Teatro aperto. “LA CANZONE DEGLI F.P. E DEGLI I.M.”


Recensione allo spettacolo dell’8 gennaio – Vittoria

Questo testo, tratto dal libro della Morante Il mondo salvato dai ragazzini, è un testo che risale al 1968 scritto in un periodo particolare, ma in fondo quelli erano anni particolari.
Sin dall’inizio c’è qualcosa di strano, non si è abituati a stare in teatro con le luci accese, tutto è luminosissimo, hai difficoltà a concentrarti, non capisci che succede, perché i tecnici si attardano, ma poi la sorpresa è ancora più grande.
Entra l’attore, il sipario si apre e lo sguardo va oltre le quinte, che non ci sono più. Vedi il muro vuoto. Lo vedi spogliato il teatro, lo vedi in una veste che non è propriamente la sua, scompare l’architettura di quello spazio e lo spettacolo diventa corale.
Lo spettatore in qualche modo viene chiamato in causa, viene obbligato a non sentirsi al di qua o al di là, che poi è la stessa cosa, ma a stare in mezzo. In qualche modo lo riguarda direttamente, in un certo qual senso non può fare finta di non esser-ci.
Quattro, sono quattro attori. Un medico, due portantini ed un pazzo. Siamo in un manicomio. Lo spettacolo è fisico, è gridato a tratti violento, gli attori si stancano, corrono, sudano, lo percorrono tutto il teatro, in lungo e in largo. Corrono attraversano la platea e salgono nella galleria e poi giù di nuovo in platea, una, due, tre, quattro volte, si rincorrono, sudano, sono affannati. Mi piace. Ci sono anch’io con loro. Ma che fanno?
Niente. Il pazzo scappa. Il cosiddetto pazzo prova a raccontarci come stanno le cose e loro, che lo hanno in custodia, lo devo trattenere, lo devono bloccare e sedare, lo devono allontanare da noi, devono estinguere qualsiasi possibilità di contatto, non possono correre il rischio che questo pazzo ci contagi, ci spieghi. Il medico ce lo dice, ci mette in guardia e si scusa con noi, non vuole che noi ci preoccupiamo, non vuole che la nostra attenzione sia destata, perché se ciò avvenisse potremmo concordare col pazzo o quanto meno porci delle domande e ciò non deve accadere.
Il tutto si ripete freneticamente per circa 40, 45 minuti forse 50, non lo so ho perso la cognizione del tempo (… ma non perché sono sconvolto!). L’argomento non è nuovo, noi siamo figli del nostro tempo e questo è un tema sviscerato da tempo, appunto da quarant’anni, ma non per questo è noioso o scontato, come qualcuno ha pur detto. No, lo spettacolo ci sta tutto e loro fanno di tutto per rendergli onore, la loro fatica, le facce rosse, l’ansia dei loro corpi la si rivede nel testo della Morante e nelle parole e queste in quelli. Ad un certo punto il medico ci casca pure, ha un sobbalzo di coscienza, da quasi ragione al pazzo, ma poi subito viene ricondotto alla placida tranquillità dei molti, infelici, ma sereni, perché protetti dalla massa e perciò ottenebrati. 

Teatro delle Albe Con Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani e Alessandro Renda.
Regia di Marco Martinelli

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Scheda n°2 IL DECALOGO DEL RISPARMIATORE AMBIENTALE. Come contribuire a salvaguardare l’ambiente tutelando i tuoi risparmi


