orgoglio gay o orgoglio civile? Parità, dignità, laicità


 

 Il prossimo 16 Giugno dalle ore 16 da piazzale Ostiense a piazza San Giovanni

Lesbiche, gay, transgender, bisessuali, etero con i loro corpi, colori, idee, gioia e la loro determinazione daranno vita al Pride Nazionale del 16 giugno 2007. Un grande appuntamento per tutte e tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia, l’antifascismo. Contro ogni pensiero unico, contro il bullismo e l’odio omofobo, lesbofobo e transfobico. Una festa, un manifesto politico in musica, ricco di latex e piume di struzzo animerà il prossimo giugno, a partire dalle 16, le vie di Roma, da piazzale Ostiense a piazza San Giovanni. Un corteo dirompente, allegro e pacifico rivendicherà alla luce del sole, negli spazi e nelle strade di una civiltà moderna, la natura della convivenza, delle pluralità, delle libertà quali valori della persona umana. «Le nostre vite – asseriscono dal Coordinamento nazionale del Pride – sono un fatto dirompente perché svelano che non esistono modelli unici, ma libertà individuali, autodeterminazioni, famiglie culturali e non naturali». Una manifestazione aperta a tutti i soggetti politici, sociali e culturali del Paese che condividono la necessità di costruire una proposta laica che si ponga l’obiettivo, non solo di difendere la sovranità dello Stato, ma che apra anche una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie in Italia, lontane ed indipendenti dal giogo delle gerarchie ecclesiastiche

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I risultati delle elezioni in Belgio. Tra liberismo e tendenze di destra


Dalle elezioni svoltesi in Belgio domenica 10 Giugno sono uscite alcune conferme ed alcuni fatti estremamente significativi. Naturalmente la vittoria dei Cristiano Democratici di Yves Le Terme, che si sono aggiudicati 30 seggi alla Camera e 9 al Senato, divenendo il primo partito belga. Un’altra buona performance, non propriamente scontata, è stata fatta registrata dagli ambientalisti di Ecolo (con un più 2% alla Camera) e dai Cristiano Democratici Umanisti di Joëlle Milquet, i quali hanno conquistato altri 2 seggi in Parlamento.

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Clamorosa sconfitta, invece, per i socialisti, che sicuramente da oggi, come non accadeva da tempo, siederanno all’opposizione. Con 2 punti percentuali in meno i socialisti di Di Rupo perdono il primato in Vallonia, andato al Mouvement Reformateur di Reyndres, e, cosa ancor più grave, l’affezione di una regione da sempre socialista. I fatti di Charleroi, l’ottima campagna mediatica di Reynders e un sempre più diffuso malcontento per le tante promesse mai mantenute, hanno sancito la sconfitta dei socialisti in Vallonia. Ma sono i loro fratelli fiamminghi del Socialistische Partij.andres – Spirit che stanno vivendo una vera e propria Waterloo (-4,1% alla Camera; -5,5 al Senato e -8,7% nelle Fiandre), scavalcati pure dal Vlaams Belang, partito di estrema destra, regionalista e secessionista.

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Una considerazione al di là delle speculazioni del giorno dopo è possibile farla. Occorre constatare che il Belgio, quanto meno per ora, ha voltato pagina. La regione francofona e Bruxelles non sono più a maggioranza socialista, anche se il PS continua ad essere il secondo partito. A Nord le ricche e popolose Fiandre hanno promosso i CD&V/N-VA di Le Terme, che da quando ha legato il CD&V ai nazionalisti del N-VA, eredi dei ben più radicali Volksunie, ha saputo costruire le sue fortune, iniziando quella inesorabile ascesa al potere che ebbe inizio solo tre anni fa con le regionali del 2004. Ma sul voto delle Fiandre vanno dette ancora due cose. Uno, che la tanto “attesa” disfatta dei liberali del Open VLD, partito dell’attuale Primo Ministro, non c’è stata e due, che gli estremisti di destra, da queste elezioni, ne escono sicuramente rafforzati. Mentre il Vlaams Belang continua a rosicchiare punti percentuali, divenendo il terzo partito delle Fiandre, la neonata Lijst Dedecker, altra forza di populista e di destra, si scopre la rivelazione di questa tornata elettorale.

