il parco degli iblei e le lobby del ragusano


Si sono finalmente scoperti. I signori che fino a ieri avevano gridato allo scandalo oggi hanno dimostrato l’ovvio, cioè hanno dato ragione a chi li accusava di non voler realizzare il Parco nazionale degli Iblei o meglio a chi li accusava di non voler rispettare una legge nazionale. Il presidente della Camera di Commercio, Pippo Tumino, e il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, in testa, sono riusciti a “dimostrare”, l’inutilità e la pericolosità che un tale Parco arrecherebbe alla nostra provincia o ai loro interessi?

Si è così scientificamente evidenziato –hanno ricordato in conclusione della loro presentazione dello studio- nel territorio una elevata estensione (85%) di zone a bassa e medio-bassa vulnerabilità, costituite per lo più dalle aree fortemente antropizzate che rispecchiano la struttura produttiva del territorio, mentre circa il 4% risulta invece occupato da aree ad alta e medio-alta vulnerabilità, e si tratta delle componenti naturali legate all’alto corso del fiumi Irminio, Tellesimo e Tellaro, fiumara Modica-Scicli, alle aree protette (riserve), SIC/ZPS, aree boscate tra Chiaramonte a Monterosso, che rappresentano le tipologie di maggior pregio ambientale per il territorio, anche se si tratta di aree isolate di valore naturalistico-ambientale già soggette a tutela.

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Kamarina. mobilitazione.


Kamarina sta scomparendo a causa di decenni di incuria e di mal governo. Grazie al Coordinamento Spontaneo di Cittadini TuttiperKamarina, collettivo formatosi per sensibilizzare la cittadinanza e le autorità competenti, questa vergognosa vicenda è finalmente arrivata al grande pubblico, nella speranza che non sia troppo tardi. Infatti ormai l’erosione è arrivata a minacciare seriamente le antiche rovine.

A breve una serie di in iniziative torneranno a riaccendere i riflettori su questo sito archeologico e su questa nefasta vicenda che pare non interessare nessuno, visto che ufficialmente non ci sono colpe né colpevoli. O meglio chi ha l’ardire ed il coraggio di interessarsi a questa vicenda non può che constatare l’irritante scarica barile tra le varie Istituzioni coinvolte, sempre pronte ad additare e mai ad assumersi le proprie colpe.

9 aprile 2010 Teatro Vittoria Colonna. L’ASINO ALBINO


In Anteprima regionale, la rassegna Teatro Aperto è lieta di annunciarvi il suo ultimo appuntamento.

di e con ANDREA COSENTINO

regia ANDREA VIRGILIO FRANCESCHI

Artista dalla cifra stralunata e solitaria, dalla comicità sferzante e cupamente riflessiva, Andrea Cosentino si è da tempo conquistato un suo pubblico. Fattosi apprezzare, nel 1998, con un programmatico La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce, affermatosi poi con Antò le Momò, e come attore protagonista dell’ Andromaca diretto da Massimiliano Civica, questo attore dichiaratamente comico è esploso, presso il grande pubblico, con la partecipazione alla trasmissione Ciro presenta Visitors, in cui ha portato i suoi personaggi cinici e spaesati. È bravo a osservare il mondo, Andrea Consentino, a guardare questa nostra Italietta piccina e trombona: la guarda con disincantato acume, con una sferzante ironia che non si trasforma mai in volgare satira.

Questo spettacolo è, per Cosentino, l’occasione per portare in scena una carrellata di personaggi scriteriati, ma anche per raccontare con partecipata emozione la storia di uno dei tanti Br rinchiusi in quello che fu il carcere di massima sicurezza. Un gruppo di turisti in giro per l’isola dell’Asinara, un tempo lazzaretto e campo di concentramento e carcere di massima sicurezza, oggi area protetta per la conservazione di un ecosistema naturale. I visitatori sono macchiette tratteggiate a pennellate grossolane nel loro aggrapparsi con ferocia svagata al presente, in una coazione a rimuovere il presentimento della fine. L’asino albino è il racconto di uno spettacolo, l’impossibilità del suo farsi che scivola in una epifania derisoria e tragica, in una apparizione invisibile per eccesso di luce.