DECADA DAL MANDATO PARLAMENTARE… PEPPE DRAGO NON PUÒ STARE LÌ


peppe drago

Anche se in modo tardivo, il Parlamento si ricorda dell’onorevole Peppe Drago. La Giunta per le elezioni della Camera dei deputati ha votato, lo scorso 28 luglio, la decadenza di Peppe Drago dalla carica di onorevole a causa della condanna in via definitiva inflittagli dalla Cassazione per peculato nel maggio del 2009.

La sentenza della Giunta parrebbe scontata, infatti l’onorevole è stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici per tre anni. Il fatto è che Drago, ancora oggi, è in Parlamento, vota come qualunque altro onorevole, firma disegni di legge e naturalmente percepisce lo stipendio come i suoi colleghi. Come è possibile? La legge lo si sa non è per tutti uguale, ma è fatta per i potenti. Drago infatti sta utilizzando un vuoto normativo del regolamento parlamentare che in pratica ha “annichilito” la sentenza della Cassazione. Ovvero visto che l’interdizione non è perpetua ma limitata nel tempo, era stata proposta non la decadenza ma la sospensione dell’onorevole Drago, una formula che ha gettato nel “panico giuridico” la Giunta per le elezioni della Camera dei deputati, in quanto questa formula non è contemplata dal regolamento parlamentare.

La Giunta così ha iniziato a studiare il caso, certo solo dal 10 marzo scorso forse prima era impegnata in altro, consultando giuristi ed esperti vari. La decisione dello scorso 28 luglio non è un punto d’arrivo, però, ma un punto di partenza potremmo dire, anche perché si attendono altri due passaggi in Giunta, il prossimo è stato fissato per il 6 ottobre del 2010.

Nel frattempo Drago oltre a svolgere la sua normale attività da parlamentare si difende, non si sa bene da che cosa, utilizzando l’ormai comprovato schema craxiano: «Io mi sono comportato come gli altri presidenti prima di me, ho fatto ciò che continuano a fare ministri e sottosegretari: nessuno rende conto dell’uso dei fondi riservati. E allora, perché dovrei essere il solo a pagare?», perché lo ha deciso la Cassazione? Potrebbe essere una risposta.

Ricordiamo che Peppe Drago, quando era Presidente della Regione Sicilia, nel 1998, si appropriò dei fondi riservati al Presidente della Regione, 123.123,00 euro, senza nessuna rendicontazione.

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