Fini si è calato le braghe?


Paradossalmente la vittoria alle ultime elezioni regionali non ha giovato alla maggioranza, anzi ne ha acuito i problemi decretando la genuflessione del nord ad un partito ignorante, xenofobo e secessionista quale è la Lega Nord. Che la luna di miele tra Silvio Berlusconi e Gianfrano Fini fosse finita, era evidente a tutti oramai da mesi. Dichiarazioni, smentite, veleni ed accuse reciproche hanno chiarito come i due politici da tempo navigano verso mete differenti. L’insofferenza del leader di AN nei confronti della Lega e della sua propaganda è un po’ il segreto di pulcinella, come lo strapotere della Lega al nord non poteva non creare più di una preoccupazione in un uomo da sempre rispettoso di una certa idea d’Italia, ma anche e forse soprattutto il modo con cui il presidente del consiglio intende la politica, il rapporto con gli avversari e il suo concetto di demo-crazia,  hanno determinato la fine di quello che poteva sembrare, solo 24 mesi fa, una alleanza devastante.

Certo molto meno pronosticabile era la defezione di molti uomini di AN, attaccati più alla poltrona che ad una sana idea della politica, spaventati e avvertiti subdolamente dall’intervento, molto poco istituzionale e squisitamente politico, del presidente del Senato, Renato Schifani, non hanno avuto alcun tentennamento. Ancor più improbabile è stata la scenetta isterico-patetica consumatasi ieri alla direzione nazionale del Pdl, dove Fini e Berlusconi si sono scontrati a muso duro, mostrando tutto il nervosismo che li pervade.

Ma Fini, vien da chiedersi, del cesarismo bonapartista di Berlusconi se ne era mai accorto? O pensava di poter dialogare serenamente con un uomo quale è il presidente del consiglio, sempre più Caudillo sudamericano e sempre meno leader democratico.

A questo punto diventa molto interessante vedere cosa farà di concreto Gianfranco Fini anche a costo di perdere momentaneamente potere e visibilità, anche alla luce di ciò che decideranno Luca Cordero di Montezemolo, Mario Draghi, Casini e Rutelli. In fine una cosa da non sottovalutare sono i tanti parlamentari oggi in ombra ed in silenzio solo perché in attesa di sviluppi ulteriori. Uomini che magari mal sopportano la politica berlusconiana e la propagnada leghista, ma non si espongono se non sono certi di un nuovo ed altrettanto prestigioso approdo.

 Nel frattempo non si può non constatare come il centro sinistra dà prova della sua inconsistenza, infatti, invece, di approfittare dei problemi della maggioranza se ne esce con delle dichiarazioni deboli che nulla apportano al dibattito politico.

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