DIDI’ LOVE Fuori dalla cerchia perbenista


Entrare a contatto con gente che ha perso il senso del pudore o meglio riacquistato la vera dimensione di naturalità e amore per il proprio corpo , è un colpo assestato alle convenzioni  un deja vù partito da chissadove e che arriva allo stomaco. Viene voglia di seguire l’esempio e liberarsi di strali attaccati al comune senso del pudore e a vetusti preconcetti, che probabilmente restano appiccicati a uno di noi. Ma c’è chi come Floriana è riuscita a coniugare la sua vita “normale”,( non a caso tra virgolette, visto poi che la normalità è un concetto soggettivo  ) e la sua spinta naturale all’esibire il suo corpo e prima ancora la sua essenza. Da questo processo di trasformazione e di cambiamento, aprendo il sipario, vediamo spuntare Didì Love. Provocazione e erotismo si confondono in un vortice naturale di sensazioni dovute al fascino della protagonista quanto a qualcosa che ci resta apparentemente senza spiegazione sospeso nelle nostre viscere, a volte più remote e nascoste perfino a noi stessi. La tappa della sua illuminazione esibizionista è stata Malta nel 2002, con l’ incontro fortuito con un fotografo straniero. Due anni dopo Didì Love inizia a lavorare con fotografi professionisti, assumendo il gusto per una decisa virata autoriale.

Questo è l’inizio del racconto di Floriana. Quando arriviamo all’incontro siamo avvolti da curiosità, un po’ pensierosi sul come far venire fuori gli aspetti più segreti della sua arte. Ci apre la porta una ragazza eterea e carnale quasi allo stesso tempo. Appena entrati notiamo subito dall’originale arredamento e composizione di colori della sua abitazione, che siamo difronte veramente a un modo di intendere la vita. Articoli di design, alcune foto e opere d’ artisti contemporanei, alcuni suoi ritratti. E i colori appunto, il rosa, il rosso spruzzati sulle pareti e il nero della sua alcova, una camera da letto dal misterioso effetto. Siamo in reciproco studio e attesa, e il caffè offerto dall’affabile padrona di casa  riesce a sciogliere le resistenza reciproche. Apriamo lo scrigno di parole e immagini. Piano piano la conversazione diventa il colloquio amichevole di ragazzi alle prese con argomenti e punti di vista su svariati aspetti della vita e della società. Floriana è donna, tentatrice, madre e compagna. È esibizionista come tutti ci dice, una caratteristica che perdiamo, ma per esempio i bambini hanno, come sua figlia d’altronde. La causa di tale perdita è in una certa cultura che ci viene inculcata, una cultura che ha paura dell’espressione del proprio corpo e che si riflette anche nelle chiacchiere da cortile di paese, con cui lei si scontra tutt’ora, parole che formano giudizi sprezzanti e fuorvianti, cosa che alla madre Floriana dà parecchio fastidio, tesa  a proteggere la sua vita e quella di sua figlia. A tutti piace piacere, lei non fa nulla per nasconderlo, questa è la verità . Lei  lo esprime nei suoi set di ritratto nudo, che vanno dal glamour al  toys, erotico, playboy style, pin-up, fetish, bondage tutti stili e cose che la fantasia gli propone come ammette. E ancora è lap-dancer, fa spettacoli  erotici, partecipa a workshop. Set che diventano cliniche con oggetti accessori, speculum dove si arriva alla penetrazione.

Dal 2004 lavora con fotografi professionisti tra cui Aldo Stefanni, Andrea Simoncini ma anche Saturno Buttò e Giuseppe Leone, artisti con cui collabora e progetta nuovi capitoli della sua carriera da Didì Love. Floriana ha un lavoro tradizionale, comunque, che gli piace e che continua  a svolgere con impegno e dedizione, quello di assistente infermieristica, cosa che tra l’altro gli permette di poter scegliere le possibilità artistiche che gli vengono proposte, facendolo autonomamente, senza agenti e influenze esterne. Ed è fondamentale in questo tipo di scelta l’idea del fotografo e il feeling che si instaura con lo stesso, vero stimolo per costruire una storia in cui immergersi, interpretare un personaggio e vivere momentaneamente in un altro mondo come ci rivela. Slacciata ormai la cintura di sicurezza ci confida la sua adolescenza complessa, lei bionda, chiara e fragile, bambina di “vetro” quasi, cosa che gli altri bambini le facevano notare e che le è pesato non poco. La conseguenza fu la chiusura in un suo mondo fino all’età di dodici anni in cui schiude le porte a un cambiamento fisico e mentale. Poi la voglia di provocare, il gioco e l’andare contro la famiglia, la società e il suo pensiero perbenista ha fatto il resto, compiendo la sua  metamorfosi.

se vuoi vedere un’ampia selezione delle foto con didì clicca qui

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