Da quanto emerso dal primo mese del 2010 il buon proposito “anno nuovo, vita nuova” non sembra interessare tutti. Se il 2009 si è chiuso con un flop non si può certo dire che il 2010 sia stato inaugurato con successo. La prima riunione post-vertice dei Ministri dell’Ambiente tenutasi  a Siviglia  (il 16 Gennaio scorso), come unico risultato ha prodotto quello di mettere in risalto ancora una volta il fatto che i 27 Stati dell’Unione Europea, per quanto riguarda la strategia ambientale, sono divisi su tutto. Anche l’Italia, al di là di alcune regioni e comuni, non si può certo definire virtuosa, anzi si mostra restia ai nuovi target europei, quasi non fossero parte essenziale di un processo di trasformazione in atto dell’intera economia mondiale. Questo il punto sul vertice di Copenaghen di Carlo Corazza, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea. Corazza evidenzia l’attenzione alle tematiche ambientali da parte delle imprese italiane e, di contro, quella che sembra essere diventata quasi una disaffezione della politica nazionale che appare infastidita dal doversi occupare del tema “ecologista”, perché, a suo parere, contrapposto ai temi “seri” dell’economia e della crescita. Essere attenti all’ambiente non vuol dire essere “poco responsabili”, per questo Attitude propone anche questo mese i suggerimenti che dà l’Unione Europea ai cittadini, affinché possano toccare con mano i frutti economici e sociali dei comportamenti sostenibili.

Non dimenticate di spegnere le luci quando non ne avete bisogno. Spegnendo 5 lampadine lasciate accese dove non servono potrete risparmiare circa € 60 l’anno ed evitare l’emissione di 400kg di CO2 ogni anno.

Passate alle lampadine a basso consumo: una sola di queste può ridurre la bolletta di € 60 ed evitare l’emissione di 400 kg di CO2 durante il suo ciclo di vita ed è un ciclo di vita fino a 10 volte superiore a quello delle lampadine normali. Le lampadine a basso consumo costano di più, ma alla fine fanno risparmiare.

Evitate di lasciare gli apparecchi in standby e spegneteli con l’interruttore quando non servono. Un televisore acceso per tre ore al giorno (il tempo medio trascorso dagli europei davanti alla TV) e in standby per le rimanenti 21 ore consuma circa il 40% della sua energia nel modo standby.

Staccate il caricabatteria quando non è in uso. Persino scollegato dal telefono, infatti, consuma elettricità. È stato calcolato che circa il 95% va sprecato se si lascia la spina del caricatore sempre inserita.

Rinfrescatevi con un ventilatore. I condizionatori d’aria sono dei veri e propri divoratori di energia – un condizionatore medio funziona a 1000 Watt, provocando circa 650 gr di emissioni di CO2 all’ora, con un costo orario di circa € 0,10. Un’alternativa potrebbero essere i ventilatori, oppure un uso più oculato dei condizionatori, orientandosi sui modelli a maggior rendimento energetico.

Passate all’elettricità verde: aiuta a rafforzare le fonti di energia rinnovabili. Attualmente, solo il 14% dell’elettricità in Europa proviene da fonti di energia rinnovabili a ridotto impatto climatico quali il vento, l’energia idrica, il legno, il biogas, l’energia solare, ecc. – ma è la domanda che crea l’offerta! Un’altra buona idea è quella di installare dei pannelli solari nella propria abitazione.

Utilizzate la lavatrice o la lavastoviglie solo quando sono piene. In caso contrario fate attenzione a utilizzare l’impostazione mezzo carico o equivalente. E non è necessario regolare la temperatura al massimo. I detergenti odierni sono così efficaci che indumenti e stoviglie saranno perfettamente puliti anche alle temperature inferiori.

Fate bollire meno acqua. Potete contribuire a risparmiare energia facendo bollire l’acqua necessaria per una tazza di tè. Se tutti gli europei bollissero solo l’acqua necessaria, evitando 1 litro di acqua bollita inutilmente ogni giorno, con l’energia risparmiata si potrebbe provvedere a un terzo dell’illuminazione stradale in Europa.

Mettete il coperchio sulle pentole. Durante la cottura fa risparmiare molta dell’energia necessaria alla preparazione. Meglio ancora se si utilizzano pentole a pressione e a vapore: risparmiano circa il 70%!

