Italia sempre più razzista, anche la riforma fa la sua parte


In Italia non c’è un pericolo razzismo, ma il razzismo è una realtà. Una realtà che significa un costume mentale che si nutre di ignoranza e di propaganda. La causa prima di questa piaga ignominosa, che sino a poco tempo fa sembrava lontana anni luce dalla nostra cultura, è da attribuire senza alcuna remora alla prtopaganda becera e meschina della Lega Nord e di chi le fa il verso.

sicurezza stradale

sicurezza stradale

E’ di oggi la notizia, riportata da Repubblica Milano, di un fatto sconcertante accaduto a Brinzino nel Varesotto, nel ricco e civile Varesotto. Dei ragazzi, piccoli, avevano costruito per il progetto sicurezza stradale delle sagome rappresentanti dei bimbi, alcuni bianchi altri neri, sagome che sono state poste ai margini di una strada, forse perché questa strada è stata ed è teatro di numerosi incidenti. Bene, nella notte un gruppo di nazzisti, fascisti e/o leghisti, hanno ridipinto con dello spray bianco le sagome rappresentanti dei ragazzini di colore.

Qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità prima che la situazione decada irrimediabilmente.

Ieri, invece, il Parlamento nella sua magnanimità ha approvato una mozione alla riforma Gelmini, naturalmente proposta dalla Lega Nord, una mozione che in sintesi stabilisce la creazione di classi per soli immigrati. Questa novità naturalmente è mossa da un “nobile intento”, si vuol creare un percorso parallelo per i figli degli immigrati, per agevolare la loro comprensione della lingua italiana, visto che la loro lingua madre è un’altra.

Un tempo si credeva e si voleva dare a tutti la stessa istruzione e se per caso in una classe c’era uno o più alunni che per varie ragioni rimanevano indietro, gli insegnanti facevano tutto ciò che era nelle loro possibilità per mettere in pari questi ragazzi. Oggi no. Oggi, invece, si abbandona aprioristicamente questa sfida, si cambia cioè il ruolo stesso dell’insegnate. Oggi al figlio dell’immigrato domani, chissà, al figlio dell’operaio o del disoccupato, che tranne per poche eccezioni sarà sempre svantaggiato nei confronti dei figli di avvocati, ingegneri, medici e così via.   

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