L’EPOPEA DEI LAVORI PUBBLICI A IBLA


Due anni di lavori hanno sensibilmente determinato l’economia degli esercizi commerciali di Ibla. Ritardi su ritardi hanno finito per esasperare gli animi dei commercianti, che lo scorso mese, più di una volta hanno chiesto spiegazioni ed aiuto al Comune di Ragusa.

Ditte inadeguate, la solita trafila dei subappalti, l’attesa spasmodica dell’approvazione dei finanziamenti, inamovibili cabine dell’Enel (sei mesi di ritardo per spostare una singola cabina dell’Enel), l’intervento del Prefetto, il maltempo e chi più ne ha più ne metta, tutta una serie di cose che ad oggi, e non si sa per quanto tempo ancora, obbligano Ibla ad essere un cantiere a cielo aperto. Un cantiere, aggiungiamo timidamente, che non pare a norma così delimitato, qui da una traballante ringhiera e là dalla classica fettuccia bianca e rossa, ma questa è un’altra storia. Il sindaco, Nello Dipasquale, parla, scusandosi, di una sfortunatissima serie di coincidenze che hanno determinato queste lungaggini.

A dir la verità cosa sia successo a Ibla in questi due anni non è propriamente chiaro e la cosa quanto meno strana che nessuno del Comune, sindaco in testa, si è sentito in dovere di spiegare che cosa è accaduto e che cosa sta accadendo. L’unica cosa che il sindaco è riuscito a dire, nell’incontro dello scorso 18 febbraio, che lui se ne assume tutta la responsabilità, nonostante non ne abbia, e che spiegherà tutto a vicenda conclusa. Divertente anche se emblematico, dei toni usati durante quell’incontro, fu l’esternazione di un commerciante che all’ennesimo svincolarsi di Dipasquale dichiarò: siamo ai quiz!

Ma si è andati pure oltre. Giustamente qualcuno aveva pure avanzato l’idea di citare la ditta appaltatrice per non aver rispettato i termine del contratto. Apriti cielo. Dal Comune e fuori dal Comune tutti scandalizzati, tutti pronti a far proclami in televisione ed in privato, che questa non è una strada praticabile, guai a far rispettare i termini di un contratto, e dove siamo? Immaginatevi solo quanto tempo si perderebbe se venisse aperta un’inchiesta, dai tre ai cinque anni, meglio di no, meglio far finta che nulla sia successo ed accordarci in privato, così come siamo abituati a fare. Ma allora a che serve, mi domando, mettere le postille nei contratti? A quanto sembra a nulla.

Ed allora? – qualcuno ha chiesto – avremo dei rimborsi? Un risarcimento? Delle agevolazioni fiscali? Non propriamente hanno fatto sapere dal Comune (l’8 febbraio), si può fare domanda e poi… Se questo accadeva l’8, dieci giorni dopo si iniziò a parlare di studi di settore e quindi della possibilità più concreta di avere delle agevolazioni in base ai mancati incassi, prendendo come termine di paragone gli incassi degli anni precedenti. Già questo fu un passo avanti e più concreto di quella promessa alquanto vaga di autorizzare la posticipazione del pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico per le pedane, paventato quell’8 febbraio. Più concreto certo, ma ci sono degli studi di settore anche qui nel profondo sud?

Se questo accadeva all’inizio della seconda metà di febbraio, oggi le cose paiono sensibilmente mutate. Non si sa ancora quando finiranno i lavori, ma l’assessore allo Spettacolo, Francesco Barone, ha proposto ai commercianti la possibilità di avviare tutta una serie di iniziative, già da questa primavera, in modo da rendere Ibla più appetibile sia per i ragusani che per i turisti. Vedremo.

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