Belgio, la campagna elettorale si arroventa


Che la luna di miele tra il Movimento riformatore (MR) di Didier Reynders e il Partito socialista (PS) di Elio Di Rupo era finita non è una novità. Ormai da tempo si preparava la debacle della coalizione di governo. Meno prevedibili erano, invece, i toni raggiunti in questi ultimi giorni di campagna elettorale.

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Didier Reynders

Un clima che si è aggravato enormemente all’indomani del caso Charleroi, sul quale il procuratore generale, Claude di Mons Michaux, e il procuratore del re di Charleroi, Christian de Valkeneer, hanno imposto il silenzio sino alla data delle elezioni. La settimana scorsa, infatti, Jean-Pol Demacq (PS), assessore all’istruzione, e l’ex borgomastro Jacques Van Gompel (PS), sono stati accusati di falso in atti d’ufficio. Una doppia imputazione che è stata colta come una manna dal segretario Reynders, il quale non perde più occasione per evidenziare la “corruzione e l’affarismo” dei socialisti. Ma Di Rupo, quasi a voler dirottare l’attenzione degli elettori, mentre continua a schivare il faccia a faccia televisivo col suo avversario, passe à l’attaque frontale.

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Elio Di Rupo

La rappresaglia socialista inizia così di buon ora lo scorso venerdì, con il confronto radiofonico su RTBF tra Laurette Onkelinx (PS) e Louis Michel (MR). Onkelinx, che definisce semplicemente “contro natura” l’alleanza con il MR, fa da apripista all’invettiva del presidente socialista. Di Rupo, davanti alle telecamere in una hall di un albergo, attacca apertamente il ministro delle finanze, Didier Reynders, per aver destrutturato il Ministero, ovvero per aver ridotto del 40% i controlli sulle grosse frodi fiscali e per aver promosso, all’interno del dipartimento, persone a lui vicine, forse familiari, al posto di funzionari competenti.

Mentre i due maggiori partiti dell’area francofona si contendono il primato, il Centro Democratico Umanista (CDH) gioca le sue carte, corteggiato non solo dalle due sopraccitate organizzazioni, ma anche dai Cristiani democratici e fiamminghi (CD&V), i quali non disdegnerebbero un tranquillo alleato di centro in terra francofona. Di alleanze pre-elettorali ad oggi neanche l’ombra. Gli equilibri sembrano esser cristallizzati sino alla data fatidica del 10 Giugno. Al contempo gli uomini del CDH proseguono la loro campagna fatta di distinguo e di sobrie dichiarazioni.
Una strategia che par confermata dai risultati dell’ultimo sondaggio commissionato da Vers l’Avenir, nel quale emerge che il 14,5% degli intervistati (2000 elettori valloni) preferiscono un’alleanza composta da MR-CDH, l’11,8% è a favore di una coalizione tra PS e CDH, mentre il 9,9% crede ancora in una alleanza tra riformatori e socialisti.

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