Illazioni squadriste su Maroni e il governo Berlusconi


Finalmente ci siamo. Dopo tanti accorati avvertimeti governativi ariivano le dichiarazioni del ministro degli interni, che fa sapere al movimento anti-gelmini che la pazienza ha un limite:

Chi occupa abusivamente, impedendo ad altri di studiare sarà denunciato

La protesta è fisiologica, ma sino ad un certo punto, insomma papà Maroni ha permesso, ai suoi bambini, di giocare un po’, di sollazzarsi con canti e slogan per le vie delle città italiane, ma questa ricreazione non può continuare per sempre, anche perché il leghista papà Maroni non sa più come tenere a bada Berlusconi, che vede in questa protesta una seria minaccia all’immagine del governo.

Già il 22 ottobre scorso il Cavaliere, come nella migliore delle tradizioni populistiche sudamericane, voleva sgomberare con la forza i plessi occupati, un po’ stile Diaz ai tempi del G8.

Non permetteremo che vengano occupate scuole e università». Silvio Berlusconi usa parole dure durante la conferenza stampa congiunta a Palazzo Chigi, al suo fianco il ministro Gelmini. «È una violenza, convoco Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell’ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule (22 ottobre)

tranne poi smentire il giorno successivo:

Non ho mai detto né pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà (23 ottobre)

In ogni caso i tempi ormai sono maturi. Non si inizia dalle scuole, ma se per caso gli scontri dovessero avvenire al di fuori delle istituzioni e non tra polizia e manifestanti, il governo non ha di che lamentarsi, anzi. Certo è che quell’unico neo, gli scontri a piazza Navona, appaiono del tutto singolari per una serie di coincidenze .

Nessuno ha intenzione di dar la colpa alla polizia o al ministero degli interni, forse il cordone di sicurezza, pare essere questa la spiegazione più plausibile, è rimasto accecato o abbagliato da quel sole che riflessosi sulle vetrate degli appartamenti in piazza Navona ha, per un gioco bislacco di rifrazioni sinistre, offeso per qualche minuto l’acuta vista di carabinieri e polizia. Un fatto secondario mi direte, si, se non fosse che proprio in quel momento dei giovinastri, dicono appartenenti a Casa Pound (storico locale romano occupato da fascisti), si siano introdotti con un camioncino pieno di mazze tra le fila serrate degli agenti in assetto antisommossa. Pochi istanti, ma fatali.

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la vergogna di esser governati da Berlusconi e dai suoi epigoni, il decreto Gelmini diventa legge


Il Senato approva in via definitiva il decreto Gelmini. Le manifestazoioni non sono servite a nulla, la ragion di stato ha prevalso sulle rivendicazioni degli studenti, degli insegnanti, dei genitori e di tutta l’opposizione, Udc compresa.

Forti dell’opera di disinformazione messa in atto dalla maggioranza e dai media, più o meno direttamente ad essa collegati, i senatori del centro destra hanno approvato, senza alcuna modifica, il decreto tremontiano sull’istruzione, certi del sicuro, ma distratto consenso di una larga parte della società civile.

Uno dei risultati dell’opera di disinformazione è stato, senza ombra di dubbio, quello di aver fatto credere ai cittadini, che tutta questa vicenda, non li riguardava direttamente. In fondo tutta la contestazione al cosiddetto decreto Gelmini va ascritta all’interno delle logiche di resistenza dei sindacati, della sinistra e di quegli insegnati che difendono i privilegi acquisiti, proprio quei privilegi che hanno determinato lo stato attuale del sistema scolastico/universitario italiano.

Questi sono gli argomenti che la maggioranza porta a difesa del proprio operato. Il maestro unico, il tempo pieno, i tagli agli stipendi e al personale sono, sempe secondo la maggioranza, delle falsità costruite ad hoc dalle sinistre, dai conservatori italiani, che non vogliono nessuna riforma ed anzi difendono un sistema clientelare, che prosciuga le finanze pubbliche, una realtà che non può non ricade pesantemente sulla qualità dell’offerta formativa della nostra classe docente.

Nulla di strano, in qualsiasi Nazione ci sono state, ci sono e ci saranno delle forze che si oppongono a ogni tipo di riforma dello status quo. Nulla di strano, se non fosse che a smentire la maggioranza di governo sono proprio i due decreti contestati, prodotti e firmati dal governo italiano. Questo teatrino della maggioranza è stato uno spettacolo indecoroso offerto in pasto al popolo italiano e ai media di mezzo mondo.

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La guerra delle cifre? un errore macroscopico quello del Pdl, non potevano essere 200.000 i manifestanti


Ieri si è svolta una bellissima marcia di protesta contro il governo Berlusconi. Una festa che ha superato di gran lunga le aspettative, una manifestazione di forza che non può essere sottovalutata, o meglio qualsiasi governo non la sottovaluterebbe, tranne questo, maestro indiscusso della mistificazione, della menzogna e, come direbbe qualcuno, del capovolgimento della realtà.

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la Gelmini & Berlusconi. Il nuovo significato del significante "dialogo".


Grazie a Berlusconi ed al suo governo abbiamo imparato in quindici anni a reinventare il significato di tante parole, abbiamo scoperto la bellezza, il fascino, della mistificazione, della ritrattazione, ci siamo lasciati, e a buon diritto, sedurre dalla reinterpretazione di concetti che oramai credevamo assodati, come democrazia, divisione dei poteri e la loro relativa indipendenza, nonché alcuni pilastri della storiografia come fascismo, confino, libertà e liberismo.

L’ultima lezione, ma solo in ordine di tempo, è quella che riguarda il significato di dialogo. Un termine che avevamo imparato a conoscere collegandolo all’insegnamento socratico, ma si sa i tempi cambiano, le cose mutano ed il pensiero non può e non rimane ancorato a vecchi paradigmi. Il dialogo è un concetto, una dimensione, un orizzonte in fieri.

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Fede un leccapiedi che si crede un giornalista


A Saviano non bastava essere perseguitato dalla camorra, non gli bastavano neanche le frecciate di un razzista quale è Roberto Maroni, gli mancava pure la predica di un leccapiedi che da troppi anni si spaccia per giornalista:

Fede va radiato dall’albo.

6mln di euro per festeggiare la "vittoria" nella Prima Guerra Mondiale


Celebrare una gloriosa vittoria, quella nella Grande Guerra. E’ questo l’imperativo del ministro della difesa Ignazio La Russa. Una maestosa manifestazione per ricordare una carneficina, che solo in Italia causò circa 700.000 vittime, sono 15 milioni, invece, i caduti del conflitto.

Una festa per ricordare l’evento che diede i natali a quei movimenti insurrezionalisti (arditi, dannunziani e combattentisti d’ogni sorta) che poi confluirono naturalmente nel fascismo. Una festa in grande stile per ricordare una vittoria a metà, l’ennesima pagina della storia italiana di incompetenza, basti pensare al gen. Cadorna e al cadornismo, o a quel capolavoro diplomatico che sino all’ingresso dell’Italia in guerra (1915) ci voleva alleati della Triplice Alleanza, tranne poi ignorare i vari accordi siglati dal nostro re per entrare nella Triplice Intesa, dando il là a quella consuetudine tanto peculiare dei governi italici di saltare sul carro del vincitore.

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