Partito della Nazione, l’ultima trovata dei centristi Italiani ovvero l’ennesima sigla.


verso il "Partito della Nazione"

Partito della Nazione“. Il nome evoca fantasmi lontani, organizzazioni politiche d’altri tempi, scioviniste e nazionaliste, ma non c’è da aver paura, dietro questo progetto c’è l’ennesimo tentativo di Pier Ferdinando Casini di rientrare nella politica che conta.

Casini e il suo vecchio amico Silvio

E’ da un po’ che gli ex democristiani provano a resuscitare la vecchia concezione del partito di massa, un partito ispirato alla morale cristiano, magari un po’ populista e naturalmente “moderato”. Concetto, quest’ultimo, non ancora venuto alla nausea dell’elettorato (peccato!). Basta sfogliare, infatti, le dichiarazioni  dei vari leaders politici per ritrovare la stessa manfrina “un partito che riesca a riunire tutte le forze moderate stanche del berlusconismo e della sinistra centrosinistra”. Una formula riuscitissima, che ogni forza politica continua a ripeterlo in ogni suo programma al fine di differenziarsi, non si sa bene da cosa però, visto che non c’è un partito che possa essere considerato radicale o massimalista, forse l’unico rimasto è il Partito Comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, che con poco più di 208.000 voti alle ultime elezioni ha seriamente messo a rischio, secondo qualcuno, la democrazia in Italia.

Ma torniamo alla voglia mai sopita di resuscitare i fasti della vecchia Democrazia Cristiana. L’idea oltre che ridicola appare abbastanza stanca visto che neanche il Vaticano ci punterebbe due lire. Un progetto, però, che ci viene presentato con una certa insistenza ormai da qualche anno. Contando solo le esperienze degli ultimi due anni non possiamo non ricordare la triste vicenda dell’ex segretario Cisl Savino Pezzotta e la sua Rosa per l’Italia, poi ovviamente confluita nell’Udc. Di recente invece abbiamo assistito alla nascita dell’Alleanza per l’Italia, del fuoriuscito del Partito Democratico Francesco Rutelli, ed ora (ne sentivamo proprio l’esigenza) il Partito della Nazione.

Ma qual’è il fine ultimo di tanto fermento? Naturalmente la conquista di uno spazio vitale nell’emiciclo parlamentare, due, provare ad intercettare le simpatie di personalità quali Luca Cordero di Montezemolo e dell’attuale Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, qualora decidessero di entrare in politica, e non ultimo quello di ri-entrare nelle grazie del tanto amato ed odiato Silvio Berlusconi. Improbabile invece sembrerebbe una scalata solitaria al potere, magari per diventare la seconda o terza forza del Paese (anche se in cuor loro lo sperano), visto che l’Udc, perché da qui bisogna partire,  può vantare un dignitoso quanto misero 5,6%.

Se il pensiero di questi vecchi e neo centristi è più coraggioso che paradossale ce lo dirà solo il tempo, certo è che qualche sorriso lo strappano questi architetti della politica contemporanea, tutti tronfi di parole e discorsi altisonanti, tutti orfani, però, di una concreta idea di politica, di una ideologia!

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