Il veto del Pd a Gaetano Pecorella


Il Pd non cede al ricatto berlusconiano e mette un sacrosanto veto alla candidatura di Gaetano Pecorella come membro della Corte Costituzionale, il braccio di ferro continua.

Che berlusconi proponesse un personaggio ambiguo per un incarico così prestigioso ed importante per la vita della Repubblica italiana non è poi così strano, ciò che invece mi ha piacevolmente sorpreso è il fatto che Walter Veltroni si sia destato, spero per sempre, da quel suo torpore dialogico-riformista-democratico che lo voleva alleato di una delle personalità più discusse degli ultimi anni. Se tanto ama Barack Obama, che prenda esempio da lui e dal come si costruiscono le campagne elettorali negli States, dove si cerca di mettere a nudo le debolezze dell’avversario.

Naturalmente Pecorella è onorevole del Pdl, naturalmente è uno degli avvocati del premier, fu un difensore del pm Antonio Di Pietro ai tempi del pool di mani pulite, sino a quando Berlusconi lo chiamò alla sua corte. Pecorella oltre tutto è stato avvocato difensore di Delfo Zorzi, estremista di destra imputato nel processo di Milano per la strage di Piazza Fontana (8 morti e 100 feriti). Fu suo avvocato sino a quando egli stesso non divenne imputato nel medesimo processo, strano ma vero, Pecorella è accusato di aver favorito il suo assistito, avrebbe aiutato «a eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria.

Chi meglio di lui potrebbe andare a ricoprire il posto vacante alla Corte Costituzionale? Uno che di esperienza ne ha fatta tanta, in Parlamento e nei tribunali, una persona così puntigliosa che non solo fa le leggi, è considerato la mente giuridica di Forza Italia, ma si fa cavia lui medesimo per studiare dall’interno il nostro sistema giudiziario, analizzandolo sia dal punto di vista dell’avvocato che dell’imputato, un uomo completo. Chissà se vuol pure studiare il nostro sistema carcerario? Se ciò accadesse ci troveremmo dinnanzi ad un ricercatore purissimo.

Pecorella, va appena ricordato, è stato pure uno dei più grandi riformatori del diritto italiano, peccato poi che le sue riforme siano state giudicate incostituzionali. Con il suo disegno di legge l’Avvocato voleva modificare la ratio che sottende i nostri tre gradi di giudizio, ovvero se un imputato fosse stato scagionato in primo grado il pm non poteva ricorre in secondo grado, rimaneva solo la Corte Costituzionale per vizi di forma. Cosa ben diversa accadeva se l’imputato fosse stato condannato in primo grado, in questo caso l’iter giudiziario rimaneva invariato. Certamente tutto ciò non sarebbe accaduto se tra i membri della Corte ci fosse stato l’avvocato Pecorella.

 

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Un pensiero su &Idquo;Il veto del Pd a Gaetano Pecorella

  1. Tra memoria negata, memoria ripudiata e memoria corta, lo schieramento destro della politica italiana ormai non conosce rivali. Chissà, però, se tra le decine di voti che ieri mattina – nel segreto dell’urna per l’elezione del giudice della Corte Costituzionale – sono mancati a Pecorella ci fossero anche le schede di alcuni ‘ex missini’…

    http://www.spigoli.info/archives/206

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