DISCARICHE.‭ ‬VENTICINQUE:‭ “‬LA CATTIVA GESTIONE DEL PRESIDENTE DELL’ATO AMBIENTE VINDIGNI È CAUSA DELLA CRISI ODIERNA‭”


Abbiamo intervistato il sindaco di Scilci, Giovanni Venticinque, sulla situazione delle discariche e sulle trivellazioni.

Il fatto che il Comune di Scicli, come gli altri comuni, non ha alcuna competenza sulle discariche presenti nel territorio, è un fatto troppo spesso dimenticato. Lo stato attuale dello smaltimento dei rifiuti nell’intera provincia è determinato e continua a dipendere dalla cattiva gestione delle discariche. Una cattiva amministrazione e l’assoluta mancanza di programmaticità, cioè l’assenza di una visione a medio e lungo termine ha determinato lo stato di criticità in cui vive l’intero sistema dello smaltimento. Criticità che vorrebbero (CHI?) superare con una soluzione, dichiara il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, alquanto discutibile. Non si capisce il perché dovremmo abbancare in nostri rifiuti nella discarica di Messina, quando sul territorio esistono due discariche aperte ed una di prossima apertura. Non si capisce il perché la provincia di Ragusa nonostante sia una realtà unica, continui a venir considerata come suddivisa in sub-comprensori. Ma anche la stessa suddivisione del territorio e delle discariche risulta viziata da una reale mancanza di criteri. Tre discariche destinate rispettivamente per il bacino del modicano, che conta 114 mila abitanti, per quello ipparino, con 104 mila abitanti, e per quello ragusano, il quale consta di 84 mila abitanti, con una discarica, però, che potrebbe coprire il fabbisogno dei quasi i tre quarti della provincia, anche questa disparità nella gestione è frutto della cattiva gestione dell’ATO.

Inviare in un’altra Provincia i nostri rifiuti è assurdo anche perché nel nostro bacino di riferimento esistono due discariche, ambedue chiuse per motivi di sicurezza, la cui competenza riguarda rispettivamente l’ATO ambiente, per quella di S. Biagio, e la Provincia di Ragusa, per quell’altra chiusa oramai da 10 anni ed ancora in attesa di essere bonificata. La bonifica delle due discariche non rappresenterebbe la risoluzione del problema dei rifiuti, ma di sicuro contribuirebbe a compiere un passo verso la normalizzazione della situazione dei rifiuti in provincia. Ecco perché invece di parlare di esportare i nostri rifiuti al di fuori della provincia bisognerebbe accelerare il processo della messa in sicurezza delle discariche sopracitate.

La discarica di S. Bagio, chiusa nel 2008, oltre a poter contare su altri due mesi di abbancamento, verrà ingrandita con la costruzione della quarta ed ultima vasca di stoccaggio. Migliore sembra, invece, la vicenda riguardante la seconda discarica, di competenza della Provincia, che da poco ha ottenuto un finanziamento di 900 mila euro. “Certo nessuna delle due discariche  – dichiara il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque – verrà aperta se non saranno rispettati tutti i criteri di sicurezza stabiliti dalla legge”.

La criticità del sistema di smaltimento dei rifiuti, ci ricorda il sindaco Venticinque, dipende innanzitutto dalla cattiva gestione dell’ATO, infatti la politica del presidente uscente Vindigni, è rimasta orfana di una reale programmazione. “Le colpe, però, di chi da gestito le discariche non ci deve far dimenticare a noi sindaci – continua Venticinque – le nostre manchevolezze. Siamo stati troppo timidi nel coinvolgere e sensibilizzare per tempo la popolazione sul tema della raccolta differenziata, la quale, nonostante sia ancora in via sperimentale, ha fatto già registrare risultati incoraggianti, adesso è il momento per estendere la raccolta differenziata a tutto il territorio, a breve infatti verrà indetto il bando”.

NO ALLE TRIVELLAZIONI IMPOSTE DALL’EUROPA?

“Mi è sembrato logico tutelare il territorio di Scicli. A differenza di tante altre zone il comune di Scicli è stato risparmiato da scempi vari, non vedo il motivo per cui bisogna interrompere questa tradizione. E’ inaccettabile alzarsi una mattina e scoprire, sulla Gazzetta Europea, che 7 siti del proprio territorio sono stati scelti per avviare una attività di ricerca petrolifera. Non è tanto e non è solo una questione ambientale o di diversa idea di sviluppo, ma primariamente è una questione di principio, il territorio non può essere ignorato così. Fu l’onorevole Fabio Granata, gliene va dato atto, che per primo lanciò l’allarme, fu grazie a lui che scoprimmo che questa Società aveva richiesto al Ministero dell’Ambiente attraverso l’Unione Europa la possibilità di avviare le sue ricerche nell’entroterra sciclitano.

Un’attività di tal natura non può essere imposta, né fatta all’insaputa dell’amministrazione, questo è un processo che deve partire dal basso e non viceversa. Anche perché in gioco c’è la salute del territorio e quindi il futuro dei nostri figli. Senza parlare delle royalties. Per troppo tempo il meridione così come il territorio ragusano è stato vittima di un vero e proprio saccheggio,  senza che ciò abbia comportato il ben che minimo risarcimento”.

 

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