Chi ben comincia è a metà dell’opera. Berlusconi i leghisti, Alleanza Nazionale e Alfano.


manifesto elettorale Lega Nord

Il Governo è nato. La squadra dei ministri è stata fatta, tra gioia ed insoddisfazioni, Berlusconi ha disegnato il Consiglio dei Ministri, ora si aspetta solo l’incarico del Presidente della Repubblica Napolitano.

Eccenzion fatta per Franco Frattini (esteri), Gianni Letta (sottosegretario) ed, alcuni dicono pure, Giulio Tremonti (economia) questo è un Governo di bassissimo profilo. Oltre alla bravissima e preparatissima Giorgia Meloni (alle politiche giovanili) una sorpresa positiva potrà essere incarnata da Luca Zaia (politiche agricole). Un governo comunque dove, a parte i sopra citati, non ci sono né tecnici, né professionisti delle istituzioni né politici di lungo corso, coloro cioè che possono vantare una professionalità costruita negli anni.

Quello che appare subito evidente invece è il ridimensionamento di Alleanza Nazionale, messa a tacere per l’ennesima volta dal Presidente del Consiglio, questa volta con quattro ministeri, di cui uno senza portafoglio, la sindacatura di Roma e la presidenza della Camera dei Depuatati. Un ridimensionamento in favore dell’ago della bilancia che ha determinato le scorse politiche, la Lega Nord.

Altro dato non proprio confortante è la fioritura di 21 ministeri in aperto conflitto con la legge Bassanini, approvata nella scorsa legislatura, che ne imponeva un massimo di 12, ma già Berlusconi ha assicurato che in nome della Semplificazione il nuovo governo la cancellerà, altrimenti come farebbe a mantenere in piedi quella che potrebbe tranquillamente diventare un’accolita di rancorosi ?

Prima postilla. Il chiaccheratissimo ciucco, dalle guanciotte sempre rossicce, ce l’ha fatta. Roberto Calderoli aveva ragione, ha ottenuto quello che voleva: un dicastero. Un ministero a sorpresa, come lui stesso aveva preannunciato e per fortuna che non siamo sotto Natale se no chissà quali sorprese il popolo italiano avrebbe trovato sotto l’albero. Il Ministero della semplificazione, si chiama così il suo dicastero, che cosa potrà fare, con quali competenze e con quali strumenti ancora però non è dato saperlo.

“Canta” vittoria Calderoli, sotto l’ala protettrice del “Senatur” che gli fa da un po’ di tempo da mamma. Umberto Bossi, infatti, ha rassicurato Berlusconi:

“Sarà ministro quando mi sposterò dalle riforme. Prima lo instrado, come l’altra volta”.

Umberto Bossi che instrada…. Forconi, carrarmati e magliettine sono già pronte per impreziosire le due ali del Parlamento, a suon di bicchierini di grappa e di invettive dal vago sapore xenofobo. Tutto sempre sotto l’egida della Costituzione e del Capo dello Stato.

Seconda postilla. Angelino Alfano è riuscito ad occupare lo scranno più alto di Palazzo Grazioli. L’uomo giusto al posto giusto? No. Infatti la scelta su Alfano è stata determinata dalle varie defezioni, nessuno voleva ricoprire quel posto, anche perché chi ha rifiutato ha ben presente cosa vorrà dire amministrare quel dicastero, sul quale vigilerà costantemente la lunga mano del Presidente del Consiglio, che di certo non permetterà alcuna ingerenza, foss’anche quella del ministro. Ed ecco la nomina di Angelino Alfano, un uomo del sud (Agrigento), e così i meridionali son contenti, ma principalmente un uomo docile e facilmente manovrabile.

ministro di grazia e giustizia

Chi è Alfano? Chi è il prossimo ministro di Grazia e Giustizia? Ho trovato su radio radicale una gran bella intervista al siciliano doc sulla questione Cuffaro, ma anche sul problema dei rifiuti a Napoli. Dimentico forse di una sentenza di primo grado che ha stabilito che l’ormai ex presidente della Regione Sicilia, ma neo senatore, ha favorito singoli mafiosi passando loro notizie riservate, avute da “talpe” che si annidavano nel palazzo di giustizia di Palermo. Forse dimentico del fatto che Cuffaro è stato condannato a 5 anni e interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici, Alfano gli ha reso onore per questa sua scelta di abbandonare la presidenza dell’ARS:

“lo ha fatto per l’esclusivo e nell’esclusivo interesse del popolo siciliano per una ragione umana oltreché politica, a quest’uomo bisogna rendere atto di correttezza istituzionale e di lealtà nei confronti delle istituzioni regionali”.

Ma non contento attacca pure il presidente di Confindustria. Montezemolo aveva fatto notare come in Sicilia si vive una strana contraddizione, ovvero mentre da un lato gli imprenditori, grazie al loro presidente Ivan Lobello, rischiano la vita ribellandosi alla piagha del pizzo, il presidente della Regione viene condannato per favoreggiamento mafioso. Alfano stizzito risponde in questi toni:

“noi non abbiamo nulla da rispondere perché lo ha fatto Cuffaro dimettendosi. Noi invece vogliamo che inizi la battaglia di Montezemolo contro Bassolino che ha inondato la Campania ed il resto del mondo di puzza”.

Qualcuno dovrebbe dire al futuro ministro della Giustizia, uno, che la puzza è l’ultimo dei problemi, due, che nonostante Bassolino abbia le sue colpe e nessuno vuole fare sconti ad una amministrazione incapace e codarda, il problema dei rifiuti riguarda l’intera nazione perché è un problema di camorra, una criminalità organizzata che ha appestato il territorio campano, e non solo, di rifiuti speciali provenienti dal ricco Nord Italia.

