Quando si nasce per comandare. Michela Brambilla ovvero ‘a salmonata


Girovagando in rete ho trovato questo bellissimo articolo, che non posso non segnalarvi, su BabanaBis: Michela Vittoria Brambilla, la delfina con gli occhi da triglia.

Di chi parla? Naturalmente di quella forza della natura che è la Michela Vittoria Brambilla, l’eterna sconosciuta per Fini, grande giornalista e cassa di risonanza di Forza Italia con la sua TV delle Libertà, laureata ed “appassionata” di filosofia, anche se per lei la Filosofia è solo esoterismo, magia e misticismi vari ed infine spirito demiurgico dei Circoli della Libertà.

Buona lettura del post di BananaBis.

dal 7′ e 20″ la Brambilla riprende una cantonata

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15 anni esplodeva in via D'Amelio una 126 imbottita di tritolo


Via D’amelio nel 19 Luglio del 1992

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In via D’ Amelio, il 19 Luglio del 1992, persero la vita il procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Walter Cusina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.

La mafia non esiste.

Travaglio parla della vera storia di Berlusconi e Dell’Utri….

Travaglio parla della vera storia di Berlusconi e Dell’Utri…. “2”

Per la par condicio

Al Vaffanculo day "partecipa" pure la Corte dei Conti.


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La Corte dei Conti vuole un Parlamento pulito, ovvero non pensa che il Vaffanculo day (clicca per aderire) sia una bischerata. Segue così alla notizia dello scorso 12 Luglio nella quale Beppe Grippo confermava di aver depositato in Cassazione a Roma una richiesta di legge popolare per avere finalmente un Parlamento Pulito. 

L’Ok della Corte dei Conti è stato diffuso ieri da Repubblica.it.

La vera chiesa per Papa Ratzinger è una sola. Le altre giocano in serie minori


E’ della fine di Giugno, precisamente il 29, la pubblicazione da parte della Congregazione della dottrina della fede di un documento intitolato “Risposta ai quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa“, che riprende o sviluppa la dichiarazione del 2000 firmata dall’allora cardinale Ratzinger “Dominus Iesus. Circa l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e la Chiesa” . 

[simbolo di Benedetto XVI]

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Risposta ai quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa, consta di 15 pagine, cinque quesiti con relative risposte ed una introduzione, a dir del Vaticano, serve a far un po’ di luce nel ginepraio di interpretazioni susseguitesi nel tempo sul vero significato del Concilio Vaticano II. Infatti quello non fu un momento in cui la Chiesa cattolica ripensò il suo ruolo e il rapporto con il mondo esterno, ma:

 “Il Concilio Ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare né di fatto ha cambiato la dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente. Proprio questo affermò con estrema chiarezza Giovanni XXIII all’inizio del Concilio. Paolo VI lo ribadì e così si espresse nell’atto di promulgazione della Costituzione Lumen gentium: “E migliore commento sembra non potersi fare che dicendo che questa promulgazione nulla veramente cambia della dottrina tradizionale. Ciò che Cristo volle, vogliamo noi pure. Ciò che era, resta. Ciò che la Chiesa per secoli insegnò, noi insegniamo parimenti“. (risposta al primo Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha forse cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa ?)

Questo in sintesi il significato ultimo del documento diffuso in otto lingue e passato un po’ in sordina, non certo per i soggetti chiamati in causa. Infatti è la risposta al secondo quesito che ha “sconcertato” le Chiese cristiane di tutto il mondo.

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Non c'è Berlusconi? Non c'è problema c'è Gentiloni


Il sito di Piero Ricca oggi, alle 14, è stato bloccato dalla Guardia di Finanza a causa della denuncia di Emilio Fede e con la connivenza del Ministro Gentiloni. Per inciso Riccia è una persona che si informa ed informa Fede oltre a disinformare ha sputato, si si ha sputato, in testa a Riccia.

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Di seguito riporto la lettera che Piero Riccia ha inviato a Beppe Grillo:

Sono Piero Ricca.
CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro.
E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti.

A presto, Piero.

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Se un cittadino occupa abusivamente un appartamento prima o poi subirà lo sfratto, questo è quello che accade normalmente.

Se il cittadino però si chiama Emilio Fede (alias Silvio Berlusconi) tutto è possibile. Una sentenza della Corte Costituzionale, data Novembre 2002, impone l’immediata chiusura dell’emittente illegale, entro e non oltre il 31 Dicembre del 2003.

Come ben saprete la vicenda viene messa a tacere dall’ennesima legge ad personam dello psiconano con decreto datato 23 Dicembre 2003.

Ma a questo punto il Consiglio di Stato interviene con un’ordinanza di ben 61 pagine che poi invia alla Corte di Giustizia Europea, perché ne dichiari l’inadempienza.

La Commissione Europea, nel 2006, metta in mora il Governo italiano, tramite la commissaria Kroes, che in sintesi boccia la legge Gasparri perché non rispetta le direttive europee (comunisti!!!). Con la Kroes conviene pure il Ministro delle comunicazioni Gentiloni.

Ma le cose non finiscono qui. Nell’udienza del 30 Novembre scorso il Governo italiano, inspiegabilmente, difronte alla Corte di Giustizia Europea difende la legge Gasparri, ma cosa ancor più inspiegabile è la stessa Commissione Europea a difendere la legge incriminata. 

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco e la Corte di Giustizia Europea interrogando la Commissione europea le fa fare marcia indietro ed alla fine si decide che l’Italia vìola le direttive europee e Fede (alias Silvio Berlusconi alias lo psiconano) è un abusivo. Rete4 va spenta, Rete4 è illegale.

Riporto di seguito l’intervista che Piero Riccia fece poco tempo fa all’editore Francesco Di Stefano, penalizzato dal liberismo berlusconiano.

