I giornalisti europei bocciano ancora una volta la praxis italica. Le intercettazioni sono uno strumento della democrazia


A volte vengono dei dubbi. A volte quando ti viene ripetuta continuamente una certa cosa può succedere che inizi a credere alla veridicità di quella cosa, anche quando il tuo pensiero inizialmente non la reputava tale.

Questa dinamica è talmente vera tanto quanto è banale e come si sa più una cosa è vera più è semplice, più è distante dagli inutili arzigogolamenti intellettualistici più è reale. Ma visto che nessuno di noi è onniscente e soprattutto visto che ci sono situazioni, realtà, dimensioni a noi lontane il dubbio si fa ancor più forte quando a criticare la nostra posizione è una persona che vive, lavora e sta a contatto quella situazione, realtà e dimensione a noi avulsa. Di cosa sto parlando? Ma naturalmente delle intercettazioni.

Qualche dobbio mi era venuto, ma quando è la Federazione europea dei giornalisti a criticare la politica dell’attuale governo, beh qualsiasi dubbio si scioglie come neve al sole.

riporto di seguito il resoconto della Federazione nazionale della stampa italiana sull’incontro tenuto ieri a Berlino dalla Federazione europea della stampa:

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