la Gelmini, un avvocato prestato alla politica


La ministra Mariastella Gelmini non capisce. Non si riesce a capacitare del perché il mondo della scuola, ovvero studenti, insegnanti, sindacati e genitori, protestano contro il suo piano di riordino. La Gelmini che da un lato accusa la sinistra di fare disinformazione dall’altro si dice incredula che pure le Università sono in agitazione visto che la sua riforma non tocca minimamente gli atenei.

Peccato che la Gelmini non capisca, peccato che tenga in così poco conto l’opinione di chi realmente fa istruzione, di chi rappresenta e vive nella scuola.

”Chi parla degli 87mila tagli dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono 1,3 mln e se il governo non intervenisse contenendo la spesa si passerebbe ad 1,4 milioni. Chi protesta ci dica dove trovare i soldi per occupare altre centomila persone nella scuola. Purtroppo non e’ possibile”

Se la sinistra mente sulla riforma perché la Gelmini non mostra a tutti ed in modo incontrovertibile gli obiettivi della riforma. Il Pd dice che saranno 87.000 gli esuberi nella scuola, che 4000 istituti verranno chiusi o ancora che i tagli ammontano a 8 miliardi di euro, è falso? Allora, la ministra ha l’obbligo di smentire e non a parole la denuncia dell’opposizione. Smentire con un semplice NO, non vuol dire nulla, lei deve confutare le accuse mosse alla sua riforma. Ci sarà una pagina o un capitolo del programma di riforma dove si possono andare a reperire queste informazioni? Bene se esistono, che la renda pubbliche e che sbugiardi una volta per tutte queste infami calunnie, altrimenti taccia questo avvocato prestato al Ministero dell’Istruzione.

Mi spiace che la Gelmini non capisca perché tutto il mondo della scuola è in subbuglio, forse, credeva in una sostanziale deficenza intellettiva dei soggetti coinvolti, ed invece, questi sono più che lungimiranti. Infatti, se la ministra, semplice burattino nelle mani di Tremonti, per far cassa riforma la scuola elementare, tra parentesi l’unico punto d’eccellenza della nostra istruzione, perché non si può pensare che “riformerà” la scuola media inferiore e superiore nonché l’università? Ciò che dovrebbero spiegare a questo avvocato è che la scuola ha bisogno di finanziamenti, di strutture ed infrastrutture, il livello qualitativo dell’istruzione lo si fa preparando al meglio i professori e per far ciò occorrono soldi e non tagli. 

La ministra ormai si è abituata a bollare le critiche come attaccamento conservativo ad un certo tipo di scuola, diametralmente opposto alla sua visione modernista. Se per questo avvocato la modernità è rappresentata dal maestro unico, dal cinque in condotta, dal grembiulino e dal preside sempre più manager, beh si può tranquillamente dire che questa donna di trentacinque anni ha le idee molto confuse.

1) reintroduce il grembiulino per ristabilere una parvenza egualitaria tra gli alunni. Il ridicolo lo abbiamo già sorpassato da tempo. Qualcuno ricordi alla ministra che i bambini non sono idioti e che le differenze sociali non si possono nascondere, ci saranno sempre scarpe da ginnastica, quaderni, diari e zaini che daranno trasparenza all’ordine precostituito. Il burka se lo metta lei.

2) Vuole combattere il bullismo con il cinque in condotta? Spero sinceramente che non creda in ciò che dice, altrimenti ci troveremmo davanti ad un involucro vuoto con una parrucca bionda. Il bullismo altro non è che una delle tante manifestazioni violente e degeneri della nostra amata società. Basti pensare al piattume, quando va bene, dei nostri parlamentari o ai vergognosi palinsesti televisivi (reality e fiction in testa) o alla violenza che quotidianamente la gente perbene è costretta a subire nella propria quotidianità.

3) Una volta, neanche tanto tempo fa, si esaltava l’importanza del doversi confrontare con più individui. Il beneficio che un bambino, in quella particolare età, può trarre dal doversi rapportare con più maestri non è paragonabile ai vantaggi derivati da un rapporto esclusivo con un singolo adulto. Più maestri significa differnti linguaggi da capire ed apprendere, differenti metodi educativi ai quali rapportarsi, differenti caratteri ai quali adeguarsi.

Infine, se la Gelmini vuol fare qualcosa di serio si impegni a cercar fondi, magari sottraendoli alle scuole private, escogiti un sistema per collegare il mondo dell’istruzione al mondo del lavoro, con stage, tirocinii, collaborazioni e finaziamenti privati. Si adopri una volta per tutte per insegnare alle nuove generazioni l’amore per le scienze cosiddette esatte, per le lingue straniere e l’informatica.   

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