KU NAPPA NAPPA,‭ ed ormai la chiamano libertà…


In occasione del 5° appuntamento dell’Happy How Art, il Prima Classe ha ospitato due artisti d’eccezione: Guglielmo Tasca e Guglielmo Manenti. Per la prima volta l’evento in arte del locale in via Ercolano ha visto un  rapporto intimo tra la mostra e l’esibizione live e non solo perché i due sono amici, ma perché Manenti ha curato la parte grafica dell’ultima fatica del cantautore sciclitano, “Ku Nappa Nappa”.

Questo album se da un lato rappresenta la fine di un ciclo, dall’altro lato è stato sicuramente l’operazione più coraggiosa (da un punto di vista artistico), che Tasca ha compiuto sino ad ora. Un’opera che si inserisce pienamente nel solco già tracciato dal suo terzo album,  “Boné Boné”, proseguendo ed esaltandone, però, le motivazioni, il senso più intimo e recondito. “Un album di terra. Un album verso il basso”, lo ha definito l’autore, che come “Boné Boné”  si contrappone a quegli altri due, che invece erano più intimi e personali. Con quest’album Guglielmo si “emancipa” da sé stesso e rivolge la sua attenzione alla realtà che ci circonda, contro la quale delinea una critica aspra ed implacabile, anche se ricca di allegorie e metafore, così come è nel suo stile.

Un album leggero, lo definisce, ma non per quello che dice, ma per come lo dice, aggiungiamo noi. Un album che parla di violenza, una violenza in cui tutti noi siamo immersi quotidianamente e dalla quale è pressoché impossibile fuggire, perché è la nostra contemporaneità ad esserne irrimediabilmente intrisa. Una violenza che Guglielmo riesce a celare all’interno di luoghi comuni e frasi fatte, è così che lui vede, rappresenta e si immagina il degrado di una società sempre più appiattita verso il basso, finalmente paga di poter (mercificare) l’uomo e il corpo della donna in ogni giornale, tv e sito web. Questa violenza ben nascosta nella metrica dei suoi versi, così astutamente velata nelle rime delle sue strofe, esplode in tutta la sua essenza nei disegni di Guglielmo Manenti, che su espresso invito di Tasca, ha evitato qualsiasi filtro, ed ecco prorompere seni meravigliosi, donne che fan bella mostra di sé su giornali, tv e siti web ed ammiccanti bambole gonfiabili.

La fine di un ciclo dicevamo, che come ci dice Tasca, non può non essere che il preambolo di una nuova fase, questa volta a metà tra terra e cielo.

La mostra di Guglielmo Manenti, esposta al Prima Classe in occasione dell’Happy How Art, anche se non è direttamente collegabile ai temi di Ku Nappa Nappa, in qualche modo ci racconta dello stesso disagio dell’uomo moderno, costretto ad affrontare un bombardamento di immagini ed input non propriamente cercati. È una testa radiografata che funge, infatti, da fulcro attorno al quale ruotano e non solo fisicamente immagini ed intime proiezioni.

Guglielmo Manenti e Guglielmo Tasca

L’album di Guglielmo Tasca è in vendita da Carillon e da Magic Music

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