Un’altra chicchetta su Angelino Alfano e proprio lui a regalarcela in una intervista del 2004 al Giornale di Sicilia. L’argomento riguradava l’utilità o meno del costruire un aeroporto ad Agrigento. In Sicilia sono due le strutture aeroportuali degne di nota, “Fontanarossa” a Catania e “Falcone Borsellino” a Palermo. Nell’intervista intitolata “Forza Italia polemica con l’Enac: l’aeroporto di Agrigento serve“, il nostro Angelino Alfano non vuol sentire ragioni e perora la scelta (di Cuffaro) di voler costruire l’aeroporto nella città che gli ha dato i natali. In questa breve intervista Alfano da prova della sua solidità politica nonché della perfetta conoscenza delle problematiche siciliane e dello stato delle cose in Sicilia.

Ad Alfano non interessa minimamente se il potenziale bacino d’utenza di questo aeroporto sarebbe alquanto ridotto, lui fa appello a ben due studi di fattibilità che accertano l’esigenza di una tale struttura, non importa poi che questi studi sono firmati dall’Azienda Aeroporto Valle dei Templi, società che dovrà costruire l’aeroporto medesimo (con un notevole conflitto d’interessi) e dall’Assessorato regionale ai trasporti (che è in mano a uomini di Cuffaro, che l’aeroporto lo vuole), né, cosa molto più importante, che nella vicina (circa 120 Km) città di Comiso (RG) sta nascendo dall’ex base Nato un aeroporto civile. Un aeroporto, il terzo, che “rosicchierebbe” parte del, già esiguo, bacino d’utenza dell’agrigentino.

Alfano, inoltre, rimane quasi stupito quando il giornalista gli ricorda l’importanza della rete di strade, autostrade e linee ferrate affinché l’aeroporto non risulti una cattedrale nel deserto, bene il nostro lungimirante politico risponde così:

“non credo si possa utilizzare come argomento il fatto che prima bisogna realizzare le strade altrimenti non si fa nell’uno nell’altra… Non dimentichiamo che esiste la progettazione (da tempi immemori) per il raddoppio della Agrigento-Caltanissetta, mentre si sta già immaginado il potenziamento della Palermo-Sciacca”.

La connessione logica del “non costruisco l’aeroporto quindi non costruisco le strade” è tutta da dimostrare. Questa è la ratio, però, che ha sotteso il progetto del Ponte sullo stretto di Messina. Molto più difficile da smentire, invece, è il fatto che la realizzazione di quella struttura implicherebbe l’immediato potenziamento della struttura viaria dell’agrigentino, visto i tempi biblici che caratterizzano la costruzione di tali opere in Sicilia. Si sfiora poi il ridicolo quando il neo ministro parla di: “esiste la progettazione per il raddoppio della Agrigento-Caltanissetta” (circa 20 anni) e del “si sta già immaginado il potenziamento della Palermo-Sciacca”. In fondo lo si sa, in Sicilia arrivano fiumi di denaro di modo che la classe politica possa immaginare, pensare, progettare, fantasticare a proprio piacimento.

Terza postilla. Quella gran fica della Carfagna è ministro per le pari opportunità e per questo il popolo italiano ringrazia. Quali competenze abbia non è ancora chiaro a parte le sue posizioni preconcette e l’indottrinamento, marcato Monsignor Fisichella, sui Dico, la famiglia, la libertà individuale e la libertà collettiva. Per il neo ministro la regolarizzazione delle coppie di fatto è un atto contro legge (quale è questa legge, è poi da stabilire) nonché un’azione rivolta a cancellare la famiglia come istituzione. Non chiedetele però in che modo ciò avvenga, perché vi ripeterà la precedente affermazione, magari infarcendola con una espressione del tipo: “i gay sono incostituzionalmente sterili”… e gli etero, chiederete voi? Rinomati partorienti di legge costituzionali.

Boh!

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6 Pensieri su &Idquo;Chi ben comincia è a metà dell’opera. Berlusconi i leghisti, Alleanza Nazionale e Alfano.

  1. Pingback: Le intercettazioni e le falsità ad hoc costruite dal Governo Berlusconi « politico

  2. Ciao Pietro, avere in Parlamento un soggetto politico che fa del razzismo e della propaganda populistica un suo tratto distintivo non può che rattristarmi.

    Non dimenticherò mai la politica a cui diedero vita questi signori circa 15 anni fa, quando il loro nemico, e non il loro avversario, erano i meridionali e il Meridione tutto, oggi, invece, tutto il loro astio e tutta la loro ignoranza è rivolta verso l’immigrato, che magari lavora nelle loro fabbrichette.
    Venedo al senso della Prima Postilla, mi pare abbastanza chiaro che la creazione di ministeri fantoccio, come quello alla Semplificazione, sia il mero frutto di un ricatto perpretato ai danni dell’attuale premier.

    L’inutilità di un tale ministero, il che vuol dire sperpero del denaro pubblico, è stato abbondantemente dimostrato dai fatti, dal reggente stesso del dicastero, che a più di tre mesi dall’insediamento non ha fatto una sola riforma. Detto tra noi spero vivamente che il ministro Calderoli continui a rimanere inattivo e a “fottersi” il suo dorato stipendio, perché temo una qualsiasi riforma da lui sottoscritta.

  3. Leggevo degli ultimi successi del ministro Alfano e cercando informazioni su di lui sono arrivato su questo Blog.. E’ disperante vedere un Paese governato da queste persone. E per gli Italiani “Il cielo è sempre più’ blu”.

    CP

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