IBLA, UNA CATTIVA SCELTA STILISTICA


Ragusa è un cantiere. Bene. La si migliora e la si abbellisce. Peccato però che dei tanti e forse troppi lavori in corso molti sono, come dire, congelati in una sorta limbo, vuoi perché son finiti i soldi, vuoi per motivi burocratici o per possibili frizioni con l’impresa appaltatrice o, magari, per qualche infiltrazione mafiosa.

Lentezza, amabile lentezza potrebbe essere il titolo di una novella che si prenda la briga di raccontarci la storia dei mille cantieri iblei. Mille? forse ho esagerato, ma tra lungomari infiniti, rotatorie, che spuntano come funghi, e poi parcheggi, in costruzione, costruiti o bloccati, o l’eterno rifacimento di Ragusa Ibla, ditemi voi se i cantieri non son mille… e se non lo sono, poco ci vuole.

Il fatto è uno, e non è la prima volta che lo sottolineiamo, questa proverbiale lentezza oltre a recar qualche fastidio ai cittadini, e ciò passi, è una ganascia per l’economia degli esercizi commerciali, costretti nella migliore delle ipotesi a lavorare dietro una recinzione, nella peggiore, a chiuder bottega per qualche mese (è successo!).

Dopo 4 mesi ritorniamo a parlare di Ibla. I lavori sembrano arrivati finalmente alla fine. Dopo due anni, dall’inizio dei lavori, potremmo pur dire tutto bene ciò che finisce bene, anche se a stagione iniziata ancora la zona dei Giardini Iblei è costellata da recinzioni, fettucce bianche e rosse e cumuli di materiale di riporto. Lentezza appunto, anche perché l’ultima promessa del sindaco Dipasquale parlava di maggio come chiusura definitiva dei lavori, peccato che siamo già a luglio.

Non sono un architetto, ma possiamo affermare, senza paura d’esser smentiti, che la zona antistante l’ingresso principale dei Giardini iblei è stata notevolmente migliorata dall’opera di restauro, non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda il serpentone sotto il Portale di San Giorgio (via Santissimo Trovato e via Porta Modica), forse erano finite le idee?

Infatti più che pensare ad una scalinata in pietra calcarea, che andava a colmare il dislivello tra le due strade, o ad un’ampia aiuola, che so magari creando un declivio, hanno pensato bene di impiantare un bel muro in cemento armato, forse perché si volevano ricavare tre posti auto, vera e propria ossessione di questa amministrazione.

Infine dove è finito (non c’è mai stato) il cartello, presente per legge in tutti i cantieri pubblici, dove vengono esposti i nomi del direttore dei lavori, dell’ingegnere, dei geometri, del responsabile dei lavori, ma anche i costi e la ditta vincitrice dell’appalto?

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