il parco degli iblei e le lobby del ragusano


Si sono finalmente scoperti. I signori che fino a ieri avevano gridato allo scandalo oggi hanno dimostrato l’ovvio, cioè hanno dato ragione a chi li accusava di non voler realizzare il Parco nazionale degli Iblei o meglio a chi li accusava di non voler rispettare una legge nazionale. Il presidente della Camera di Commercio, Pippo Tumino, e il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, in testa, sono riusciti a “dimostrare”, l’inutilità e la pericolosità che un tale Parco arrecherebbe alla nostra provincia o ai loro interessi?

Si è così scientificamente evidenziato –hanno ricordato in conclusione della loro presentazione dello studio- nel territorio una elevata estensione (85%) di zone a bassa e medio-bassa vulnerabilità, costituite per lo più dalle aree fortemente antropizzate che rispecchiano la struttura produttiva del territorio, mentre circa il 4% risulta invece occupato da aree ad alta e medio-alta vulnerabilità, e si tratta delle componenti naturali legate all’alto corso del fiumi Irminio, Tellesimo e Tellaro, fiumara Modica-Scicli, alle aree protette (riserve), SIC/ZPS, aree boscate tra Chiaramonte a Monterosso, che rappresentano le tipologie di maggior pregio ambientale per il territorio, anche se si tratta di aree isolate di valore naturalistico-ambientale già soggette a tutela.

Questa l’aberrante conclusione di un gruppo di pseudo specialisti assoldati dal buon vecchio Tumino, che ancora oggi, non si sa con quale faccia, continua a ripetere che “la nostra dignità non ci può far accettare delle imposizioni dall’alto“.

Detta conclusione è solo l’ultima delle fantasie raccontateci in questi mesi dai nostri amati amministratori, che volendo difendere l’indifendibile hanno asserito contro ogni logica che il Parco degli Iblei non ha ragion d’essere perché:

1) da noi non esistono gli orsi, i cigni e gli stambecchi

2) il nostro territorio è brutto, pieno di discariche e di nessun valore naturalistico

3) il Parco sarebbe la fine della nostra economia

4) il Parco lo vogliono solo gli ambientalisti

5) il Parco creerebbe talmente tanti vincoli che sarebbe impossibile qualsiasi tipo di sviluppo.

6) le ricerche di idrocarburi sono più importanti della salvaguardia di qualche pianta.

Per dimostrare che avevano ragione, questi signori, con un pezzettino di carta firmato dai nostri onorevoli e da quasi tutti i sindaci della provincia, sono volati pure dal Ministro Prestigiacomo, che ahimè ha risposto picche, asserendo che esiste una legge nazionale che istituisce il parco e che di conseguenza le amministrazioni locali non possono che attuarla!

Ma no, loro non demordono e piuttosto che mettersi a lavorare (è un parolone, lo capisco), il che significherebbe costituire un tavolo tecnico rappresentativo delle varie ragioni ed interessi in gioco, continuano a fare del vero e proprio terrorismo mediatico adesso pure con l’avallo di un gruppo di pseudo tecnici che il nostro Tumino si è uscito dal cilindro.

Ma noi comprendiamo il perché di tanto ostruzionismo. Le elezioni sono vicine e le associazioni di categoria sono degli enormi bacini elettorali, che “nessuno” si può permettere di ignorare.

Leggi anche:

a) Provincia l’ennesimo incontro sul Parco degli Iblei (11 febbraio)

b) Parco degli Iblei, tra falsità e disinformazione (9 febbraio)

c) I sotterfugi dell’oro nero negli iblei (8 febbraio)

d) I fautori del “NO” concertato oggi esultano per la costituzione del Parco degli Iblei (27 gennaio)

e) Parco degli Iblei, tra appetiti ed un “NO” concertato (26 gennaio)

f) Il Parco degli Iblei non è solo una questione naturalistica (13 gennaio)

g) Parco degli Iblei o Parco delle identità (13 gennaio)

h) Parco degli Iblei. Continua la mistificazione del partito del no (25 dicembre 2009)

i) Lo spirito battagliero del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale (18 dicembre 2009)

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