Le menzogne della Gelmini


che bel ministro

Il 49esimo circolo didattico ‘Principe di Piemonte’ di Roma, situato nel quartiere Ostiense, è stato oggi occupato simbolicamente da un gruppo composto da genitori, personale insegnante e non docente: l’iniziativa, che nelle intenzioni degli organizzatori proseguirà ad oltranza e segue quella analoga attuata il 23 febbraio scorso, è stata adottata come protesta estrema contro la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale di trasformare a tempo normale (27 ore settimanali) due classi prime per le quali le famiglie avevano chiesto il tempo pieno (40 ore settimanali). continua a leggere

mentre ciò accade non possiamo dimenticare le fandonie del ministro Gelmini che con la sua solita flemma difendeva poco più di un anno fa la sua riforma ed accusava la sinistra di creare inutili allarmismi…. infatti la sinistra!

KU NAPPA NAPPA,‭ ed ormai la chiamano libertà…


In occasione del 5° appuntamento dell’Happy How Art, il Prima Classe ha ospitato due artisti d’eccezione: Guglielmo Tasca e Guglielmo Manenti. Per la prima volta l’evento in arte del locale in via Ercolano ha visto un  rapporto intimo tra la mostra e l’esibizione live e non solo perché i due sono amici, ma perché Manenti ha curato la parte grafica dell’ultima fatica del cantautore sciclitano, “Ku Nappa Nappa”.

Questo album se da un lato rappresenta la fine di un ciclo, dall’altro lato è stato sicuramente l’operazione più coraggiosa (da un punto di vista artistico), che Tasca ha compiuto sino ad ora. Un’opera che si inserisce pienamente nel solco già tracciato dal suo terzo album,  “Boné Boné”, proseguendo ed esaltandone, però, le motivazioni, il senso più intimo e recondito. “Un album di terra. Un album verso il basso”, lo ha definito l’autore, che come “Boné Boné”  si contrappone a quegli altri due, che invece erano più intimi e personali. Con quest’album Guglielmo si “emancipa” da sé stesso e rivolge la sua attenzione alla realtà che ci circonda, contro la quale delinea una critica aspra ed implacabile, anche se ricca di allegorie e metafore, così come è nel suo stile.

Un album leggero, lo definisce, ma non per quello che dice, ma per come lo dice, aggiungiamo noi. Un album che parla di violenza, una violenza in cui tutti noi siamo immersi quotidianamente e dalla quale è pressoché impossibile fuggire, perché è la nostra contemporaneità ad esserne irrimediabilmente intrisa. Una violenza che Guglielmo riesce a celare all’interno di luoghi comuni e frasi fatte, è così che lui vede, rappresenta e si immagina il degrado di una società sempre più appiattita verso il basso, finalmente paga di poter (mercificare) l’uomo e il corpo della donna in ogni giornale, tv e sito web. Questa violenza ben nascosta nella metrica dei suoi versi, così astutamente velata nelle rime delle sue strofe, esplode in tutta la sua essenza nei disegni di Guglielmo Manenti, che su espresso invito di Tasca, ha evitato qualsiasi filtro, ed ecco prorompere seni meravigliosi, donne che fan bella mostra di sé su giornali, tv e siti web ed ammiccanti bambole gonfiabili.

La fine di un ciclo dicevamo, che come ci dice Tasca, non può non essere che il preambolo di una nuova fase, questa volta a metà tra terra e cielo.

La mostra di Guglielmo Manenti, esposta al Prima Classe in occasione dell’Happy How Art, anche se non è direttamente collegabile ai temi di Ku Nappa Nappa, in qualche modo ci racconta dello stesso disagio dell’uomo moderno, costretto ad affrontare un bombardamento di immagini ed input non propriamente cercati. È una testa radiografata che funge, infatti, da fulcro attorno al quale ruotano e non solo fisicamente immagini ed intime proiezioni.

