La propaganda della Lega vs l'Europa? La "questione rom" al Parlamento Europeo


La questione sicurezza o questione rom o ancora Pacchetto Maroni sbarca oggi in Europa. Mentre in Italia si discute sulla possibilità e funzionalità di trasformare in reato l’immigrazione clandestina, al Parlamento europeo di Strasburgo si discuterà di rom, clandestinità, prevenzione e soluzioni attuabili.

Nel frattempo occorre registrare un’altra critica alla faciloneria italiana, arriva oggi dai vescovi, che ogni tanto qualcosa di giusto la dicono:

“L’errore maggiore sarebbe buttarla, per l’ennesima volta, in politica – dice in una nota la Sir, l’agenzia che fa capo alla Cei – perché, altrimenti, “una questione vera, per l’Italia come per molti Paesi europei” rischia “di diventare un affare ideologico, l’alibi per schiamazzi e contrapposizioni, per eludere, anzichè risolvere i problemi”

Anche il commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Tohmas Hammaberg, ha dichiarato, davanti alla commissione dell’Europarlamento, che

“non tutti in Italia fanno la distinzione fra chi delinque e la stragrande maggioranza dei rom”.

Ma ancora, il capo gruppo dei liberaldemocratici Graham Watson ha ribadito che in Italia si è raggiunto, verso le comunità di immigrati:

“Un livello di violenza inusuale, dovuto anche alla natura della recente campagna elettorale che ha portato avanti una cultura dell’impunità, per coloro che attaccano gli extracomunitari”.

Ancora più esplicita è stata Viktoria Mohacsi, è rom di origine ungherese e dal 2004 è eurodeputato dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (Eldr), che dopo aver visitato due campi rom della Capitale ha dichiarato:

“Attenzione, c’è un bruttissimo clima (in Italia).  Ricordiamoci cosa è successo negli anni trenta in Europa. La mia relazione al Parlamento europeo su quello che ho visto in Italia racconterà di questo clima. E sarà molto dura… Ho visto più di mille persone che vivono in condizioni orribili. Soprattutto nel secondo campo (Casilino 900 ndr) non sono garantite le minime condizioni di igiene e di sicurezza. Non c’è acqua, non c’è corrente elettrica, le persone vivono in baracche fatiscenti, umide, sporche, tutto è assolutamente precario. Sono negati i diritti umani e civili basilari come l’assistenza sanitaria e l’accesso alle scuole. Non esiste nulla di simile negli altri paesi europei”.

Senza voler parlare di Spagna dovrebbe apparire chiaro a tutti che le critiche, più o meno diplomatiche, alle dichiarazioni dei nostri ministri sulla “questione sicurezza”, sono piovute e continuano a piovere un po’ da tutte le parti e forse, proprio in questo momento, i politici della Lega stanno già pensando il modo più appropriato per comunicare alla propria base elettorale un certo cambiamento di rotta, che ormai si è reso inevitabile, diciamo l’adozione di una politica più morbida, lontana dalla propaganda allarmistica e faziosa del periodo elettorale. Mentre ciò accade nelle stanze del potere o nelle Segreterie dei partiti di governo (AN e Lega Nord), i nostri ministri di Difesa ed Interno continuano a rilascare dichiarazioni che a volte sfiorano il ridicolo, come quella del ministro La Russa a 1/2 Ora (programma di approfondimento, in onda la domenica su Rai 3 e condotto da Lucia Annunziata). Infatti, a domanda diretta della giornalista su una possibile soluzione alla questione rom, il ministro ha risposto descrivendo la sua idea di campo rom, uno spazio coincidente con il nostro concetto di nucleo familiare. Quindi un campo rom, una famiglia rom. Il calcolo è presto fatto, a Roma si ipotizzano ci siano circa 7.000 persone tra rom e sinti (quelli che malamente vengono chiamati zingari), poniamo che una famiglia media rom sia composta da sei membri, avremmo circa 1167 nuclei familiari, che secondo il ministro La Russa dovrebbero tramutarsi in altrettanti campi rom. Ma lasciamo la fanta politica ai nostri uomini di potere e veniamo ai fatti.

