orgoglio gay o orgoglio civile? Parità, dignità, laicità


 

 Il prossimo 16 Giugno dalle ore 16 da piazzale Ostiense a piazza San Giovanni

Lesbiche, gay, transgender, bisessuali, etero con i loro corpi, colori, idee, gioia e la loro determinazione daranno vita al Pride Nazionale del 16 giugno 2007. Un grande appuntamento per tutte e tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia, l’antifascismo. Contro ogni pensiero unico, contro il bullismo e l’odio omofobo, lesbofobo e transfobico. Una festa, un manifesto politico in musica, ricco di latex e piume di struzzo animerà il prossimo giugno, a partire dalle 16, le vie di Roma, da piazzale Ostiense a piazza San Giovanni. Un corteo dirompente, allegro e pacifico rivendicherà alla luce del sole, negli spazi e nelle strade di una civiltà moderna, la natura della convivenza, delle pluralità, delle libertà quali valori della persona umana. «Le nostre vite – asseriscono dal Coordinamento nazionale del Pride – sono un fatto dirompente perché svelano che non esistono modelli unici, ma libertà individuali, autodeterminazioni, famiglie culturali e non naturali». Una manifestazione aperta a tutti i soggetti politici, sociali e culturali del Paese che condividono la necessità di costruire una proposta laica che si ponga l’obiettivo, non solo di difendere la sovranità dello Stato, ma che apra anche una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie in Italia, lontane ed indipendenti dal giogo delle gerarchie ecclesiastiche

 

 

Da sempre derisi, sbeffeggiati e demonizzati. Additati, dai cosiddetti normali, come minaccia ai valori piccolo borghesi, reazionari e di stampo cattolico, gli omosessuali sono stati e continuano ad essere identificati come un morbo che va curato. Deviati! Civiltà deboli e incapaci ad accettare una pluralità di valori e stili di vita ne hanno fatto un capro espiatorio delle proprie debolezze e contraddizioni, costringendoli a rivendicare e a difendere la propria identità anche da accuse infamanti, quali depravazione, dissolutezza, perversità, doppiezza e persino pedofilia. Ma il Gay Pride quest’anno è qualcosa di diverso. «Le nostre rivendicazioni – si legge nel comunicato stampa del Coordinamento nazionale del Pride 2007 – si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante, in un clima sociale e culturale d’odio alimentato dalle gerarchie cattoliche e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché ha completamente smarrito i valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. È in atto un conflitto di cui vogliamo assumerci l’onere, che cerca di connotarsi come uno scontro fra civiltà, tra eterosessuali e cittadini lgbt (lesbiche – gay – bisessuali – trans), tra cattolici ed atei, tra migranti e italiani, ed invece ha lo scopo di imporre un pensiero unico, un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e di cancellazione di ogni tipo di speranza di riscatto ed emancipazione dei differenti vissuti, identità ed orientamenti sessuali».  Dichiarazione che esplicita il senso dello slogan scelto per la manifestazione del prossimo 16 Giugno:  Parità, Dignità e Laicità. Le lesbiche, i gay, i trans e i bisessuali sfileranno per rivendicare di fronte all’opinione pubblica, che il Parlamento e il Governo, così come le forze sociali e politiche, riconoscano e garantiscano uguale dignità e pari diritti, nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, della Costituzione italiana, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e nel rispetto del principio della laicità dello Stato italiano e della sua autonomia da ogni ingerenza confessionale. Una altra Italia quindi, rispettosa dell’altro e della “diversità”. Al di là delle inutili quanto irritanti strumentalizzazioni il Gay Pride 2007 sarà l’occasione per coinvolgere quanti più cittadini e movimenti in favore di una battaglia per le libertà individuali, per l’autodeterminazione dei corpi e delle scelte di vita a difesa della laicità dello Stato, da sempre fondamento del vivere civile e garanzia dei diritti di tutte e tutti.

 

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