la confusione del giustizialista berlusconi


Le elezioni si avvicinano e gli scandali si accumulano. la tensione si fa palpabile e il Cavaliere, che teme l’ennesima deblacle regionale, corre ai ripari e fa un po’ di confusione o ci getta in confusione.

E’ di pochi giorni fa l’ultima delle sue uscite in favore di un parlamento pulito. via i corrotti, via chi è in odor di mafia, via i ladri e i concussori, cioè chi ha recato danno alla pubblica amministrazione. Bravo verrebbe da dire, ma non erano le proposte del populista Grillo e del giustizialista Di Pietro?

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teatro aperto. NATI IN CASA


VENERDì 19 FEBBRAIO ORE 21 PRIMA REGIONALE NATI IN CASA di e con GIULIANA MUSSO regia MASSIMO SOMAGLINO

Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c’era una donna che faceva partorire le donne. La “comare”, la chiamavano, era la levatrice, l’ostetrica insomma. Nati in casa racconta la storia di una donna che fu levatrice in un paese di provincia di un nord-est italiano ancora rurale. Storia tutta al femminile, dunque, storia di una dedizione costante e quasi sommessa al destino di una gente, che dura una vita e che non si risolve mai in un unico eroico gesto ma che rivoluziona il mondo dal di dentro, piano piano. Infatti questa vicenda non si trova nei libri di storia ma nel ricordo delle persone. Eventi straordinari di vita quotidiana. O eventi quotidiani di una vita straordinaria. Come nascere. Prima la testa, poi le spalle…e sei nato. LA REPUBBLICA “… il monologo scritto da Massimo Somaglino che firma la regia e da Giuliana Musso, bravissima interprete , rappresenta certamente un piccolo evento da non perdere.»

 Per maggiori informazioni visitate il sito:

 www.santabriganti.org

BOTTEGHINO Posto unico € 10 Ridotto under 18 € 8

prevendita: Agenzia Viaggi Macauda-Denaro via Bixio,113/a -Vittoria – tel. 339.2928965

da lunedì al venerdì 9.30/12.30 – 16.30/19.30 sbigliettamento: Teatro Vittoria Colonna 45 minuti prima dell’orario d’inizio spettacolo

Provincia. L’ennesimo incontro sul Parco degli Iblei


Oggi alla Provincia di Ragusa si è svolto l’ennesimo incontro sul Parco degli Iblei.

Grazie al Presidente Franco Antoci ed all’assessore provinciale Salvo Mallia, stamane è stato riunito un folto gruppo di rappresentati della politica (sindaci, vice-sindaci, assessori ecc ecc), della società civile e delle organizzazioni di categoria (C.I.A, C.N.A, Federalberghi, Legambiente ecc ecc) per iniziare a discutere concretamente sulla perimetrazione del parco.

Presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci

Come sempre, però, è stata semplicemente l’occasione per non parlare di nulla o meglio per avere la prova della totale inettitudine della nostra classe politica.

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THE DARK SIDE OF THE MOON. CRAXI E I SUOI EPIGONI SENZA MEMORIA


Anche la nostra città rende omaggio a Bettino Craxi intitolandogli una via, la ormai ex 407. Il perché il capoluogo ibleo si è sentito in dovere di commemorare il decimo anniversario della morte di un ladro non è molto chiaro. Possiamo ipotizzare che il primo cittadino di Ragusa, Nello Dipasquale, ha voluto ricordare un grande statista che ha dovuto pagare per tutti, con due condanne definitive, scontate liberamente e a debita distanza dal suolo italico, su una splendida spiaggia di Hammamet.

Ma chi era Bettino Craxi? Un socialista o meglio il leader che decretò la morte del Partito di Pietro Nenni, un Presidente del Consiglio dei ministri, uno dei protagonisti della stagione di Mani Pulite, un amico di Licio Gelli e di Roberto Calvi, ma anche un ladro, un latitante ed un amico di Muammar Gheddafi, quando Gheddafi era nella lista nera degli States.

Bettino fu condannato: a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai, il 12 novembre 1996; e a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese, il 20 aprile 1999. Per tutti gli altri processi in cui era imputato fu pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell’imputato. Fino a quel momento Craxi era stato condannato a: 4 anni e ad una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian, il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999. 5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel, il 22 gennaio 1999; 5 anni e 9 mesi in appello per il conto protezione, sentenza poi annullata dalla Cassazione con rinvio il 15 giugno 1999; 3 anni in appello bis per il caso Enimont, il 1° ottobre 1999.

Queste le vicende giudiziarie di Bettino, ma come molti interpreti hanno detto, sia da sinistra che da destra, non si vuol commentare il “tangentaro”, ma l’uomo politico, lo statista.

