Le machiavelliche macchinazioni di Mauro Masi.


Se non fossimo in questo Paese, se l’Italia non fosse viziata da così tante anomalie, se non fossimo costretti ogni giorno a dove assistere allo squallido teatrino della politica fatto di ripicche, accuse, smentite e ritrattazioni potremmo elucubrare sull’affaire Masi. Di cosa sto parlando?

Immaginatevi per un solo momento di non vivere in questo Paese, ma in una nazione civile, avanzata e democratica dove è normale che il direttore generale di una società, qualsiasi società, faccia gli interessi del gruppo da lui guidato. Se così fosse, sono sicuro, che tutte le boutade di Mauro Masi, che hanno semplicemente appestato le cronache di queste ultime settimane, prima col caso Santoro-Annozero e poi col il programma di Saviano e Fazio, “Vieni via con me”, potrebbero esser lette sotto un’unica luce, quale? Beh è semplice quella del marketing pubblicitario. Ovvero faccio in modo che la gente, l’opinione pubblica, parli nel bene o nel male, di un prodotto, faccio in modo che quella stessa opinione pubblica si schieri quanto più velocemente possibile da un lato o dall’altro lato della barricata ed inizi a “guerreggiare”, il risultato è assicurato: pubblicità gratis e visibilità massima.

toscani

Il problema è che non viviamo in questo Paese immaginario, ma in una nazione molto più becera, ignorante ed abituata a genuflettersi quotidianamente alle lobby e ai poteri forti, nella speranza di un qualche benefit futuro.

Tutta la vicenda Masi altro non è che l’ennesima prova della deriva di questa nazione. Il direttore generale attacca direttamente e pubblicamente quei prodotti editoriali non graditi dal premier, minaccia licenziamenti, provvedimenti disciplinari e chi più ne ha più ne metta, finché tutto rientra nella normalità e tutto è accaduto affinché nulla sia accaduto. SBAGLIATO!

Mauro Masi direttore generale Rai

Che le elezioni siano alle porte lo si era capito già da qualche mese, un appuntamento irrinunciabile per chi “aspira” a migliorare la propria condizione, i politici affilano le loro armi, i proclami si fanno sempre più insistenti, mentre un esercito di funzionari, dirigenti e manager iniziano a tessere le fila delle proprie ambizione, naturalmente non è da meno Mauro Masi, direttore generale della Rai, il quale con le sue battaglie di libertà ha raggiunto un doppio obiettivo, se da un lato, infatti, Masi ha dimostrato la sua fede incondizionata nel Premier dall’altro lato ha preparato il conto da presentare in primavera al suo Capo.

Masi ricopre il ruolo di direttore Rai per esplicita volontà berlusconiana, un incarico, quello di direttore generale, che Masi non aveva mai agognato, ma che accetto a suo tempo, come dire, per mero spirito di corpo, alla condizione però che questa nomina non fosse un punto di arrivo, ma il trampolino di lancio per nuovi e più importanti lidi, questi si bramati e voluti da Mauro.

Ad aprile infatti c’è un importantissimo toto nomine, quello delle poltrone dell’ENEL, dell’ENI e della Terna S.p.A. I giochi sono fatti.

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