Il Corriere della Sera cita il nostro blog. Sbagliando!


Stamane navigando in internet, con mia enorme sorpresa, ho visto un nostro post (Dopo Berlusconi è toccato pure a Benedetto XVI) ripreso dalla pagina di Roma del Corriere della Sera, la cosa che mi ha rattristato è stata che il giornalista o la giornalista ha totalmente frainteso il nostro intento, infatti dopo aver riportato le cose da noi scritte conclude scrivendo:

come a lasciar intendere che non si tratta di un semplice incidente

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Parco degli Iblei. Continua la mistificazione del partito del no!


Continua l’offensiva contro l’istituzione del Parco degli Iblei. Media e politici perseverano senza ritegno nella loro opera di disinformazione su che cosa potrebbe rappresentare l’istituzione di un Parco negli Iblei, un parco comprendente le province di Ragusa, Siracusa e Catania.

“Il parco ingessa l’economia del territorio”, “il parco serve solo per raccogliere asparagi e funghi”, “il parco è solo una questione interna alle associazioni ambientaliste, che cercano un po’ di visibilità”. “Abbiamo già troppe riserve”, qualcuno ha dichiarato. Queste in sintesi le posizioni dei detrattori.  Si arriva persino alla tragi-commedia, quando il sindaco di Santa Corce Camerina, Lucio Schembari, mostra la sua contrarietà al parco, visto che il comune rivierasco difficilmente ne potrà far parte.

Uno. Il Parco non è una riserva, chi glielo spiega a questi tuttologi del nulla?

Due. Sempre i tuttologi, di cui sopra, fanno un gran parlare di turismo, di percorsi del gusto, di specificità e naturalmente dell’importanza di fare sistema, poi che cosa dovrebbe andare a sistema o cosa significa sinergia non è ancora molto chiaro se qualsiasi proposta, questi fanno, ha il sapore dell’avventura solitaria.

necropoli di pantalica

L’ultima bordata riguarda l’assessore provinciale al Territorio, Salvo Mallia, accusato di attendismo pusillamine. A nulla sono valse le spiegazioni dell’assessore che, in più di un’occasione, ha precisato che

la Provincia Regionale di Ragusa, in qualità di coordinatore sovracomunale, ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico per permettere in fase attuativa di giungere ad una proposta, condivisa da tutti gli attori del territorio, di perimetrazione e zonazione che possa creare minori disagi possibili a tutte le categorie produttive, tenendo conto che il nostro territorio deve necessariamente orientarsi verso la logica dello sviluppo sostenibile

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Dopo Berlusconi è toccato pure a Benedetto XVI


attacco al Papa in San Pietro

 La Fabbrica dell’odio voluta da certa opposizione colpisce anche il Vescovo di Roma, Benedetto XVI.

Naturalmente i mistificatori parlano di un’altra psicolabile….

Ieri, 24 dicembre 2009, poco prima dell’inizio della Santa Messa una donna di 25 anni di origine svizzera, Susanna Maiolo, ha scavalcato la transenna per raggiungere il Papa, con questo balzo la Maiolo ha urtato il cardinale francese Roger Etchegaray, poi condotto in ospedale per accertamenti.

Joseph Ratzinger. Benedetto XVI

Nell’affare Copai indagato anche l’on. Minardo e la moglie Giuseppa Zocco


L’ultima puntata della vicenda del Copai (Consorzio di promozione e sviluppo del territorio ibleo) vede coninvolti, nelle indagini della Guardia di Finanza, anche l’onorevole modicano Riccardo Minardo, del Movimento per l’Autonomia, e sua moglia Giuseppa Zocco.

on. Riccardo Minardo

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EUROPA. LAUTSI VS ITALIA, UNA SENTENZA PROBLEMATICA


Una battaglia durata otto anni quella di Soila Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese, per far rimuovere il crocefisso dalle aule scolastiche frequentate dai suoi figli. Una battaglia conclusasi, per ora, con la sentenza, del 3 novembre scorso, della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha ravvisato “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni” medesimi.