Ma vediamo Bettino, uomo politico.

Ricordando lo statista Bettino non possiamo ignorare: la sua politica economica, lungimirante e innovativa, un vero viatico per il debito pubblico. Ma ancora la sua ingerenza nell’affare SME o la sua contrapposizione, nel 1984, ai pretori di Piemonte, Lazio ed Abruzzo con il famigerato “Decreto Berlusconi”. E poi Bettino Craxi, il crack del Banco Ambrosiano e la sua impavida difesa di quel sant’uomo di Roberto Calvi. Infine interessante è il suo ruolo svolto nella fuga di Abu Abbas, terrorista direttamente coinvolto nell’esecuzione di Leon Klinghoffer, ebreo e paralitico, gettato giù dall’Achille Lauro nel 1985.


PARCO DEGLI IBLEI, TRA FALSITA’ E DISINFORMAZIONE


La visita dei nostri amministratori locali al ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, lo scorso 26 gennaio, rappresenta un importante spartiacque nell’annosa questione sul Parco nazionale degli Iblei. Infatti dopo quel fatidico martedì l’unanime coro di NO stranamente si è trasformato in piena soddisfazione per “la necessità – sono parole del sindaco Nello Dipasquale – di aprire una discussione sull’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei”. Ed occorreva andare fino a Roma per scoprire che i nostri politici dovevano mettersi a lavorare, già da tempo, per stabilire e proporre a Regione e Ministero, perimetrazione e zonizzazione del Parco?

I nostri rappresentanti, forti di un documento sottoscritto da nove sindaci della provincia di Ragusa e da alcuni onorevoli, hanno chiesto al ministro “una meditata riconsiderazione degli orientamenti assunti relativamente all’istituzione del Parco degli Iblei nel senso di lasciare alle istituzioni locali ed alle forze produttive del territorio gli spazi che alle stesse competono in ordine ai contenuti da dare alla disciplina del Parco”. Ma questa delegazione prima di andare dal ministro ha letto la legge quadro n° 394 del 6 dicembre del 1991 ed in particolar modo gli artt. 9, 10 e 11?
Qui la questione non è Parco Si o Parco No, anche perché ad istituire il Parco Nazionale degli Iblei è stata la Finanziaria del 2007. Adesso o cambiano la legge o cambiano la Costituzione sovraordinando le leggi locali a quelle nazionali, ma finché nulla di tutto ciò accade il Parco va fatto. Il problema non è neanche rappresentato da questa famigerata “Imposizione dall’alto” contro cui tutti si scagliano, visto che non esiste nessuna perimetrazione e zonizzazione ufficiale del Parco, ma solo una ipotesi di zonizzazione contenuta nel libro “Parco degli Iblei”, edito da Argo Software, cioè da un gruppo di cittadini sensibili alla questione. La domanda, invece da farsi sarebbe un’altra, perché dal 2007 ad oggi i nostri politici non hanno fatto nulla? Perché il tavolo tecnico, istituito nel 2008, ed unica espressione ad oggi di una volontà concertativa, non si è mai riunito?
Comunque il ministro ha dato tre mesi di tempo per presentare una prima bozza di progetto. Da quel 26 gennaio le dichiarazioni di questo o quel politico si sono sprecate. Illuminante è stata la conferenza tenutasi, lo scorso 30 gennaio, alla Camera di Commercio di Ragusa. Il gruppo più nutrito degli astanti era composto dai politici, naturalmente scettici se non proprio contrari all’istituzione del Parco. Si è parlato tanto, specie dei timori per l’economia e della sostanziale inutilità del Parco. Inutile perché “non esistono essenze autoctone negli iblei” (falso, visto che delle 3000 specie di piante presenti in Sicilia, 1500 sono negli iblei e di queste il 5% è endemico), perché è improbabile un ritorno economico (altra falsità basterebbe consultare gli studi di settore). Ma si è discusso pure della necessità di presentare prima degli altri un progetto di zonizzazione. Perché quanto prima? Più progetti vengono presentati, maggiore sarà la coralità che darà vita al Parco. Perché continuano a parlare di concertazione, quando, in effetti, si vuol tenere ai margini di questo confronto alcuni attori, che di diritto sono chiamati in causa dalla specificità della materia?
La Provincia Regionale di Ragusa ha messo sul tavolo di questa discussione la sua proposta, ovvero il piano territoriale provinciale. Quale è adesso la proposta del sindaco Nello Dipasquale? Del presidente della CCIAAA, Pippo Tumino, degli onorevoli Innocenzo Leontini, Orazio Ragusa, Roberto Ammatuna, Riccardo Minardo e di Giuseppe Drago?