WIKILEAKS SVELA IL COMPLOTTO CONTRO EMENRGENCY




l'ospedale di lashkar-gah

Riapre dopo più di 90 giorni di stop l’ospedale di Emergency a Lasshkar-Gah. Un mare di fango e di calunnie hanno investito in questi mesi l’ONG italiana e lo stesso fondatore, Gino Strada, reo di “fare troppa politica”, un atteggiamento ambiguo, secondo alcuni, ma soprattutto pericoloso per le forze di “pace” di stanza in Afghanistan. Un atteggiamento che in un modo o nell’altro aveva trasformato il centro di Lashkar-Gah in un covo di talebani o meglio in un deposito di armi talebane. A causa di ciò lo scorso aprile tre volontari italiani di Emergency furono arrestati dalla polizia afghana. Gli arrestati erano: l’infermiere Matteo Dell’Aira (coordinatore medico), il chirurgo d’urgenza Marco Garatti, veterano dell’Afghanistan, e il tecnico della logistica Matteo Pagani. I tre, secondo l’accusa del governo Karzai, non solo avevano permesso l’ingresso delle armi nell’ospedale ed erano direttamente coinvolti nell’omicidio di Daniele Mastrogiacomo, ma stavano partecipando ad un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand, regione dove si trova l’ospedale.

Accuse infamanti, gravissime, che tutta Emergency respinse da subito e con forza, denunciando invece l’inattività se non addirittura la connivenza del contingente Isaf in quella operazione. Dopo poco i tre volontari furono rilasciati, mentre l’intera faccenda fu avvolta da uno strano silenzio istituzionale.

In luglio l’apertura del centro chirurgico oramai era nell’aria (le accuse pian piano sono tutte decadute), gli incontri tra Gino Strada e il governatore di Helmand si erano fatti sempre più frequenti. Su un punto, però, le trattative parevano essersi arenate, Emergency doveva accettare la presenza di militari afghani intorno all’ospedale e il passaggio della gestione dello stesso al ministero della Sanità locale.

Le trattative a fine luglio, però, subirono una svolta inaspettata.

Gli hackers di Wikileaks sono riusciti infatti a trafugare e pubblicare su internet 90mila documenti segreti statunitensi sulla guerra in Afghanistan. Grazie a questi files è emerso, tra l’altro, come l’inviato americano in Afghanistan John Negroponte avrebbe fatto pressioni sull’Italia per limitare o controllare le attività di Emergency, una ONG definita “insopportabile”.

“Non mi piace – dichiara Cecilia Strada, figlia del fondatore e presidente  dell’organizzazione – pensarla in questo modo e non voglio usare la parola complotto, ma è anche vero che non ci sono tante chiavi di lettura e questa sarebbe una di quelle, è una possibilità che viene in mente a tutti”.

Oggi che tutte le accuse sono cadute e anzi che finalmente l’intera operazione di polizia condotta congiuntamente tra le forze regolari afghane e il contingente Isaf contro Emergency ed i suoi volontari ha mostrato il suo vero volto, il governatore di Helmand si è affrettato a dichiarare che l’ospedale di Lasshkar-Gah potrà riprendere le sue normali attività in piena autonomia sia da un punto di vista clinico che gestionale.

Si attenderebbero adesso le scuse del governo statunitense e sopratutto del governo italiano a Gino Strada, ad Emergency e a quei volontari che periodicamente lasciano la comodità delle loro residenze italiane per dare realmente una mano di aiuto a quelle genti. Come dimenticare le dichiarazioni scomposte del senatore Maurizio Gasparri che in aprile dichiarò: “Già in occasione di altre vicende emersero opinabili posizioni e contatti di questa organizzazione. Ora, che ci fossero armi in luoghi gestiti da questa gente si è visto chiaramente su tutte le televisioni. Il nostro governo deve tutelare la reputazione dell’Italia che impegna le proprie Forze armate in Afghanistan e in altre parti del mondo a tutela della pace e della libertà minacciate dal terrorismo”. O ancora quelle del sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, che dice di avere perplessità sul fatto “che la verità dia ragione a Gino Strada”. Ma a rincarare la dose fu Frattini: “Quelle di Strada sembrano dichiarazioni politiche, e non quelle di un medico che vuole salvare la vita alla gente”.

Diciamo più semplicemente che gli USA e Roma volevano e vogliono eliminare un testimone scomodo quale è Emergency, che non si è mai voluta schierare né con l’uno né con l’altro, che non ha mai accettato finanziamenti governativi e il cui unico scopo è quello di salvare vite umane indipendentemente dal colore della divisa.

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