Guglielmo Manenti e Guglielmo Tasca

L’album di Guglielmo Tasca è in vendita da Carillon e da Magic Music

NICOLA PIOVANI IN CONCERTO A RAGUSA


Lo scorso aprile Ragusa ha visto la mirabile presenza musicale di Nicola Piovani, tappa della sua lunga tournée cominciata già più di due anni fa. L’evento non è importante solo per il calibro dell’artista e la bravura dei musicisti che lo accompagnano (Andrea Avena al contrabbasso, Marina Cesari ai sax e clarinetto, Pasquale Filastò al violoncello e alla chitarra, Cristian Marini alle batteria e filarmonica) ma perché, come il maestro spiega durante lo spettacolo, è importante che ci si esibisca in teatro, forma eclettica di arte, dove il rapporto tra artisti e pubblico è indiscutibilmente forte e continuo, dove l’interazione tra le parti si deve necessariamente fondere in un tutt’uno che diventa, di volta in volta unico e irripetibile. Sulla scia di questo pensiero l’esibizione del Quintetto è un’alternanza di brani scritti per il cinema, il teatro, la televisione, appositamente rivisitati e riarrangiati, e di considerazioni del pianista sullo stato attuale dell’arte, che vuole con forza continuare a vivere e produrre e comunicare nonostante i continui tagli finanziari alla cultura da parte dei Governi, e sullo stato di una finta “cultura”, che pretende di non far esistere tutto ciò che non passa dalla televisione e a tal proposito dichiara “ebbene questa sera io sono stato contento per due ore di non esistere, oppure di de-sistere”. Forse proprio per far risaltare la scomodità di alcuni (ben pochi!) programmi televisivi, l’arrangiamento di Annozero suona più “cattivo” con l’uso della tastiera elettrica della versione per la televisione.

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Un ritorno non voluto. A giugno l’Italia presenta all’UE il piano di azione energetico nazionale


Cosa possiamo fare per non cambiare aria.


Entro il 2020 l’Unione Europea raggiungerà e probabilmente supererà l’obiettivo di soddisfare con fonti rinnovabili il 20% del proprio fabbisogno energetico. Questo il risultato emerso dal rapporto EWEA (European Wind Energy Association) sintesi dei documenti di previsione singolarmente forniti alla Commissione Europea dai 27 Paesi membri. 21 i Paesi che si muovono in tale direzione, prima la Spagna che addirittura supera del 3% la quota nazionale (20%), segue la Germania con un + 0,7% sull’obiettivo nazionale (17%). Solo sei i Paesi a remare contro, tra questi l’Italia che, per raggiungere il suo obiettivo (17%), sicuramente dovrà ricorrere all’importazione di energia rinnovabile dai vicini Paesi che non fanno parte della UE, così come previsto dalla direttiva sulle energie rinnovabili (2009/28/EC).

In occasione della presentazione del documento di sintesi EWEA, Günther Oettinger, Commissario europeo responsabile per l’Energia, ha ribadito la distinzione tra fonti rinnovabili e nucleare visto che molti Paesi inseriscono quest’ultima tra le strategie low-carbon: “Quando parliamo di energie rinnovabili non parliamo mai di nucleare. La politica della Commissione non è cambiata”. Non si può di certo dire la stessa cosa sulla politica italiana che sembra non tenere conto della storia, del 1987 quando oltre l’80% dei cittadini italiani votò contro il nucleare portando alla chiusura di tutte le centrali nucleari in Italia. Rassicurante invece l’opinione dei cittadini che non sembra essere cambiata, a dimostrarlo le numerose iniziative tenutesi in tutto il territorio nazionale lo scorso 26 aprile, 24° anniversario della tragedia di Cernobyl. Nel 2008 ce ne fu una sola, nel 2009 la stima sale a ventidue, quest’anno sono state addirittura un centinaio. L’annunciata campagna informativa sul “convincimento al nucleare” preoccupa; la Tv ancora oggi riesce a creare simulacri più forti della realtà contando inoltre un audience enorme, a serio rischio quindi il processo cognitivo di ognuno di noi.