Abbiamo intervistato la professoressa Diletta Tega, ricercatrice presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università degli studi di Milano Bicocca.

Quale autorità ha la Corte europea dei diritti dell’uomo per decretare una tale sentenza?

L’autorità della Corte proviene direttamente dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, un trattato internazionale redatto nel 1950 ed emanato nel 1953. Questa Convenzione non riguarda esclusivamente l’Unione europea, ma l’Europa come continente geografico, sono infatti 47 gli Stati che l’hanno ratificata. Tra gli assunti fondanti della Convenzione vi è quello di realizzare “una unione più stretta tra i suoi Membri firmatari, e che uno dei mezzi per conseguire tale fine è la salvaguardia e lo sviluppo dei Diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali; … queste libertà fondamentali costituiscono le basi stesse della giustizia e della pace nel mondo.

Quindi questa sentenza è ineccepibile?

Non è proprio così. In linea di principio non è né giusta né sbagliata. Una tale sentenza va sempre raccordata con il contesto giuridico di riferimento. Essa può essere considerata in un senso o nell’altro in base al dettato costituzionale, alla volontà espressa dai padri costituenti. Questo verdetto è estremamente critico e problematico, proprio perché lo Stato italiano non ha definito pienamente, da un punto di vista giuridico, il concetto di laicità. Per trovare una sua definizione dobbiamo rifarci alla sentenza della Corte costituzionale n° 203 del 1989, con la quale si stabilì la non obbligatorietà dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole. In questa sentenza si afferma che il principio della laicità implica la non indifferenza da parte dello Stato dinanzi alle religioni e la sua equidistanza da esse, al fine di salvaguardare la libertà di religione, in un regime di pluralismo confessionale e culturale. Quello che a me pare è che la Corte europea abbia paragonato, in questa sentenza l’Italia alla Francia, in un’equazione non immediata proprio perché il concetto di laicità francese non è assimilabile a quello italiano. Per la Francia laicità significa neutralità nei confronti della religione, lì lo spazio pubblico è depurato dalla religione, che diviene un fenomeno squisitamente privato. La Corte europea, a mio modo di vedere, non ha debitamente considerato che cosa significa laicità per lo Stato italiano, non dando il giusto peso alla nostra tradizione giuridica, alla nostra peculiarità costituzionale. Sarebbe interessante capire pienamente il perché questa volta la Corte europea abbia deciso in tal senso, riducendo al minimo il margine di apprezzamento statale ovvero quel confine estremamente mobile in base al quale La Corte decide, di volta in volta, quando un principio, espresso dalla Convenzione europea dei diritti, viene disatteso o violato da una misura statale. La mobilità di questo confine è determinata dalle circostanze e dagli eventi particolari che hanno spinto quella data nazione ad operare in quella certa maniera. Detto ciò non possiamo non ricordare che uno dei membri della Corte europea dei diritti dell’uomo è il giudice italiano Vladimiro Zagrebelsky, che è un insigne giurista, estremamente competente.

Quali sono gli articoli costituzionali italiani ai quali potrebbe essere ascritta questa sentenza?

Sono: l’art. 2 (riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali); l’art. 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali); l’art. 7 (Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani); l’art. 8 (Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge); l’art. 19 (Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume); l’art. 20 (Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative).

Cosa risponderebbe a chi asserisce che garantire determinate libertà all’altro è iniquo oltreché pericoloso in quanto gli stessi diritti non ci vengono riconosciuti in altre parti del mondo, come ad esempio nei Paesi islamici?

 Queste dichiarazioni non hanno alcun senso, poiché il nostro ordinamento ripudia il principio di reciprocità. Lo Stato italiano con l’art. 10 della Costituzione si conforma al diritto internazionale e garantisce allo straniero l’asilo qualora il suo Stato di origine non è in grado di assicurargli l’effettivo esercizio delle libertà democratiche.

