Ragusa. In difesa della Chiesetta… Ass. Tubajana


L’associazione culturale Tubajana da ben 10 anni impegnata nella costruzione e realizzazione del progetto del laboratorio culturale presso la ex chiesetta di S. Bartolomeo ha in questo ultimo anno avviato da una parte una mediazione con la curia per cercare di superare l’annosa querelle e dall’altra parte con l’avallo della curia si sono avviati degli importanti lavori di cura, manutenzione e restauro del bene culturale. I lavori sono stati finanziati da noi che abbiamo investito il nostro lavoro volontario e gratuito e autofinanziandoci abbiamo acquistato i materiali necessari.
La mediazione con la curia che stava producendo buoni risultati e ci stava conducendo a formalizzare un nuovo contratto di comodato d’uso. Risultati che sono stati del tutto vanificati quando giorno 9 giugno scorso la curia ha deciso arbitrariamente di venire meno alla propria parola e si è attivata per riconquistare la chiesetta con prepotenza e arroganza.

Infatti, attraverso padre Gino Scrofani responsabile dell’immobile, ha provveduto a far cambiare, scassinando di fatto la chiesetta, catenaccio e serrature. La nostra sorpresa nell’apprendere la spiacevole novità ci ha condotto ad approfittare di un momento in cui il prete aveva aperto la porta approfittando per entrare ed occupare così la chiesetta in cui lavoriamo da 10 anni. Il dispiacere è tanto, ma non è più accettabile questo atteggiamento che vede la curia trattarci come se fossimo degli appestati mentre hanno approfittato ampiamente di tutto il nostro lavoro. Bisogna sapere che la chiesetta S. Bartolomeo crollò in parte durante il terremoto del 1963 e quindi fu abbandonata dalle autorità ecclesiatiche. Recentemente il comune di Ragusa con i soldi pubblici aveva ristrutturato il posto rialzando la parete caduta, rifacendo il tetto e l’impianto elettrico. L’ha resa di nuovo usufruibile. Dopo averla affidata ad un pittore e poi ad uno scultore che è mancato, l’allora giunta Arezzo attraverso l’assessore Malfitano decise di affidarla all’associazione Tubajana per realizzarvi un centro culturale. Dopo i primi due anni la curia si ricorda della chiesetta e decide di rivendicarne la proprietà. Grazie alla mediazione politica, alla raccolta di migliaia di firme e all’impegno di tutte le amministrazioni che si sono in questi anni avviccendate e soprattutto grazie alla nostra determinazione, noi dell’associazione di fatto pur senza contratto abbiamo continuato a lavorare alla chiesetta.
Adesso loro vorrebbero darla ad un gruppo scout che già possiede decine di sedi in città. Ed è chiaro che questo è solamente un pretesto. Noi in questi anni abbiamo organizzato centinaia di iniziative in quel luogo accreditandolo all’opinione pubblica come luogo culturale dove avvengono manifestazioni artistiche e culturali. Inoltre il nostro progetto in questi anni si è ampliato ed è arrivato a contemplare la possibilità di realizzare, vista la collocazione ideale, un parco culturale cittadino. Il parco culturale Melkarte. Raggiungibile dai due centri storici. E che potrebbe avere anche ottime finalità turistiche.
Adesso questa azione da parte di chi non ha in tempo preso in considerazione questo spazio e lo rivendica solo adesso che un’importante lavoro è stato già fatto è davvero troppo comodo e non può essere da noi in alcun modo accettato. Soprattutto da parte di chi possiede centinaia di beni Invitiamo il vescovo il sindaco e tutte le istituzioni cittadine a prendere una diversa posizione in questa vicenda. Il progetto del parco è oggettivamente condivisibile e di ampia utilità per tutta la città che ha assoluta penuria di spazi di aggregazione sociale e culturale come appunto è questo.
Invitiamo il vescovo la curia a rivedere le proprie posizioni alla luce delle responsabilità oggettive che essa ha e che in particolare ha il prete Gino Scrofani.
Invitiamo il sindaco, il comune, il mondo della cultura locale i cittadini tutti a prendere posizione in questa vicenda esprimendo una solidarietà piena e convinta a quella che è una battaglia culturale per ottenere uno spazio di libertà creativa e di aggregazione giovanile. L’associazione tubajana continuerà a resistere nella propria posizione strenuamente finché non verranno riconosciuti i propri meriti e riconosciuto il nostro diritto a continuare ad operare alla chiesetta.

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