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A questo punto si attendono solo le varie consultazioni partitiche per dar vita al prossimo Governo. Yves Le Terme (CD&V/N-VA), sicuro prossimo Primo Ministro, ha già dato il via alle consultazioni private e il più papabile pare esser proprio il Mouvement Reformateur, che a differenza del CDH, non ha mai nascosto le sue simpatie per il programma di riforma radicalmente dello Stato, cavallo di battaglia di Le Terme. Riforma da sempre osteggiata dai socialisti e dagli Umanisti, i quali speravano in una nuova coalizione cristiano-liberale-socialista. Ma le larghe intese non vengono scartate apriori e perciò non si esclude un ingresso nella coalizione di maggioranza degli ambientalisti di Ecolo o degli stessi Umanisti o dei socialisti, anche se quest’ultima ipotesi appare poco plausibile.

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Partiti in Belgio: poco online molto sul territorio


art. di Adriana Valle 

Il 10 giugno si terranno in Belgio le elezioni politiche nazionali. L’analisi della situazione politica belga (per approfondimenti clicca qui)ha fatto emergere un paese in cui i partiti sono molto radicati sul territorio. Talmente radicati da avere partiti differenti nelle differenti regioni.
Questa situazione ha ovvimente delle forti ripercussioni nelle campagne elettorali, soprattutto nell’adozione delle strategie sul web.
Dall’analisi e dal confronto dei partiti del Belgio è emerso che il sito Internet viene utilizzato unicamente come vetrina dell’offerta politica. Poca interattività e poco coinvolgimento degli elettori che utilizzano la rete.
Vediamone alcuni esempi.
La maggior parte dei partiti presenta un sito piuttosto istituzionale. Qualche video degli appuntameni elettorali, qualche foto, ma è praticamente nullo l’uso di strumenti come social networks, blog, o siti dei candidati. E’ questo il caso di Vlaams Belang (nazionalisti di estrema destra), Parti socialiste belge (socialisti), Ecolo, Centre démocrate humaniste (riformista cristiano), Mouvement réformateur (moderati), Front démocratique des francophones (moderati), Mouvement des citoyens pour le changement (liberaldemocratici), Union des francophones, Christlich Soziale Partei (cristiano sociali), Partei für Freiheit und Fortschritt (destra autonomista), Vlaamse Liberalen en Democraten (liberaldemocratici).
In questo panorama alcuni partiti rappresentano un eccezione. E’ il caso del Christen-Democratisch en Vlaams (destra cattolica), che sfrutta Youtube all’interno del suo sito, ed è il caso anche del Nieuw-Vlaamse alliantie (nazionalisti fiamminghi), che oltre a usare Youtube, ha inserito all’interno del sito il link a un blog collegato a un parlamentare del partito, Bart De Wever.
Il blog è sfruttato anche da un altra forza politica, Groen! (verdi), che però ha fatto una scelta un po’ diversa. Ha infatti dato la possibilità ai suoi candidati di aprirsi un blog personale. Inoltre ha deciso di creare, accanto al sito istituzionale arricchito con video su Youtube, un sito ad hoc per la campgna elettorale.
Stessa scelta è stata fatta anche da altri due partiti dell’area fiamminga e sono SPIRIT (socialdemocratici) e Sociaal Progressief Alternatief (riformisti). Le due forze politiche hanno ciascuna un sito istituzionale e insieme hanno aperto un sito per la campagna elettorale, che però non presenta tratti interessanti.
Unica voce fuori dal coro, in fatto di personalizzazione della politica, è il partito del carismatico e dibattuto leader Jean Marie Le Pen, Front national (destra estrema e xenofoba). Il sito di questo partito è quasi intermante centrato sul suo leader. Permane comunque la carenza i strumenti come social networks e blogs.

Da: il mio blog