Il ministro Maroni continua a ripetere di voler trasformare l’immigrato clandestino, in quanto tale, in reo. A parte il fatto che il nostro ministro ha tutta la  mia comprensione, ovvero non vorrei trovarmi nei suoi panni e dover spiegare, a quel tipo di base elettorale, fomentata a dovere nell’ultimo anno, con un picco d’isteria collettiva nei mesi della campagna elettorale, che gli odiati stranieri non possono essere cancellati con un colpo di spugna, come si era promesso. Bisognerebbe spiegare agli italiani cosa comporterebbe la realizzazione della volontà del ministro Maroni. Iniziamo col dire che gli immigrati non possono essere impacchettati e rispediti al mittente, specie se questi fanno parte della Comunità europea, ma cosa ancor più difficile da spiegare agli elettori (della Lega) è che difficilmente lo straniero diverrà reo in quanto clandestino, perché sorgerebbero due problemi di difficile soluzione: 1) mancano le carceri (già sovraffollate), si possono costruire è vero, ma certamente non nell’arco di una settimana 2) questa montagna di reati, che si riverserebbe sulle procure di mezza Italia, non solo aggraverebbe il già lentissimo lavoro di queste, ma congelerebbe, anche a causa di un vuoto legislativo, chissà per quanto tempo, la permanenza sul suolo patrio dello straniero, a spese di Roma ladrona, cioè dello Stato. I nodi prima o poi vengono sempre al pettine.

Oggi su questo tema il ministro ombra Piero Fassino ha detto:

“Se rendi il reato penale non puoi espellere il clandestino fino a quando non è stato fatto un processo, quindi intanto te lo devi tenere, lo devi mettere in carcere, aspettare che si faccia il processo. In questo modo l’espulsione immediata non la puoi fare, i tempi del processo possono essere anche non immediati”

ma meglio ancora il ministro Giorgia Meloni, che proprio di sinistra non è, in una intervista di oggi a El Pais ha dichiarato:

“Espelleremo tutti gli stranieri delinquenti”. ma continua dicendo “far diventare l’immigrazione illegale un reato non serve”. 

La cosa triste, a parer mio, è che ancora nessuno (giornali, politici e TV) si è permesso di parlare dei dati reali della criminalità in Italia, fomentando semplicemente la paura del diverso, focalizzando, in altri termini detto, le nostra preoccupazioni di cittadini (mi riferisco al caro vita, ai salari o stipendi bassi, al precariato e quant’altro) su qualcos’altro, un nemico comune. Questa si chiama distrazione. Avete sentito più parlare del pericolo di attentati di Al Qaeda in Italia? E’ stato sconfitto il terrorismo islamista? No, eppure non se ne parla più, quando fino a pochi mesi fa l’allarmismo dei media era quasi quotidiano, oggi il pericolo sono gli “zingari” e giustamente la gente esplode scaricando le proprie angosce (causate anche dall’incapacità dei politici) su queste persone. Vi siete chiesti perché proprio a Ponticelli (Na) la rivolta contro i rom è stata così cruenta? No, se pensate di giustificare quel tipo di reazione con il presunto rapimento del bambino vi sbagliate, perché la stessa cosa è capitata, quasi contemporaneamente, a Palermo (notizia smentita, ma che non ha avuto fortuna nei Tg della sera), dove non si sono registrate reazioni così esasperate da parte della popolazione.  In Campania la gente ha ben altri motivi per lamentarsi, a tutti noi noti. (Non riporto qui i dati sulla criminalità in Italia e vi rimando ad un mio post di qualche giorno fa).

Comunque stiamo a vedere cosa succede oggi in Europa… 

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