Mancano solo l’Onu e il dipendente Gentiloni a cui vi prego di chiedere di far rispettare la legge con una mail: gentiloni_p@camera.it o lasciando un commento nel suo blog: www.paologentiloni.it

La 500. “La nuova Fiat appartiene a tutti noi”.


Cosa c’entra l’ennesima utilitaria, per nulla economica, con Madre Teresa di Calcutta, col Papa, con le stragi di Mafia o con la strage di Bologna, con le Br o con le lotte sindacali (proprio le lotte sindacali) o ancora con la Hack e Veronesi? O col razzismo verso i meridionali o con la caduta del muro di Berlino, con Gaber o con i militari italiani all’estero? Eppure no, qualcosa c’entrerà, se fior fiori di pubblicitari hanno deciso di “festeggiare” così la commercializzazione della nuova 500.

Cosa c’entra la nuova cinquecento con la sua antenata? Poco o niente e non solo perché viviamo in un altro periodo storico, caratterizzato dall’incertezza e non dalla speranza, o perché viviamo nell’era post-industriale, telematica, globalizzata, del consumismo sfrenato o delle politiche ambientali o dove le vecchie categorie di spazio e tempo sembrano aver perso di significato.

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Una volta c’era la cinquecento. Un’automobile concepita per il popolo, piccola, economica e bella. La cinquecento è rimasta nella storia, ha attraversato un epoca particolarmente significativa e non solo per il Bel Paese. Se chiedete ai vostri padri, la cinquecento ha rappresentato, per molti, la libertà, la macchina con cui si andava in vacanza o con cui ci si appartava. La cinquecento motorizzò un intero popolo.

Era il 1957 quando uscì il primo modello della cinquecento, allora era un bene di lusso. La prima cinquecento non era per tutti, il suo costo era pari a 12 mensilità di un operaio semplice (la 500 costava 490 mila ₤ ed un operaio guadagnava 40 mila ₤). Ma le cose erano destinate a cambiare, il tenore di vita si alzava e la cinquecento ben presto sarebbe divenuta per tutti. Agli inizi degli anni ’70 sarebbero bastate solo 4 mensilità per averne una. Era l’epoca dei nostri padri.

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L’Italia stava entrando nell’era industriale, nelle botteghe si comprava ancora a credito, l’URSS faceva paura ed aveva appena lanciato nello spazio lo Sputnik con a bordo la cagnolina Laika, a Roma nasce la CEE e l’EURATOM, a Milano apre il primo supermercato (inizia l’era della grande distribuzione), Enrico Mattei conclude con lo scià Reza Pahlavi un accordo per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi iraniani, alla Tv inizia il Carosello e spopola il Musichiere e Lascia o Raddoppia del sempiterno Mike Buongiorno, eravamo alle porte del boom economico.

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spaceball.gifQuesta dissonanza però non sembra esser così evidente ai pubblicitari della Fiat, anzi essi si sono spinti sino ai limiti della decenza.

La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo. Il nostro tempo“. 

 

firmato

con amore la Fiat 

 

I comunisti sono ovunque, la democrazia è ostaggio delle pratiche marxiste-lieniniste


Si sfiora il paradosso o più semplicemente lo abbiamo già superato da un pezzo. I servizi segreti militari italiani (SISMI) controllavano magistrati, giornalisti ed ufficiali scomodi. Perchè pericolosi? Perché rappresentavano una minaccia alla sicurezza nazionale? Perché erano pronti a fare un colpo di Stato, magari modello tangentopoli?

No, semplicemente non erano e non sono allineati. A cosa? Non saprei.

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In fondo Berlusconi ha avuto sempre ragione. I comunisti tengono sotto scacco, oramai da quasi sessant’anni, le istituzioni democratiche italiane. E non solo i comunisti nostrani, ma le ingerenze nella nostra democrazia provengono pure dall’estero, c’è un certo magistrato spagnolo, a me come penso a voi del tutto sconosciuto, di nome  Baltasar Garzón, che invece di occuparsi delle faccende spagnole indaga sul nostro ex premier per reati fiscali legati a Telecinco (ma perché lo perseguitano? Perchè non gode più dell’immunità? Perché si è fatto da solo? Perché sono invidiosi? O perché sono dei comunisti?) 

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foto El Pais di Baltasar Garzòn

Ma toriamo a noi. I fatti sono questi, come ben saprete, dall’estate 2001 al 2006 il SISMI, e non una parte deviata dei servizi, indaga sulla magistratura (di destra e di sinistra), sui giornalisti e sugli ufficiali delle forze dell’ordine. Il caso salta agli onori della cronaca grazie o a causa del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), che invece di star quieto nel sul bel palazzone dorato denuncia l’operato dei servizi, un’ingerenza che non ha limiti. Ma la cosa che più mi sconcerta sono le accuse della maggioranza, più o meno velate, a Silvio Berlusconi.

Ma da quale pulpito? Così come dice l’ex ministro Gasparri.

E poi cosa c’entra il Presidente del Consiglio? Non è che può sapere tutto il capo del governo. Di cose in uno Stato, in cinque anni, ne capitano tante e non è che un individuo, anche se è il Primo Ministro, può star dietro a tutto, avrà i suoi impegni, o no?

O si vuol far credere che la perfetta coincidenza temporale (2001-2006), tra la compilazione dei dossier dei servizi e la legislatura di centrodestra, rappresenti la smoking gun?

Queste illazioni come questa supponenza sono atti terroristici e nulla più! 

Vedi anche:

Il giudice Ingroia sulla nuova P2. “C’è un qualcosa nel paese che da mesi, forse un anno, soffia aria mortifica”.

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