IL NOSTRO VETRO PER LE TUE CONSERVE


Il “Bar Prima Classe“(a Ragusa), “Barocco” (a Ragusa Ibla) e la “Cuccagna 5” (a Ragusa) mettono a disposizione in modo del tutto gratuito tutte le tipologie di vetro consumate durante la loro normale attività: bottiglie di birra, succhi di frutta, coca cola, vino e quant’altro.

Grazie di cuore a tutti, l’iniziativa ha appena un mese di vita ed è già un successo. Siamo contenti che la cittadinanza ha risposto con tanto entusiasmo al nostro progetto, speriamo di diventare sempre di più.

Avviamo un circuito virtuoso e ricordiamo che “riutilizzare” è meglio che “riciclare”.

Qualche numero:

Abbiamo soddisfatto già 15 richieste.

Abbiamo riciclato/riutilizzato:

700 bottiglie da 0,33 cl

550 bottiglie da 0,66 cl

250 bottiglie di succo di frutta

30 bottiglie di distillati

Il riutilizzo del vetro rappresenta un processo intelligente, creativo e rispettoso dell’ambiente.

COME FUNZIONA:

– Prenota la quantità di vetro necessaria, lascia un recapito e verrai contattato appena il prodotto sarà disponibile.

– Consigliamo di prenotare per tempo perché non si fa magazzino e le ordinazioni  verranno evase  in ordine di arrivo.

Partner del Progetto:

  • Manolo del “Barocco” Ragusa Ibla.
  • Antonio “Cuccagna 5” Ragusa
  • Se ti dovesse interessare alla consegna potrai richiedere un buono sconto del 10% usufruibile  presso il negozio di Andrea Cappello sito in via G. Di Vittorio ( “sotto il carcere” ), su prodotti e attrezzature per l’ imbottigliamento e il confezionamento di conserve, come condivisione e incentivazione a questo progetto.

NB. siamo alla ricerca di nuovi partner, le richieste sono veramente tante….


Info presso * Prima Classe ,Via Ercolano Ragusa

* primaclasserg@hotmail.com

* facebook al contatto “Prima Classe”

*  3283360108 Marco 3332531122 Peppe


Da oggi, dunque, le 4 R per lo smaltimento del vetro diventano 5:

RIDUZIONE – RIUTILIZZO-RICICLO –  RECUPERO…..  RAGUSA!

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25 GIUGNO A SCICLI (sottotitolo)… Un incontro per riflettere sulle dinamiche culturali della città


“La differenza crea identità”, questo il tema dell’incontro svoltosi lo scorso 25 giugno a Scicli, nella meravigliosa Sala Falcone-Borsellino di Palazzo Spadaro. Un meeting fortemente voluto dalla Piattaforma Culturale Pass/o in collaborazione con il Club Unesco di Scicli. All’evento erano presenti anche il sindaco, Giovanni Venticinque, e l’assessore alla cultura Vincenzo Giannone.

Primo appuntamento con la cittadinanza per presentare e raccontare un progetto, un’idea, che altro non è che la volontà di avviare un circuito virtuoso, di sviluppo e di crescita, che coinvolga l’intera città, certi che questo contagio debba travalicare i confini del comune per coinvolgere l’intera provincia e quindi le città limitrofe e la Sicilia, ponte ideale per emancipare e sprovincializzare le energie positive delle nostre città verso nuovi lidi, siano essi italiani che internazionali. Un’idea di sviluppo e di programmazione non solamente di natura economica ma anche culturale, consapevoli che le due cose, troppo spesso considerate distanti se non addirittura opposte, possono, invece, convivere felicemente in un rapporto di mutuo soccorso, di vicendevole stimolazione in un unicum che si arricchisce della partecipazione dei singoli individui così come delle associazioni e delle amministrazioni. Soggetti che debbono concorrere alla creazione di una rete ove la conoscenza e le idee possano circolare liberamente contagiando e facendosi contagiare.

Naturalmente è un progetto estremamente ambizioso anche perché si parla di cultura e di risveglio spirituale, due realtà intimamente connesse, bisognose di tempo e di un lavoro continuo e persistente affinché cambi la mentalità e l’approccio alle cose, specie in una terra quale la nostra.

In chiusura un appunto potremmo farlo al sindaco ed all’assessore, che oltre a presentare gli ultimi importanti risultati ottenuti, come il completamento del Parco della Chiafura o la rifunzionalizzazione del Colle di S. Matteo, non hanno propriamente steso una mano in aiuto dell’iniziativa, anche se non hanno neanche voltato le spalle ai promotori. Work in progress…

IBLA, UNA CATTIVA SCELTA STILISTICA


Ragusa è un cantiere. Bene. La si migliora e la si abbellisce. Peccato però che dei tanti e forse troppi lavori in corso molti sono, come dire, congelati in una sorta limbo, vuoi perché son finiti i soldi, vuoi per motivi burocratici o per possibili frizioni con l’impresa appaltatrice o, magari, per qualche infiltrazione mafiosa.

