Spatuzza senza scorta…. la longa manus della Politica


Lo scorso tredici dicembre avevamo scritto un articolo sul pentito Gaspare Spatuzza e su come le sue dichiarazioni avevano fatto imbestialire Berlusconi e Dell’Utri, che allora come oggi appoggiano la tesi discriminatoria nei confronti del pentito del boss di Brancaccio Filippo Graviano.

Ci vediamo costretti a ritornare sull’argomento perché oggi scopriamo che lo Stato Italiano ha negato il servizio di protezione al Pentito Spatuzza. «Questa scelta non mi convince», ha detto stamane al Gr1 Rai il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, titolare delle nuove indagini sulla strage di via D’Amelio. “In questi mesi di indagini difficilissime abbiamo ricevuto anche buste con proiettili e minacce di morte, ma mai avevamo avvertito resistenze nella ricerca della verità da parte della politica. La decisione della commissione di non ammettere Spatuzza al programma di protezione è il primo segnale negativo che arriva”. “Mi voglio augurare – prosegue il procuratore – che non abbia un significato il fatto che ciò avvenga alla vigilia della sentenza”.

La motivazione che il Viminale ha dato per questa scelta è semplice: La proposta di ammettere il boss al programma di protezione definitivo il boss è stata rifiutata perché il pentito ha cominciato a fare le sue dichiarazioni ben oltre il limite dei 180 giorni dal giorno in cui ha espresso la disponibilità a collaborare.

Di diverso avviso è il procuratore Lari che, invece, dichiara: Siamo disorientati, perché è la prima volta che viene negato il programma di protezione dopo che tre procure e la procura nazionale antimafia ne avevano sostenuto fortemente la necessità. Le motivazioni cui si riferisce la commissione erano già state valutate come una specificazione di anticipazioni che Spatuzza aveva fatto nei 180 giorni”. Dello stesso avviso è pure il deputato Pdl e vicepresidente della commissione Antimafia, Fabio Granata. “Non è successo molte volte, a mia memoria – sottolinea Granata in una intervista alla Stampa – , con tutte le procure che indagano sulle stragi del ’92  e ’93, cioè Firenze, Palermo e Caltanissetta, e la Superprocura antimafia, che ci fosse tanta collegialità nella richiesta”.

I potenti vanno lasciati in pace o meglio i panni sporchi si lavano in casa. E così chi si azzarda a infangare il buon nome di questo o quello viene immediatamente intimidito, minacciato e ricondotto a ragione. Se non lo si capisce con le buone….

Spatuzza infatti è solo l’ultimo di una lunga serie, come dimenticare le polemiche sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, polemiche che alla fine si sono trasformate nella soppressione della sua scorta.

Dall’Espresso. Spatuzza: ‘Ora la mafia brinda’

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