14 milioni di euro scomparsi nelle tasche dei soliti noti. una Modica da bere


(articolo tratto da Siciliantagonista scritto da Angela Allegria)

il già condannato Peppe Drago

Operazione “Modica Bene”. Il procedimento è a carico di imprenditori e politici, tra cui il parlamentare nazionale Giuseppe Drago e il già sindaco di Modica Piero Torchi. Per tutti le accuse parlano di associazione per delinquere finalizzata alla concussione e al riciclaggio di denaro.

L’organizzazione, secondo la ricostruzione della Procura, risulta promossa, costituita e diretta da Giuseppe Drago ed organizzata da Bruno Arrabito e Carmelo Drago.

Le somme, infatti, unitamente ad altre la cui provenienza è in corso di accertamento, confluivano nei conti correnti bancari di: Peppe Drago, per complessivi €.5.106.000,61 somma di provenienza illecita, reinvestita in parte nella società Immobil D srl, con sede in via Pantheon 57 in Roma per l’acquisto di beni immobili; Giorgio Aprile per complessivi €.346.680,04, di cui €.68.820 relativi a versamenti di denaro in contante; Bruno Arrabito per complessivi €.1.685.416,41; Massimo Arrabito per complessivi €.316.610,00; Carmelo Drago per complessivi €.2.511.276,44; Gabriele Giannone per complessivi €.3.050.996,06; Carmelo Leone (deceduto nel 2004) per complessivi €.864.006,71; Vincenzo Leone per complessivi €.183.554,72; Vincenzo Pitino per complessivi €. 134.988,54.

DRAGO Giuseppe la qualità di capo e promotore dell’associazione, cui competevano le decisioni più importanti, nonché di principale procacciatore delle tangenti e destinatario finale delle somme di illecita provenienza

ARRABITO Bruno la qualità di organizzatore e direttore, con compiti di raccordo logistico tra i componenti del sodalizio, di ripulitura del denaro ricavato dalle tangenti e di collegamento tra i percettori delle tangenti ed i destinatari;

DRAGO Carmelo la qualità di organizzatore e direttore, con compiti di procacciatore delle tangenti, di raccordo logistico tra i componenti del sodalizio e di collegamento tra i percettori delle tangenti ed i destinatari;

APRILE Giorgio, FLORIDDIA Giancarlo, TORCHI LUCIFORA Pietro, la qualità di partecipi con compiti, in quanto titolari di pubblici uffici competenti all’adozione di provvedimenti suscettibili di apprezzamento economico, di procacciamento e raccolta delle tangenti;

ARRABITO Massimo, FIORE Carlo, GIANNONE Gabriele, LA PIRA Massimo, LEONE Carmelo (successivamente deceduto), LEONE Vincenzo, PILUSO Giuseppe, SARTA Marcello, SAMMITO Giuseppe, VASILE Giovanni, VASILE Rosario e ZACCARIA Giuseppe, titolari dei conti correnti sui quali venivano fatte transitare e movimentate le somme di illecita provenienza, la qualità di partecipi con compiti di raccordo logistico e di ripulitura del denaro ottenuto dall’attività illecita, al fine di vanificare le indagini di polizia giudiziaria, ponendo in essere numerosissime transazioni – anche per contanti – per un ammontare cospicuo e del tutto sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati, senza che sussistesse un sottostante rapporto economico;

FRANCIONE Giancarlo, la qualità di partecipe con compiti di copertura finanziaria (al fine di ostacolare l’applicazione della normativa antiriciclaggio, omettendo di segnalare all’Autorità di vigilanza le operazioni sospette) e di ripulitura del denaro di illecita provenienza (ad esempio consentendo ad ARRABITO Massimo ed a GIANNONE Gabriele, tra gli altri, per mezzo di sottoscrizioni apocrife l’illecita apertura di conti correnti, formalmente intestati a soggetti all’oscuro di tali operazioni bancarie).

Peppe Drago perde il pelo ma non il vizio. Penso che una volta era già di troppo.

Nel 2003 è stato condannato in primo grado per il reato di peculato dal Tribunale di Palermo, con sentenza della prima Sezione penale del 3/2 – 8/10/2003, alla pena di tre anni e tre mesi di reclusione, per essersi appropriato di fondi riservati della Regione Siciliana. Il 24 gennaio 2003 è stato condannato dalla Sezione giurisdizionale per la Sicilia della Corte dei Conti “a restituire alla Regione Siciliana la somma di euro 123.123,00 per l’utilizzo improprio, anche dopo le dimissioni dalla carica, di tali fondi riservati”. Nel novembre del 2006 la Corte di appello di Palermo conferma la condanna. Nel maggio del 2009 la Corte di Cassazione, sesta sezione penale, con sentenza n. 23066, conferma la condanna a tre anni nei confronti degli ex presidenti della Regione Siciliana Giuseppe Drago e Giuseppe Provenzano che si sono appropriati, senza fare rendiconti, dei fondi riservati della Presidenza della Regione; per entrambi, la pena è condonata. La questione era stata sollevata dall’on.Angelo Capodicasa, Presidente della Regione Siciliana che li ha succeduti. A causa della pena accessoria, applicata con ordinanza della Corte di appello di Palermo del 13 novembre 2009, dell’interdizione dai pubblici uffici temporanea, Giuseppe Drago dovrebbe perdere il diritto ad occupare il seggio alla Camera dei deputati

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Un pensiero su &Idquo;14 milioni di euro scomparsi nelle tasche dei soliti noti. una Modica da bere

  1. ma perchè non decidete di vuotare il sacco e mandate al diavolo il CAPO l’unico responsabile di tutto ON. DRAGO, tanto lui con la giustizia è già di casa

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