Stato di polizia o di diritto?


stefano gugliotta

Perché Gugliotta è ancora in carcere? Perché le bestie in divisa che l’hanno picchiato selvaggiamente non sono ancora state sospese? Perché non conosciamo i loro nomi? Perché Gugliotta non è a casa sua? Si ha pura che inquini le prove? Come è possibile che un Stato democratico, quale si professa l’Italia, possa permettere l’ennesimo pestaggio nei confronti di un ragazzo solo ed inerme, la cui sola colpa sembra essere quella di abitare nelle vicinanze dello stadio Olimpico?

Il fatto risale allo scorso 5 maggio, siamo a Roma, durante la partita di calcio Roma – Inter. Tutti erano pronti per la guerriglia, tranne Stefano che stava andando ad una festa di compleanno. Tutti pronti, dicevamo. I tifosi, romanisti e interisti, ognuno con le sue becere convinzioni, i calciatori, specie quelli della Roma, che minuto dopo minuto vedevano sfumare la possibilità di conquistare la Coppa Italia ed infine i poliziotti, forse troppo ansiosi di menar le mani, talmente eccitati, che non hanno saputo aspettare la fine della partita ed hanno deciso di dar il via alle danze, picchiando selvaggiamente  un ragazzo di venticinque anni, Stefano Gugliotta.

Ma che cosa ha fatto Stefano Gugliotta? Quale è la sua colpa? Perché un gruppo di poliziotti ha deciso di picchiarlo? Perché non lo hanno semplicemente arrestato? Dove sta scritto, quale è quel codice che da il diritto alle forze dell’ordine di alzare le mani su un cittadino inerme?

Se sfogliamo i giornali leggiamo: aveva una maglietta rossa e loro, i poliziotti, cercavano un ultrà con una maglietta rossa! è stato accusato di resistenza ed oltraggio al pubblico ufficiale (reato ormai e fortunatamente depenalizzato)!

Bene ed allora? Queste false accusa, queste inutili quanto puerili giustificazioni non spiegano né legittimano una reazione così sproporzionata.

Troppo, troppo spesso la cronaca ci racconta di vigili urbani, poliziotti o carabinieri che, per un motivo o per un altro, decidono arbitrariamente di picchiare una persona, un cittadino inerme e magari innocente. A volte causandone pure la morte. Ma qualcuno ha detto a queste persone che le squadracce sono state sciolte da tempo?

Questa non è un’invettiva contro le forze dell’ordine, ma semplicemente è la difesa di uno stato di diritto.

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