Lentezza, amabile lentezza potrebbe essere il titolo di una novella che si prenda la briga di raccontarci la storia dei mille cantieri iblei. Mille? forse ho esagerato, ma tra lungomari infiniti, rotatorie, che spuntano come funghi, e poi parcheggi, in costruzione, costruiti o bloccati, o l’eterno rifacimento di Ragusa Ibla, ditemi voi se i cantieri non son mille… e se non lo sono, poco ci vuole.

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QUALE LA COMPETENZA DEI NOSTRI VIGLI URBANI?


Dopo il danno, come sempre, la beffa! Stiamo parlando del concorso per l’assunzione stagionale a tempo pieno determinato di agenti di polizia municipale nel comune di Ragusa, svoltosi lo scorso 8 giugno.

Che la prova fosse stata viziata da una cattiva organizzazione lo si era capito sin dall’inizio, non solo dalla lettura dei giornali, ma dai tantissimi racconti imbestialiti dei partecipanti, che da subito hanno chiesto l’annullamento del concorso. Ma addirittura scoprire (i dati sono pubblici e consultabili sul sito del Comune di Ragusa) che trenta persone hanno superato l’esame quando nessun candidato ha raggiunto il punteggio minimo di 21/30esimi, stabilito nel bando di concorso, ci sembra un po’ troppo. Inoltre non va dimenticato che nessuno dei candidati ha sostenuto un esame per accertare le proprie conoscenze informatiche e di lingua straniera, così come stabilito nel dlgs 165/2001. Cosa aspettano, quindi, le autorità ad annullare il concorso che molti già definiscono una bufala?

La locandina del fil "IL VIGILE"

Ma facciamo un passo indietro. La mattina dell’8 giungo tutto pare filar liscio in ordine e secondo le regole prestabili, ma col passare delle ore tutto va all’aria, è il caos. Ed è il caos il leitmotiv dei racconti di questi aspiranti agenti di polizia. 1480 candidati stipati nel Pala Minardi, l’uno accanto all’altro ovvero spalla con spalla, sono diventati ben presto un magma incontrollabile ed incontrollato, e non poteva essere altrimenti visto le condizioni.

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E’ MORTO IL COMANDANTE DIAVOLO. UN MITO D’ALTRI TEMPI CHE PAR USCITO DA UN ROMANZO


Lo scorso 16 giugno è morto a 100 anni Amedeo Guillet, cavallerizzo, acquaiolo, portuale, ma anche soldato, volontario in Spagna al fianco del generale Franco, diplomatico italiano ed agente segreto. Di lui Indro Montanelli scrisse: “Se, invece dell’Italia, Guillet avesse avuto alle spalle l’impero inglese, sarebbe diventato un secondo Lawrence”.

Il mito di Guillet nasce in Africa, con l’esperienza colonialista dell’Italia. Nel 1935 varca il confine tra Eritrea ed Etiopia al comando di un contingente di 200 mercenari a cavallo di origine libica, i Spahis. L’esperienza imperialista italiana in Africa, come tutti sanno, non fu proprio una passeggiata, soprattutto a causa delle bande di ribelli che davano filo da torcere alle truppe fasciste. L’imperativo in quegli anni era uno: “catturare tutti i ribelli e passarli per le armi”. Ma Guillet non accettò mai quell’imposizione e decise di dare a quelle genti una seconda possibilità ed una volta catturati li invitava ad unirsi a lui, dicendogli però: “Il primo che mi tradisce lo uccido”. Quei banditi, quei soldati, quei mercenari, in una parola gli etiopi, gli rimasero per sempre fedeli. E così nacque il Gruppo Bande Amhara, un’intera cavalleria di indigeni.

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LE DAME E IL CAVALIERE SESSO E POTERE, UNA STORIA ITALIANA


Dopo Partinico (Palermo) e Catania, l’8 luglio prossimo arriva anche a Ragusa, terza ed ultima tappa in Sicilia, il film documentario “Le Dame e il Cavaliere”, di Franco Fracassi. Un documentario, un film inchiesta su Silvio Berlusconi e su come il premier intenda la politica, consideri le istituzioni e sopratutto sul perché si circonda di tanta avvenenza femminile.

Franco Fracassi è un giornalista. Ha raccontato le guerre degli ultimi vent’anni, ha scritto libri d’inchiesta sull’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovtain, sulla Russia degli oligarchi di Eltsin e sulla minaccia nucleare iraniana. Da sei anni Fracassi si dedica alla realizzazione e alla produzione di documentari d’inchiesta. A tal scopo ha fondato la società di produzione Telemaco che diede vita al documentario «Zero, inchiesta sull’11 settembre», che è stato visto da oltre 50 milioni di persone, il documentario italiano più visto al mondo.

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