Chiudete il rubinetto. Chiudendo semplicemente il rubinetto mentre vi lavate i denti potrete risparmiare diversi litri d’acqua. Un rubinetto che perde una goccia può riempire una vasca da bagno in un mese. È il caso di assicurarsi che sia chiuso bene.

E luce sia! Riduci le tue emissioni di CO2 e dai un taglio alla bolletta sfruttando al massimo la luce naturale. Scegli preferibilmente muri, soffitti e pavimenti chiari e posiziona degli specchi per riflettere la luce.

Spegni tutto prima di andare in vacanza. Per risparmiare elettricità, prima di partire non dimenticare di staccare dalle prese tutti gli apparecchi che puoi. Se rimangono collegati, infatti, continuano a consumare energia, anche da spenti.

Spegni il computer quando ti assenti dall’ufficio. In questo modo puoi tagliare i tuoi consumi quotidiani fino al 20%. Anche se non sei tu a pagare la bolletta, pensa all’ambiente!

Collega tutti gli apparecchi del soggiorno (TV, lettore DVD, impianto stereo) a una presa multipla dotata di interruttore. Quando non li utilizzi, spegni semplicemente l’interruttore e taglierai i consumi di elettricità del 10% (circa 200.000 W l’anno). Gli apparecchi lasciati in stand-by, infatti, continuano a usare molta elettricità.

Teatro aperto. “MARI”


Recensione allo spettacolo del 29 Gennaio – Vittoria

Tutto è buio e una fioca luce illumina lui, un pescatore, un uomo in riva al mare. Dopo poco arriva una donna, scoprirai presto che è la moglie. La coppia è quella che un siciliano conosce bene. È una coppia stereotipata, per fortuna in via di estinzione. Per fortuna il mondo cambia ma non così velocemente come vorremmo. Lei timida, ma neanche troppo, lui burbero, ma a modo suo. Lei sicuramente pedante ed insicura e lui, ormai se l’è sposata, forse avrebbe fatto meglio a star solo, ma no in fono la ama, ma non lo deduci subito, perché questo spettacolo è lento, lentissimo quasi una pantomima di uno spettacolo russo di fine ottocento, peccato che loro sono siciliani e che lo spettacolo è in dialetto messinese.
Dopo pochi minuti dall’inizio, mi sono chiesto se era giusto pensare che già quello spettacolo mancava di tensione. In fondo lei era snervante e lui non voleva sbottare, ma in qualche modo soffriva, gli elementi c’erano tutti per… ma no, scorreva lento e monocromatico.
Uno spettacolo trascinato, un linguaggio trascinato, con i gesti trascinati. Pareva non finisse mai e poi di nuovo tutto da capo, ma senza senso, senza vitalità. D’accordo la coppia sicula, chissà di quale era, ignoranti e gravati dall’impossibilità ed incapacità di comunicare con se stessi, figuriamoci poi con la moglie o col marito. È un tema interessante che dovrebbe avere poco a che fare con la noia, che invece mi stava abbattendo. Dopo poco mi decisi, non mi potevo fare alcuna remora. Avevo tutto il diritto di dubitare o degli attori o della trama. Alla fine propensi per la trama del tutto inesistente. A meno che lo spettacolo non fosse durato 17 minuti, allora sarebbe stato accettabile e non mi sarei annoiato tanto. Ma uno spettacolo di 17 minuti ha senso? Forse No.
Due cose, però, mi sono piaciute. 1) la sensualità dei due quando sfiorano mano nella mano il mare. Un mare che tutte e due non avrebbero mai visto dallo stesso punto di vista. Tristemente reale, appunto non riusciranno mai a comunicare.
2) lui per tutto lo spettacolo pesca, non con la canna ma con al lenza, che continua a mollare e riavvolgere, mollare e riavvolgere, sembra proprio una metafora del dialogo che ha con sua moglie.

 
Con Tino Caspanello e Cinzia Muscolino
Regia di Tino Caspanello