, da il senso e le atmosfere che ritroveremo nei singoli brani. Un viaggio – lo hanno definito i componenti del gruppo – un viaggio tra i popoli e le etnie di mezzo mondo, frutto delle esperienze raminghe realmente vissute dai componenti del gruppo. I popoli arabi, il sud America e il nord America, ma ancora la vecchia e cara Europa sono le culture a vario modo e titolo rappresentate e raccontateci dai Caruana Mundi (Gianni Rosso, Massimo Martines, Stefano Meli, Ugo Rosso, Manuele Bracchitta, Dario Adamo); in un lavoro che gioca con la lingua, le lingue e con la tradizione. Arabo, spagnolo ed italiano sono gli idiomi parlati da Il Cucitore di tende.

Il titolo dell’album, che da il nome anche ad un brano contenuto nel cd, vuole essere anche e sopratutto un omaggio a Omar Hayyam, matematico, astronomo, fisoloso e poeta persiano vissuto a cavallo tra il IX ed il X secolo. Un letterato che dedicò la sua arte soprattutto al motivo del vino e all’esaltazione del “vizio” bacchico, ma anche a temi quali la morte e i limiti della ragione umana “impotente” di fronte al mistero dell’esistenza; un rimprovero, spesso rancoroso, a Dio, il cui progetto creativo è accusato di irrazionalità e incoerenza; un feroce attacco al bigottismo e all’ipocrisia dei religiosi.

Temi vagamente toccati, sfiorati o affrontati direttamente nei 13 brani de Il cucitore di tende. Tra questi ricordiamo il canto di rivolta intitolato “Voci dal paese degli sciti“, che ci racconta la dura protesta degli studenti iraniani contro un regime troppo autoritario. O “Raqsa cafè“, un testo che ci parla di un amore tragico, ma ancora l’inno alla contemplazione e alla solitudine racchiuso nel “Silenzio del grande Erg“, splendido racconto messo in musica sulla potenza e sul misticismo di ogni deserto.

Quest’album è nato da un interesse profondo per la storia e la filosofia della cultura di popoli così lontani, ma anche così tanto simili a noi, un album eretto su un tripudio di ritmi indiavolati, veloci e velocissimi.

 

Il prossimo 19 novembre alle ore 21 i Caruana Mundi presenteranno il loro lavoro al Cinema Lumiere, di Ragusa

 

Info e contatti: Cell. 347.1062660 http://www.myspace.com/caruanamundi

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