L’AREVA UN COLOSSO DAI PIEDI D’ARGILLA?


Il premier italiano, Silvio Berlusconi, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, hanno siglato l’accordo che sancisce il ritorno, dopo 22 anni, al nucleare dell’Italia. Un ritorno presentato sotto i migliori auspici. Sicura convenienza economica, bassissimo impatto ambientale e risoluzione definitiva della cronica mancanza di energia elettrica nella Penisola.
Sarà l’Areva colosso francese e leader nel mondo per la costruzione di reattori nucleari a realizzare le quattro centrali di terza generazione sul territorio italiano. La tecnologia che verrà utilizzata per la costruzione delle centrali è la stessa che Areva sta utilizzando a Olkiluoto in Finlandia e a Flamaville in Normandia.

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COSA COMPORTA SMANTELLARE UNA CENTRALE NUCLEARE


La centrale di Caorso, in provincia di Piacenza, è stata la più recente e la più grande fra le centrali nucleari italiane. L’impianto è stato realizzato nel periodo 1970 – 1977.

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QUANTO COSTA L’ENERGIA NUCLEARE?


L’Italia e la Francia, a Villa Madama, lo scorso 24 febbraio, hanno firmato l’accordo che prevede la cooperazione tra i due Stati per la produzione di energia elettrica dall’atomo.

«È una gioia aver firmato questi accordi sul nucleare – ha dichiarato Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa – dobbiamo adeguarci e svegliarci da questo sonno che stiamo facendo da decenni ed affrontare la costruzione di centrali nucleari in Italia con al fianco gli amici francesi, che ci mettono a disposizione il loro know how e grazie al quale risparmieremo anni e soldi».

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Concerto Amana Melomè


Presso l’ auditorium G. Cartia della Camera di Commercio in piazza Libertà.

 

L’Associazione Culturale Wartoy, operante nel campo della comunicazione visiva, attualmente impegnata in progetti di divulgazione sociale video-fotografica in Italia, Congo e Perù, propone una serata all’insegna della Word Music, della sperimentazione sonora, della permeazione (incontro o contaminazione) tra generi e culture distanti.
Amana Melomè, poliedrica artista statunitense, ha esordito con l’album “Indigo Red”, dove sono presenti musicisti come Vinnie Colaiuta e Reggie Hamilton e distribuito dalla prestigiosa Irma Records per continuare a leggere clicca qui

L’Italia in mano ai beceri razzisti


Il nord Italia è messo sotto scacco dalla Lega nord? Forse no, come non lo è il Pdl, che sicuramente, però, è attentissimo agli umori del carroccio. Perché se il presidente della Camera, Gianfranco Fini, politicamente è messo in un angolo (da un punto di vista numerico), a causa del suo essersi contornato di uomini più opportunisti che fedeli, la Lega Nord è l’unico e vero ago della bilancia di questa maggioranza.

E questa cosa lo sa il presidente del Consiglio, lo sa Bossi e lo sa Fini, quindi se c’è qualcuno in grado di dettar legge all’interno di questo governo è proprio il partito di Bossi, perché se questo volta faccia a Silvio Berlusconi, il governo cade e si va a nuove elezioni, elezioni che molto probabilmente andranno a favore del centrosinistra, come è già accaduto in passato.  Tutti consapevoli quindi. Tutti pronti a farsi guerra e così il Gianfranco nazionale viene sfiduciato dal Pdl che, oltre a cancellarlo dal sito web del partito, lo vuole buttar fuori dall’intera compagine e Bossi, dal canto suo, alza il tiro, come sempre. Se oggi non si parla di imbracciare i fucili, si parla però di banche del nord, di test di lingua per gli immigrati che vogliano fare i commercianti (lo imparassero loro l’italiano) e cosa più importante la minaccia di scindere dall’alleanza ovvero far cadere il governo se non venga approvata quanto prima, magari con l’ennesimo voto di fiducia, la riforma federalista. E Berlusconi? Lui deve difendersi dalla magistratura, quindi non può permettersi le elezioni anticipate altrimenti dovrà e potrà finalmente dedicarsi ai suoi processi senza legittimi impedimenti o senza più sperare in salvifiche prescrizioni.

Fini si è calato le braghe?


Paradossalmente la vittoria alle ultime elezioni regionali non ha giovato alla maggioranza, anzi ne ha acuito i problemi decretando la genuflessione del nord ad un partito ignorante, xenofobo e secessionista quale è la Lega Nord. Che la luna di miele tra Silvio Berlusconi e Gianfrano Fini fosse finita, era evidente a tutti oramai da mesi. Dichiarazioni, smentite, veleni ed accuse reciproche hanno chiarito come i due politici da tempo navigano verso mete differenti. L’insofferenza del leader di AN nei confronti della Lega e della sua propaganda è un po’ il segreto di pulcinella, come lo strapotere della Lega al nord non poteva non creare più di una preoccupazione in un uomo da sempre rispettoso di una certa idea d’Italia, ma anche e forse soprattutto il modo con cui il presidente del consiglio intende la politica, il rapporto con gli avversari e il suo concetto di demo-crazia,  hanno determinato la fine di quello che poteva sembrare, solo 24 mesi fa, una alleanza devastante.

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