Protestare ad oltranza, il governo dà segni di cedimento


Dopo tanta disinformazione, dopo settimane di protesta ed accuse reciproche, il governo pare aver accusato il colpo. Il governo appare meno granitico di qualche giorno fa. Non sembra più così forte ed inattaccabile, forse a questo suo indebolimento ha contribuito pure il primo plateale fallimento di Berlusconi, quello dell’Alitalia.

Il giorno stesso dell’approvazione del decreto Gelmini, i rappresentanti del governo pareva facessero a gara nel dimostrare la loro indifferenza nei confronti della piazza, cioè di centinaia di migliaia di studenti, genitori e professori.

Questo è solo un primo passo, la settimana prossima presenteremo la riforma universitaria, la sinistra strumentalizza i ragazzi, chi protesta difende i baroni e lo spreco, chi occupa verrà denunciato, ma ancora bisogna infiltrare degli agitatori, insomma questo il tono delle dichiarazioni dei rappresentanti del popolo italiano, tutto sempre condito dal sorriso sarcastico e beffardo di Mariastella Gelmini, che a sua insaputa si è trovata catapultata in una situazione molto più grande di lei.

Oggi il primo segnale di cedimento. “Bisogna far calmare le acque”. Questo l’imperativo berlusconiano, “rinviamo la discussione sulla riforma universitaria”.

La Lega ed An hanno chiaramente invitato il governo ad una pausa di riflessione. Ieri Repubblica ha anticipato che Palazzo Chigi ha deciso di frenare sui tempi. Il portavoce del presidente del Consiglio Paolo Bonaiuti ha dichiarato però che “Berlusconi resta convinto che l’università ha bisogno di una profonda riforma. Ad essa sta lavorando il governo, primo tra tutti il ministro Gelmini”. Ma anche ieri fonti vicine al governo hanno confermato a Repubblica che ci sarà uno slittamento dei tempi.

Ora arriva il difficile, è in questo momento che le fila dei manifestanti debbono serrarsi come prima e più di prima. Se venisse meno oggi la coesione di questo movimento, Berlusconi e il suo governo avrebbero gioco facile. Le proteste non possono essere ignorate all’infinito, se il movimento non cede e non degenera la società civile ha l’effettivo potere di costringere il governo a sedersi ad un tavolo. Qui non c’entra né la demagogia di sinistra né una qualche ideologia, la contrapposizione è netta, è lo scontro tra due paradigmi sociali e culturali, due visioni antitetiche di riforma della società, l’una esaltata e difesa anche da chi un tempo fu detto venerabile, oggi un vecchio decrepito in cerca di popolarità, l’altra di tutt’altra natura.

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Un pensiero su &Idquo;Protestare ad oltranza, il governo dà segni di cedimento

  1. Università e non solo.

    Non dimentichiamoci della scuola primaria … l’accenno al dialogo (che parolona) è sicuramente una mossa per prendere gli studenti per sfinimento e farci dimenticare lo scempio della scuola primaria che, purtroppo è già legge!
    Le voci degli universitari sono ovviamente più potenti di quelle sussurrate dei genitori preoccupati per il futuro dei loro figli che adesso devono resistere.
    Bisogna coordinare le proteste e non cedere!

    http://vivalascuolainfo.blogspot.com/

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