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DISCARICHE.‭ ‬VENTICINQUE:‭ “‬LA CATTIVA GESTIONE DEL PRESIDENTE DELL’ATO AMBIENTE VINDIGNI È CAUSA DELLA CRISI ODIERNA‭”


Abbiamo intervistato il sindaco di Scilci, Giovanni Venticinque, sulla situazione delle discariche e sulle trivellazioni.

Il fatto che il Comune di Scicli, come gli altri comuni, non ha alcuna competenza sulle discariche presenti nel territorio, è un fatto troppo spesso dimenticato. Lo stato attuale dello smaltimento dei rifiuti nell’intera provincia è determinato e continua a dipendere dalla cattiva gestione delle discariche. Una cattiva amministrazione e l’assoluta mancanza di programmaticità, cioè l’assenza di una visione a medio e lungo termine ha determinato lo stato di criticità in cui vive l’intero sistema dello smaltimento. Criticità che vorrebbero (CHI?) superare con una soluzione, dichiara il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, alquanto discutibile. Non si capisce il perché dovremmo abbancare in nostri rifiuti nella discarica di Messina, quando sul territorio esistono due discariche aperte ed una di prossima apertura. Non si capisce il perché la provincia di Ragusa nonostante sia una realtà unica, continui a venir considerata come suddivisa in sub-comprensori. Ma anche la stessa suddivisione del territorio e delle discariche risulta viziata da una reale mancanza di criteri. Tre discariche destinate rispettivamente per il bacino del modicano, che conta 114 mila abitanti, per quello ipparino, con 104 mila abitanti, e per quello ragusano, il quale consta di 84 mila abitanti, con una discarica, però, che potrebbe coprire il fabbisogno dei quasi i tre quarti della provincia, anche questa disparità nella gestione è frutto della cattiva gestione dell’ATO.

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A RAGUSA È ARRIVATA LA GUERRILLA GARDENING


Con Guerrilla Gardening si intende una forma di giardinaggio politico, una forma di azione non violenta, ma diretta a tutte quelle aree verdi, pubbliche o private, lasciate incolte ed abbandonate. Un movimento pacifico ed ambientalista che volte a voler sensibilizzare si muove concretamente con i loro “attacchi” per abbellire e migliorare le città in cui viviamo. Il movimento, nato a New York nel 1973, in breve tempo ha conquistato le sensibilità di milioni di persone in tutto il mondo. Guerrilla gardening non è però un movimento irregimentato, anzi è estremamente variegato al suo interno, vi sono gruppi che compiono le loro azioni col favore della notte, con una certa segretezza, altri invece  più apertamente, cercando di coinvolgere le comunità locali. C’è chi preferisce le piante ornamentali e chi gli alberi, magari secolari.

Guerrilla Gardening è un gruppo aperto a tutti, un gruppo di appassionati del verde che ha deciso di interagire positivamente con lo spazio urbano attraverso piccoli atti dimostrativi, quelli che noi chiamiamo “attacchi” verdi. Guerrilla Gardening si oppone attivamente al degrado urbano agendo contro l’incuria delle aree verdi. L’attività principale del gruppo è quella di rimodellare ed abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città. Il movimento è nato in Italia circa 2-3 anni fa da un gruppo di giovani milanesi che ancora oggi segue e consiglia i gruppi indipendenti. La popolazione cittadina risponde bene, alcune aziende di giardinaggio ci aiutano con consigli e donandoci piante e materiali pro-causa, altri si limitano ad applaudire e ad apprezzare le nostre azioni. Ogni giorno nuovi “guerriglieri” si aggiungono alla nostra causa, per trasformare e riappropriarsi degli sterili ed impersonali spazi comuni cittadini. Nuovi gruppi stanno nascendo in tutte le grandi città.

Finalmente anche Ragusa ha i suoi Guerrilla-Gardener, pronti ad invadere allegramente e sopratutto con il vostro aiuto tutti quegli spazi verdi abbandonati. Si fanno chiamare: “Tantu Verde Collettivo”.

Se volete unirvi a loro o volete regalargli delle piante e/o dei vasi contattateli:

tantuverdecollettivo@libero.it