Può farci una breve panoramica del come le nazioni europee affrontano questo fenomeno.

Brevemente non possiamo ignorare il caso francese, dove è vietato indossare simboli religiosi nelle scuole medie superiori, o il caso turco, dove il divieto è esteso sino all’università. Un altro caso molto interessante a mio modo di vedere è quello rappresentato dal land bavarese, tradizionalmente cattolico. Nel 1995, infatti, i giudici del tribunale bavarese sancirono la natura non culturale o civile del crocefisso, definendolo perciò un simbolo cattolico. Con questa sentenza il Tribunale decretò d’altra parte la necessità di trovare una soluzione pacifica ed amicale all’interno dell’istituto stesso, qualora fossero sorti contestazioni di natura religiosa o ideologica. Quindi non con un atto d’imperio.

TEATRO APERTO. Stagione di nuove drammaturgie


Ha inizio la stagione di teatro off a Vittoria.

Teatro Aperto, progetto dell’Associazione Santa Briganti, nasce come vetrina di alcune tra le più significative ed interessanti compagnie teatrali  della scena contemporanea italiana. La rassegna si pone come  complemento al cartellone di prosa del Teatro Comunale di Vittoria con l’intento di arricchire, diversificandola,   la proposta teatrale  e renderla così  più attenta al teatro del presente: nuovi testi, nuovi autori e nuovi linguaggi.
La stagione  si apre il 20 dicembre con il pluripremiato Nunzio della Compagnia Scimone-Sframeli, spettacolo che ormai da 15 anni calca le principali scene di tutta Europa.
L’8 gennaio sarà la volta della compagnia Ravennate  Teatro delle Albe che  porta in anteprima regionale l’ultimo gioiello della sua non-scuola: La Canzone degli F.P. e degli I.M. tratto dal capolavoro di Elsa Morante «il mondo salvato dai ragazzini».
Il 29  gennaio la Compagnia Pubblico Incanto  metterà in scena la  poesia e l’intimità di Mari, spettacolo insignito del Premio della Giuria Riccione Teatro 2005. 
A febbraio altra anteprima regionale con la straordinaria Giuliana Musso interprete di Nati in Casa, Premio Nazionale della Critica 2005, che affonda  nell’esperienza e nel vissuto  femminile. 
Ologrammi e manipolazione sonora sono la caratteristica di 84.06, spettacolo iper-tecnologico ispirato al libro cult 1984 di Geoge Orwell che la compagnia romana dei Santasangre mette in scena il 20 marzo.
La stagione chiuderà il 9 aprile con l’istrionico Andrea Cosentino nel suo emozionante, commovente ed esilarante  Asino Albino.
Grazie all’attiva collaborazione con l’ATS Spazio Zero abbiamo potuto inserire nel progetto un tassello dedicato alla formazione dei ragazzi di Vittoria: un laboratorio teatrale tenuto dalla Compagnia Quartiatri di Palermo.

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Parco degli Iblei. Lo spirito battagliero del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale


Nello Dipasquale, sindaco di Ragusa, ancora una volta mostra il suo lato peggiore, la sua vocazione al cemento.

grotte carsiche negli iblei

L’ultima uscita del sindaco è contro l’istituzione del Parco degli Iblei. Vero e proprio gioiello naturalistico sconosciuto ai più, che qualcuno, (dal sovrintendente Vera Greco in giù) vorrebbe tramutare in un parco. Secondo Dipasquale costituire un parco naturalistico significa ingessare un territorio, limitandone le potenzialità di crescita economica:

… comprometterebbe lo sviluppo del comparto agricolo e zootecnico, il settore della serricoltura e potrebbe mettere in discussione il futuro economico delle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali. Non bisogna dimenticare – continua ancora il sindaco Dipasquale – quale sia la vocazione del nostro territorio; a cosa serve infatti istituire il “Parco degli Iblei?

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