QUALE LA COMPETENZA DEI NOSTRI VIGLI URBANI?


Dopo il danno, come sempre, la beffa! Stiamo parlando del concorso per l’assunzione stagionale a tempo pieno determinato di agenti di polizia municipale nel comune di Ragusa, svoltosi lo scorso 8 giugno.

Che la prova fosse stata viziata da una cattiva organizzazione lo si era capito sin dall’inizio, non solo dalla lettura dei giornali, ma dai tantissimi racconti imbestialiti dei partecipanti, che da subito hanno chiesto l’annullamento del concorso. Ma addirittura scoprire (i dati sono pubblici e consultabili sul sito del Comune di Ragusa) che trenta persone hanno superato l’esame quando nessun candidato ha raggiunto il punteggio minimo di 21/30esimi, stabilito nel bando di concorso, ci sembra un po’ troppo. Inoltre non va dimenticato che nessuno dei candidati ha sostenuto un esame per accertare le proprie conoscenze informatiche e di lingua straniera, così come stabilito nel dlgs 165/2001. Cosa aspettano, quindi, le autorità ad annullare il concorso che molti già definiscono una bufala?

La locandina del fil "IL VIGILE"

Ma facciamo un passo indietro. La mattina dell’8 giungo tutto pare filar liscio in ordine e secondo le regole prestabili, ma col passare delle ore tutto va all’aria, è il caos. Ed è il caos il leitmotiv dei racconti di questi aspiranti agenti di polizia. 1480 candidati stipati nel Pala Minardi, l’uno accanto all’altro ovvero spalla con spalla, sono diventati ben presto un magma incontrollabile ed incontrollato, e non poteva essere altrimenti visto le condizioni.

Seduti sugli spalti del palazzetto, come se dovessero guardare un bel match di basket, i concorrenti erano nella condizione ideale per sbirciare e consultarsi col vicino su questa o quella domanda. Ma c’è addirittura chi riferisce di un qualche buontempone che, nel mezzo del marasca generale, non contento né soddisfatto del consiglio ricevuto, decide di chieder lumi ad alta voce nella speranza che un bigliettino o un suggerimento gli giungesse in aiuto.

L’apice lo si raggiunge, però, alla fine della prova, alla consegna dell’elaborato. In nome della trasparenza e forse per far un favore ai candidati, la commissione aveva deciso di scannerizzare tutte le 1480 prove affinché ogni concorrente avesse in tasca una copia del suo lavoro. Un’idea intelligente che ben presto si ritorcerà contro gli esaminati, gli esaminatori ed i controllori. Infatti la presenza di soli 4 scanner non poteva non creare caos ulteriore. Un intasamento buono per scambiarsi gli ultimi pareri o completare la propria prova, lì, in fila, mentre si attendeva il proprio turno, visto che nessuno aveva obbligato i candidati a sigillare i loro questionari.

Senza voler fare alcuna polemica con gli organizzatori, mi chiedo ma se in provincia non abbiamo una struttura tanto grande da poter accogliere una tale massa di gente non si poteva pensare di spostare il concorso a Catania? O meglio i candidati non potevano essere dislocati in due o tre istituti scolastici, come è già stato fatto in passato per altri concorsi pubblici?

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